Giovedi 22 Maggio alla Fondazione Valenzi la proiezione del cortometraggio di Guido Sacerdoti e Nino Ruju “Be Out”

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Giovedi 22 Maggio alla Fondazione Valenzi la proiezione del cortometraggio di Guido Sacerdoti e Nino Ruju “Be Out”

Dalle 15 al Maschio Angioino continuano le iniziative per ricordare il medico, artista e scrittore napoletano attraverso le testimonianze di amici ed esperti“Be Out”: questo è il titolo del cortometraggio di Guido Sacerdoti e Nino Ruju che sarà presentato dall’artista Franco Lista giovedi 22 Maggio al Maschio Angioino nella sede della Fondazione Valenzi, l’istituzione internazionale dedicata a Maurizio Valenzi, l’ex parlamentare italiano ed europeo, sindaco a Napoli dal 1975 al 1983.

 

Il filmato documenta le creazioni pittoriche del noto medico e artista napoletano negli spazi della discoteca Be Out di Via Manzoni a Napoli, oggi chiusa, con perdita delle pitture.

 

L’iniziativa sarà anche l’occasione per approfondire il percorso da scrittore di Guido Sacerdoti (1944 – 2013) con gli interventi del docente di linguistica computazionale Annibale Elia, della docente di letteratura italiana Roberta Lencioni, dello psichiatra Guelfo Margherita e della docente di letteratura francese Anita Tatone.

Gli interventi musicali saranno a cura di Tommaso Rossi e Rino Saggio.

 

L’incontro rientra, insieme alla mostra “La pittura come vita”, nelle giornate in ricordo di Guido Sacerdoti dal titolo “La libertà di amare e di apprendere” promosse dalla famiglia Sacerdoti, la moglie Marcella Marmo e i figli Arianna e Carlo, in collaborazione con l’Ente e con il patrocinio della  Comunità Ebraica di Napoli, dell’Istituto Campano per la Storia della Resistenza e della Fondazione Carlo Levi.

 

 

Relazioni Esterne e con i Media

 

Gianluigi Cioffi 333 5056074

 

Segue il profilo di Guido Sacerdoti

Guido Sacerdoti

 

Nasce a Napoli nel 1944 in una famiglia ebrea ricca di parentela, cultura e pittura. L’iniziazione al pennello avviene sin da giovanissimo nella scuola della famiglia materna, tra l’elevata personalità culturale e artistica dello zio Carlo Levi e la straordinaria educazione ricevuta dalla madre Adele Levi, a sua volta letterata, pittrice, pianista.

Alla scelta professionale molto seria verso la medicina si affianca la pittura, sin da ragazzo principale passione creativa, tra altri giochi vitali.

Accanto a frequenti esposizioni in collettive, a partire dalla attiva presenza nel Collettivo degli artisti di via Giotto dei primi anni settanta, in una personale del 1976 presso la galleria-libreria “L’incontro” vuole presentare la sua pittura, nella matrice psicoanalitica leviana e nella più autonoma struttura comunicativa del ritratto, come prodotti che “non sono stati dipinti per essere esposti”.

Oltre alla partecipazione a collettive, tra cui la Rassegna internazionale di Arte contemporanea del 1997 a Teggiano, negli anni novanta la componente giocosa della produzione pittorica cerca nuovi spazi pubblici, dedicandosi ad affrescare a Napoli, con murales, la discoteca Be Out di via Manzoni e a colorare di allegre filastrocche gli spazi aperti davanti alla Pediatria del Policlinico. Dedica un crescente impegno alle attività culturali delle comunità ebraiche, tra cui si segnala la  partecipazione con un trittico biblico alla mostra sulla Shoah  Memoria e libertà a Benevento nel 2013.

Dagli anni ottanta svolge un importante impegno culturale nella Fondazione Carlo Levi, dal 2004 nel ruolo di presidente, con numerose attività di organizzazione di mostre in Italia e all’estero.