Giovedi 18 Dicembre alla Fondazione Valenzi il dibattito “Mafie. Carnefici, vittime e spettatori di un business che mortifica l’umanità”

unnamedGiovedi 18 Dicembre alla Fondazione Valenzi il dibattito

“Mafie. Carnefici, vittime e spettatori di un business che mortifica l’umanità”

                                

Dalle 16 e 30 al Maschio Angioino un approfondimento sulle nuove conformazioni del crimine organizzato in Italia tra strutture tradizionali, commistioni con gruppi stranieri e l’impatto sul tessuto economico-sociale

 

 

 

Sarà una riflessione sulla nuova geografia del crimine organizzato in Italia, tra tradizionali strutture locali e crescenti presenze straniere, il centro del dibattito “Mafie. Carnefici, vittime e spettatori di un business che mortifica l’umanità” in programma giovedi 18 Dicembre dalle 16 e 30 al Maschio Angioino nella sede della Fondazione Valenzi, l’istituzione internazionale dedicata a Maurizio Valenzi, l’ex parlamentare italiano ed europeo, sindaco a Napoli dal 1975 al 1983.

 

Nel corso dell’incontro si approfondirà anche l’attuale impatto sull’economia e sulla società del giro d’affari prodotto nel Paese dalle organizzazioni criminali, stimato dall’Eurispes in oltre 200 miliardi di euro annui.

 

All’iniziativa interverranno, dopo i saluti della Presidente della Fondazione Lucia Valenzi, gli autori del volume “Mafie”, edito da Centoautori, il magistrato Giovanni Conzo e il giornalistaGiuseppe Crimaldi.

Parteciperanno inoltre il docente universitario Sergio Tanzarella, il medico volontario del Corpo di Soccorso dell’Ordine di Malta Livia Caramazza e l’immigrato nigeriano Benjamin Okonobe.

 

Il dibattito sarà moderato dal saggista Nico Pirozzi.

 

 

 

Relazioni Esterne e con i Media

 

Gianluigi Cioffi 333 5056074

 

 

Segue la scheda di approfondimento:

 

Giovanni Conzo e Giuseppe Crimaldi

Mafie. La criminalità straniera alla conquista dell’Italia

 

Invasive, subdole, silenziose, le nuove mafie mettono in crisi la vecchia geografia del crimine organizzato in Italia. A spartirsi una torta del valore di oltre 200 miliardi di euro l’anno (dati Eurispes) non sono solo i clan napoletani, siciliani, calabresi o quelli pugliesi della Sacra corona unita, ma anche i nuovi boss. I cinesi delle Triadi, i russi e gli ucraini dell’Organizacija, le confraternite nigeriane della Black Axe e dei Buccaneers, i sudamericani delle gang Pandillas e i cartelli albanesi, macedoni, romeni e bulgari, che imperversano con inaudita violenza sia a sud che a nord della Penisola. Attraverso i fascicoli d’indagine di Dia, polizia, carabinieri e guardia di finanza, i rapporti dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (Aisi), le relazioni della Commissione parlamentare antimafia e le centinaia di processi in corso, un giornalista e un magistrato ridisegnano la mappa del crimine in Italia, non trascurando di far luce sui fenomeni di colonizzazione e sulle sinergie esistenti tra criminalità italiana e straniera operanti nel Belpaese.

 

(2014) pp. 112 Centoautori € 13,00

 

 

Segue il profilo degli autori

Giovanni Conzo

 

Magistrato in servizio presso la Procura della Repubblica di Napoli, componente della Direzione distrettuale antimafia. È stato titolare di importanti inchieste che hanno portato alla disarticolazione di intere famiglie camorristiche del potente clan dei Casalesi e all’arresto e la condanna di boss e affiliati. È consulente della Commissione parlamentare antimafia.

 

Giuseppe Crimaldi

 

Giornalista professionista dal 1993. Dal 2000 si occupa di cronaca nera e giudiziaria per “Il Mattino” di Napoli. È stato redattore dei quotidiani “Avanti!” e “Roma” e dell’Agenzia giornalistica Italia (Agi). Ha collaborato con il National Geographic Channel. Ha pubblicato “Napoli è servita” (Gribaudo Editore, 2010). È coautore dei volumi “Il Casalese” (Centoautori, 2011) e “Al mio Paese. Sette vizi. Una sola Italia” (Edimedia, 2012).