Giovedì 12 febbraio: Luca De Filippo in “Sogno di una notte di mezza sbornia” di Eduardo De Filippo, per la regia di Armando Pugliese, al Teatro Ricciardi di Capua

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA SBORNIA - Carolina Rosi, Luca De FilippoSOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA SBORNIA - Luca De FilippoGiovedì 12 febbraio 2015, ore 21.00

Teatro Ricciardi di Capua

Info 0823963874

 

Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

presenta

 

Sogno di una notte di mezza sbornia

di Eduardo De Filippo

(liberamente tratta dalla commedia “La fortuna si diverte” di Athos Setti)

 

con

Luca De Filippo, Carolina Rosi, Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo

 

scene Bruno Buonincontri, costumi Silvia Polidori, musiche Nicola Piovani

 

regia Armando Pugliese

 

Dopo  il  lavoro  degli  ultimi  anni,  durante  i  quali  è stato  realizzato  un  puntuale  approfondimento  sulla drammaturgia di Eduardo del primo dopoguerra, con Sogno di una notte di mezza sbornia la Compagnia di Teatro di Luca De Filippo propone un nuovo progetto, questa volta specificatamente  tematico, sui testi di  Eduardo,  in  un  percorso  che  porterà  successivamente  all’allestimento  di  “Non  ti pago”,  che  lo  stesso Eduardo definisce “una commedia molto comica che secondo me è la più tragica che io abbia scritto” .

Infatti “Sogno di una notte di mezza sbornia” – scritta da Eduardo nel 1936 – ne è il prologo naturale: si parla di sogni, vincite al lotto, superstizioni e credenze popolari di un’ umanità dolente, che solo in questo modo ha la capacità di pensare a un futuro migliore per sopravvivere al proprio presente.

Questa commedia  fu tratta da “La fortuna si diverte”, scritta da Athos Setti nel 1933 per la scena toscana; fu poi rappresentata nel 1934 da Ettore Petrolini in romanesco con il titolo “La fortuna di Cecè” e da Angelo Musco in siciliano come “La Profezia di Dante” per arrivare nel ’37 al Teatro Umoristico dei De Filippo col titolo e l’adattamento che conosciamo, con numerose riprese durante le varie stagioni dato lo straordinario successo  riscontrato.  La  commedia  fu  valutata  dalle  recensioni  dell’epoca  tra  le  più  esilaranti  che  la compagnia Umoristica “I De Filippo” abbia mai messo in scena.

“…Attraverso questo lavoro Eduardo ha l’opportunità di indagare profondamente sui linguaggi, le forme, i ritmi  teatrali,  […]  di  fare  propria  una  commedia scritta  da  altri  restituendo  alla  collettività teatrale  la  sua identità di artista e di creatore.” (R. De Simone)

Utilizzando  lo  stile  comico, a  volte  grottesco  fino  a  pervenire  alla  farsa,  Eduardo  combina  la forma  della  classica e antica tradizione teatrale napoletana con le tematiche che saranno sviluppate appieno nelle sue commedie successive. Al centro di “Sogno di una notte di mezza sbornia” c’è dunque il popolare gioco del lotto, dove però qui la scommessa si pone fra la vita e la morte e i rapporti sono fra il mondo dei vivi e il mondo dei morti.

Nello sviluppo della commedia . inoltre presenza sostanziale la comunità dei familiari e degli amici, stretta intorno al protagonista ed al suo dramma forse più per egoistico interesse personale che per solidarietà e sostegno, una comunità grazie alla quale Eduardo può declinare il carattere corale e sfaccettato della sua drammaturgia.

E poi, soprattutto, c’è il finale che non chiude, ma rilancia una sorpresa che non si consuma mai, fra gioco dell’esistenza e gioco della scena.  Ancora una volta Eduardo, in modo ironico e intelligente, pungente e raffinato, ci propone un’occasione di  riflessione sul nostro modo di stare al mondo.

 

Breve sinossi

A Pasquale  Grifone,  un  povero  facchino,  piace  alzare  il  gomito  e  quando  beve  fa  sogni  strani,  così  da ricevere la “visita” di Dante Alighieri, del quale gli era stato regalato un busto in gesso. Il Poeta suggerisce all’uomo quattro numeri da giocare al lotto, sottolineando però che essi rappresentano anche la data e l’ora della sua morte. Di lì a poco, la quaterna esce e  Pasquale vince una forte somma di denaro; la famiglia si adatta prestissimo alle nuove condizioni e nessuno si preoccupa della crescente disperazione del povero Pasquale, terrorizzato dalla sua “imminente” morte, cercano anzi di convincerlo del fatto che si tratti solo di una sciocca superstizione. Il giorno annunciato però la famiglia si veste a lutto: tutti, ormai, sono convinti che quelli  siano  gli  ultimi  momenti  di  vita  dell’uomo ma quando  il  pericolo  sembra  ormai  scongiurato  un colpo di scena riapre il gioco.