Giovani, il vostro futuro dipende da un test

Studenti Universitari - Photo credit - Massimo Alberico

A settembre più di 84mila studenti si sottoporranno ai test per entrare all’università

Sarebbe bello per i giovani d’oggi riuscire a  rispondere con decisione a queste domande invece finiscono sempre per temerle, perché voler coltivare una passione o avere in mente un percorso universitario non vuol dire essere certi che quell’idea si realizzi. Con l’estensione del numero chiuso per quasi tutte le facoltà eccetto solamente qualcuna, bisogna prima affrontare l’ostacolo “test”.

Secondo la delibera della Corte Europea dei diritti umani il numero chiuso non viola il diritto allo studio eppure, non è assolutamente ragionevole. Dai primi di settembre, per questo motivo, più di 84mila studenti  sono costretti a sostenere i test da cui dipenderà il loro futuro universitario.

Ma questo numero riguarda soltanto le facoltà a numero chiuso a livello nazionale e cioè Medicina e Chirurgia, Odontoiatria, Veterinaria e Architettura, senza contare tutte le facoltà che fissano il numero programmato a propria discrezione, come la Statale di Milano che l’ha sancito anche per gli indirizzi umanistici. Per cui, sarà anche accettabile la selezione per Medicina o altri indirizzi tecno-scientifici dove il numero chiuso permette la corretta funzione e organizzazione dell’università, ma è inammissibile la selezione per la maggior parte dei corsi dove è stata  imposta  per semplice ‘comodità’. Ciò è assolutamente sbagliato. Ci lamentiamo dell’eccessiva presenza di giovani senza occupazione e non si riesce a capire che il problema è alla radice. Nessuno merita di ‘non essere selezionato’ per fare ciò che in realtà vuole e desidera, almeno non nel modo in cui avviene attualmente. Il problema maggiore, come testimoniano gli ultimi anni, non è neanche sostenere gli esami quanto accedere agli studi. Molti giovani per superare i temutissimi test sono costretti ad integrare la propria preparazione con corsi extra-scolastici perché quella del liceo non basta ed è troppo ristretta rispetto a quella richiesta per i test o c’è chi preferisce addirittura prendere un anno sabbatico per prepararsi. Quando non si superano poi, o si scelgono università adiacenti per poi riprovare e convalidare alcuni esami oppure si sceglie di andare a studiare all’estero, perché al di fuori dell’Italia risulta più semplice persino studiare.

Alla fine, mi vien da dire, va bene il numero programmato per alcune facoltà per questioni organizzative, ma per tutte le altre, è inaccettabile impedire agli studenti di accedere liberamente e volontariamente ai corsi. Nella vita solo quando si intraprende una strada si riesce a capire se è giusta o sbagliata e soprattutto, chiunque può fallire. Compromettere tale presa di coscienza non solo va a discapito del mondo lavorativo perché in questo modo la corruzione e l’illegalità hanno strada facile, ma nega l’opportunità di realizzarsi a chi invece ha passione, potenzialità e spirito di sacrificio. Il deterioramento e il malfunzionamento della nostra realtà dipendono proprio da questo e noi campani, che più di tutti ne sappiamo qualcosa, non ne possiamo più.

di Mara Parretta