GIGI D’ALESSIO: «Per il riscatto della mia terra porterò nel mondo le nostre eccellenze»

Terra bipolare, di fuochi dolosi e grandi bellezze; terra di contrasto, di crimini e cultura. Terra sincera e diffamata. Terra che brucia l’avidità dell’uomo; terra incantata, spesso incompresa. Qualcuno la chiama Malaterra, fatta d’amore, “lacrem’e zucchere”. È Gigi D’Alessio, che ha deciso di sfruttare la propria immagine e potenza artistica per riscattare le terre dove è nato e cresciuto e per dare al suo popolo la speranza di un futuro migliore. La forte esigenza di impegnarsi in un progetto di salvaguardia e promozione d'alessio 1delle nostre eccellenze nasce casualmente in un supermercato di Frosinone. “I nostri prodotti non sono campani”. Peccato per loro, ma quella scritta è troppo fastidiosa. Voi come reagireste? Gigi ha intuito che l’immagine della sua regione dovesse essere maggiormente tutelata. E chi meglio di lui, che non ha certo bisogno di pubblicità dopo aver venduto oltre 20 milioni di dischi, conquistato un disco di diamante, più di 100 dischi di platino ed ulteriori riconoscimenti internazionali, può aiutare a rivalutare l’immagine di questi territori?! Così nasce il singolo “Malaterra” che porterà in giro per il mondo: da Londra a Francoforte, da Parigi a Bruxelles, da Mosca a Lugano. Non mancheranno le tappe in Asia e in America. L’intenzione è di spiegare ai media internazionali la realtà oggettiva di questei luoghi, con i loro problemi che non rispecchiano sempre certe gratuite diffamazioni.
Abbiamo incontrato Gigi D’Alessio nel suo moderno studio di produzione in quel di Olgiata a Roma, dove vivono molti personaggi dello spettacolo e dello sport. In effetti, è uno dei centri residenziali più belli ed esclusivi della capitale… ma non è la ricchezza a fare grandi gli uomini, bensì la loro indole. Gigi è un tipo semplice che ci ha accolti come solo i napoletani sanno fare: «O vulit nu cafè?».
Sugli scaffali del suo studio ci sono trofei e tapiri, libri, CD, foto ricordo e santini da pregare per ricordare alcuni dei suoi cari, scomparsi, come il fratello e i genitori, per tumore. Gigi conosce la sofferenza della gente ed è a loro riconoscente: «Per i prossimi sette anni, tutto il denaro che incasserò con la canzone “Malaterra” sarà devoluto in  beneficenza solo ed esclusivamente per la “Terra dei fuochi”. Ho avuto tanto dal mio popolo ed ora sento il dovere di ricambiare». In merito, oltre ad aver presentato un docufilm sulla “Terra dei Fuochi” lo scorso giugno al Festival di Taormina, D’Alessio si esibirà il prossimo 6 settembre gratuitamente presso la Reggia di Caserta. Uliveto e Rocchetta, sponsor del concerto, ripagheranno il cantante acquistando un’autombulanza neonatale per l’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta mentre all’Ospedale Santobono di Napoli contribuiranno per la ristrutturazione del pronto soccorso. Sono anche queste le intenzioni del cantautore napoletano: sfruttare se stesso e il proprio lavoro per efficientare, nelle sue possibilità, alcuni servizi della sua città.
#CampaniaSiCura è la missione da perseguire con il Malaterra World Tour: «Ogni giorno prima di un concerto, farò una conferenza stampa, durante la quale proietterò il mio docufilm, denuncerò la parte malata dei nostri territori, ma soprattutto farò conoscere al mondo le eccellenze della Campania e dei prodotti tipici locali in cui bisogna credere ed investire. Questa volta userò la mia voce non per cantare, ma per urlare! La mia speranza – continua D’Alessio – è che quella dei nostri figli non si bruci. Noi dobbiamo lottare, ci dobbiamo far sentire e ottenere i risultati». 

d'alessio2La situazione attuale, per Gigi D’Alessio, non è ad un punto di non ritorno, anche se le responsabilità gravano su tutti: «Politica, istituzioni e cittadini». «Io – prosegue – mi sto mettendo in gioco e qualcosa dovrà pur succedere. Bisogna capire che questa mia lotta non ha secondi fini. Non ci sono colori politici in mezzo: l’unico colore è quello della gente, con cui cercherò di creare un’unione forte per combattere questa battaglia insieme».
Quando parla di Napoli, Gigi non riesce a nascondere l’amore che ha per questa città: «Siamo la città più bella del mondo, senza dubbio. Napoli, però, è lacrem’e zucchere, è il bene e il male, il bianco e il nero. A Napoli c’è stato chi ha avvelenato la nostra terra, ma c’è anche chi vuole riscattarla». Gigi sa che non è solo in questa sua battaglia perché conosce la natura della sua gente: «Siamo un po’ come le aquile che possiamo volare più in basso delle galline, ma le galline non potranno mai volare in alto come le aquile, questo è certo! La gente di Napoli sa soffrire e strisciare a terra ma sa anche rialzarsi con più forza di prima. I napoletani sono un esercito, siamo un popolo straordinario». Nonostante nessuno dei grandi artisti napoletani si sia mostrato particolarmente interessato a questa sua iniziativa, Gigi D’Alessio è forte delle sue convinzioni: «Finora nessuno dei miei colleghi mi ha chiamato. La mia forza è il popolo, bastano loro». 

Noi gli garantiamo il nostro supporto mentre ci saluta, com’è suo solito fare, con un ricambiato «Buona vita».

di Fabio Corsaro e Marcella Panetta

Ph. di Antonio Ocone e Valentina Panetta

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!