Gianni Amelio: “La tenerezza” di un regista, tra cinema e vita

Gianni Amelio

…E se tutto è troppo veloce 
va tutto troppo veloce 
se tutto è troppo veloce 
non riesci neanche
più a pensare 

se tutto gira troppo veloce… 

Queste parole, tratte dal nuovo singolo di Francesco Renga, Nuova luce, sembrano riflettere, come in uno specchio, il pensiero dominante nella mente dei protagonisti de La Tenerezza, il nuovo film di Gianni Amelio, uscito nelle sale cinematografiche il 24 aprile scorso. Un sentimento puro, quasi un valore in via d’estinzione, da cui ciascuno di loro, inconsapevolmente, fugge, forse perché ne ha paura, ma a cui, al tempo stesso anela.
Come Lorenzo, l’avvocato in pensione interpretato magistralmente da Renato Carpentieri, il quale non accetta la propria età; per questo motivo finirà per innamorarsi della sua giovane vicina di casa, Michela (Micaela Ramazzotti, ndr), «solo perché non lo guarda come una persona anziana, ma come persona e basta».
In questo modo il regista spiega uno dei tanti significati del suo ultimo film, con quella tenerezza che sembra permeare l’intera Cappella Palatina della Reggia di Caserta, la splendida cornice che fa da sfondo al quarto degli appuntamenti di Maestri alla Reggia, (promossi dall’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli in collaborazione con Ciak, il magazine di cinema diretto da Piera Detassis, Cineventi e con la direzione artistica di Remigio Truocchio) e a cui Informare ha preso parte.

Una conditio sine qua non di un grande Maestro è quella di stupire. E Amelio lo fa subito: «Il mio primo incontro col cinema l’ho avuto proprio qui alla Reggia – afferma – era il 28 aprile 1965 ed avevo appena compiuto 19 anni. Debuttai come assistente alla regia nel film di Vittorio De Seta, “Un uomo a metà”, che è stato girato anche qui, nel Parco della Reggia».
A destare l’attenzione del regista è anche un’altra città campana: Napoli. «Ricordo che avevo all’incirca 24 o 25 anni e non avevo mai visto la Napoli vera, che per me non è quella del Vomero, ma la Napoli storica, quella di Piazza del Gesù, per intenderci. Allora le riprese le facevo negli studi Rai per tutto il tempo; ma ho sempre sognato di girare un film nel capoluogo campano. Non a caso il primo episodio di “Ladro di bambini” è ambientato lì».
Ed anche La Tenerezza. Nei suoi film, oltre al tema del viaggio, ricorre un elemento autobiografico: l’assenza della figura paterna: «un tema di cui non riesco a liberarmi», dice. Con tenerezza parla anche dei suoi attori: «C’è qualcosa che prescinde dalla bravura di un attore e di un regista ed è la capacità d’intendersi. È un fatto d’amore, come quel “quid” speciale lega due persone, un’attrazione inspiegabile che passa attraverso qualcosa che noi non riusciamo a dominare col cervello; lo dominiamo con i sentimenti, con il cuore. E allora ci si sente vicini con uno sguardo: non c’è bisogno di “provini”».

Amelio elogia apertamente i propri attori, in primis Renato Carpentieri: «L’ho incontrato per la prima volta 27 anni fa; vorrei essere bello come lui» afferma. Poi Giovanna Mezzogiorno, Micaela Ramazzotti ed Elio Giordano. «Non lo dimenticherò mai – dice di quest’ultimo – ha un talento incredibile nonostante la sua giovane età». E a proposito dei suoi film: «Possono avere tutti i difetti del mondo, ma una cosa è certa: sono recitati bene». 
Una delle regole del giornalismo consiste nell’evitare personalismi, ma, in questo caso, volutamente, la trasgredirò: dopo pochi minuti dall’inizio della pellicola, con un misto tra incredulità e meraviglia sentivo di incamminarmi col protagonista, ripercorrendo il tratto di strada che per sei anni mi era stato così familiare e che risaliva al periodo in cui ho frequentato l’Università Orientale di Napoli. Proprio in Via dei Banchi Nuovi, infatti, nello stesso palazzo che nel film ospitava l’appartamento di Lorenzo (Carpentieri), ho frequentato alcuni tra i corsi previsti nel mio piano di studi, in particolare quelli inerenti la Storia del Teatro, e come Michela (Ramazzotti) anch’io mi appoggiavo alla balaustra che si affacciava sul piccolo spiazzale antistante lo stabile antico nell’estenuante attesa dell’esame.

di Teresa Lanna

About Teresa Lanna

Laureata in "Lingue e Letterature Straniere" nel 2004, nel 2010 ha conseguito la Laurea Magistrale in "Arte Teatro e Cinema" presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Tra le sue più grandi passioni, l'Arte, la Fotografia, il Cinema, la Letteratura, la Musica e la Poesia. Grande sostenitrice dell'Art.3 della Costituzione Italiana, è da sempre allergica ad ogni tipo di ingiustizia sociale. In vetta alla classifica delle città che ama di più ci sono Napoli e Firenze.