Gerardo Marotta: un guerriero al servizio della cultura

Gerardo Marotta

Stamattina, a Napoli, nel Palazzo Serra di Cassano, si è svolta la cerimonia funebre in onore  di Gerardo Marotta. L’avvocato ha lasciato questa terra solo fisicamente, il suo pensiero e le sue idee non si estingueranno mai.

 

Un vecchietto gentile dall’aria un po’ austera, un amante della cultura, un combattente: questo era Gerardo Marotta.

Laureatosi presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Giurisprudenza, con una tesi in Filosofia del diritto, cominciò ben presto a interessarsi di storia, letteratura e filosofia. Fondamentale per la nascita dell’Istituto italiano per gli studi filosofici fu il suo incontro con Benedetto Croce e il rapporti costanti con la di lui figlia Elena.

Grazie alle borse di studio messe a disposizione dal suo Istituto, molti giovani – sia che fossero già laureati, sia che non lo fossero ancora – hanno potuto svolgere attività di ricerca. L’istituto aveva anche a disposizione un’immensa raccolta libraria, più di tremila volumi erano stati messi a disposizione dallo stesso avvocato, e una casa editrice  proprietà dell’Istituto, che ha realizzato innumerevoli pubblicazioni. Purtroppo, entrambe le realtà negli ultimi anni hanno avuto seri problemi: la maggior parte dei libri che componevano la strepitosa raccolta libraria dell’Istituto sono finiti stipati in diversi luoghi e risultano ancora difficilmente consultabili; la casa editrice, a causa delle difficoltà economiche, ha visto ridurre progressivamente il numero delle sue pubblicazioni.

Nonostante lo scarso sostegno da parte delle istituzioni e i ripetuti tentativi di sfratto, sventati finora grazie alla caparbietà e all’investimento di risorse personali del suo straordinario presidente, l’Istituto, sotto la guida del consiglio direttivo, ha continuato con determinazione a organizzare e promuovere convegni, gruppi di studio e attività di ricerca, rivolte soprattutto ai giovani.

L’avvocato Marotta ci ha lasciato un auspicabile esempio di vita e dei grandi insegnamenti: affermava che l’essere umano nasce con una prima natura (“animale”) e deve lottare per acquisirne una seconda (“spirituale”); riteneva che la cultura fosse salvifica e sosteneva fortemente i giovani e la loro capacità di pensiero; metteva costantemente gli uomini in guardia rispetto allo studio, che non deve essere mai fine a sé stesso, ma avere sempre una forte utilità sociale; esortava gli studiosi a non restare chiusi in casa, barricati dietro i propri libri, ma piuttosto a incontrarsi, riunirsi e discutere per trovare soluzioni utili per lasciarsi alle spalle il presente tempo di crisi. Marotta amava Napoli, combatteva per la sua città e per il riconoscimento della sua importanza storica a livello europeo. I giovani e gli uomini di cultura hanno perso una guida, Partenope un padre, il mondo un uomo coraggioso che credeva nelle speranze, nei sogni, nelle idee e non aveva paura di dire la sua.

L’ultimo saluto all’avvocato è stata dato stamattina, all’interno del palazzo Serra di Cassano, sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. Gerardo Marotta ha lasciato questa terra, e la presidenza ’dell’Istituto che ha fondato, solo fisicamente: il suo pensiero e le sue idee vivranno per sempre nelle generazioni che grazie alla sua lotta si sono formate e continuano a vivere la propria esistenza nel segno della civiltà, del benessere collettivo e della cultura.

 

Grazia Martin
martin.grazia@hotmail.it

About Grazia Martin

Studente presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali della Seconda Università degli Studi di Napoli. In precedenza ha fatto parte della redazione di un'altra testata online. Personalità poliedrica, dai molteplici interessi, ha cominciato a scrivere da giovanissima ricevendo anche diversi riconoscimenti, è appassionata di musica; si occupa di musealizzazione delle strutture ex manicomiali e di turismo for all. Guarda con notevole interesse alla storia e alle attuali vicende della città d'Aversa. Per contatti: martin.grazia@hotmail.it