Università e sviluppo, Gaetano Manfredi: «Migrazione laureati primo problema»

Gaetano Manfredi (Foto di Gabriele Arenare)

Nello stupendo scenario del Chiostro monumentale dei Santi Marcellino e Festo, nel cuore della nostra stupenda Napoli, abbiamo avuto il piacere di intervistare il prof. Gaetano Manfredi, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi Federico II di Napoli.

Quale futuro per i laureati in un mercato del lavoro che punta sempre di meno alla qualità e alle competenze e dove è il prezzo/costo che determina quasi tutte le scelte produttive?
«In Italia, stiamo vivendo un paradosso. Se seguiamo i trend da tutto il mondo, è evidente che nel mercato internazionale si cercano laureati con sempre maggiori competenze e qualità. L’Italia, sia ben chiaro, non si sottrae a questa caratteristica, anche perché, ad esempio, con la digitalizzazione e la cosiddetta “Industria 4.0” sono richieste sempre maggiori competenze; il paradosso è, però, il rapporto tra richiesta di competenza e salario che risulta fortemente squilibrato ed è tra i più bassi d’Europa. Il vero problema, quindi, è affrontare una nuova politica del lavoro che favorisca la valorizzazione delle competenze con dei salari adeguati. In tal modo si raggiungono due obiettivi: riusciamo a tenere in Italia i più competenti e le imprese si valorizzano adeguatamente».

Angelo Morlando, il rettore Gaetano Manfredi e Savio De Marco (Foto di Gabriele Arenare)
Angelo Morlando, il rettore Gaetano Manfredi e Savio De Marco (Foto di Gabriele Arenare)

Quali sono le lauree che stanno trovando maggior riscontro nel successivo impiego lavorativo e quanto ci costano (socialmente, produttivamente, etc.) le migrazioni dei nostri laureati all’estero?
«Con riferimento ai dati disponibili, è possibile affermare che mediamente i laureati trovano lavoro stabile entro cinque anni dalla laurea. Parliamo di un lavoro adeguato ovvero un’occupazione fissa. È un dato molto lusinghiero e che è in media con i dati nazionali. Le lauree che trovano il maggior riscontro sono quelle legate alla Facoltà di Ingegneria, ma buoni riscontri si stanno avendo anche nei settori urbanistici/edilizi. È ovvio che lo sblocco dei concorsi nella Pubblica Amministrazione sta offrendo molte opportunità e sta facilitando l’inserimento di tante figure laureate. Il vero problema è la migrazione dei laureati. La prima migrazione è dal Sud verso il Nord: circa un terzo dei migliori laureati si spostano verso il Nord. La seconda migrazione è dal Nord verso l’estero, perché le aziende estere garantiscono stipendi più alti, anche il doppio e il triplo rispetto alle aziende italiane. Ribadisco: dobbiamo rivedere la politica del Lavoro in generale, aumentando i salari e abbassando i costi per le imprese che possono/vogliono assumere. Il Paese deve decidere se vuole investire sul Capitale Umano, cioè la Risorsa più importante che ha».

«Trasparenza e anticorruzione, la semplificazione è
la strada giusta»

Che iniziative sta mettendo in campo in materia di anticorruzione e trasparenza nell’ambito degli appalti gestiti dall’Università, in particolar modo nella scelta dei commissari di gara?
«L’Università è chiaramente impegnata a seguire tutte le norme per la trasparenza e per l’anticorruzione e il personale preposto ha l’obbligo di tenersi costantemente aggiornato. Sul tema delle commissioni di gara, procediamo alla massima pubblicizzazione di tutte le richieste che ci arrivano dall’esterno. È palese che la scelta dei commissari spetta poi alle Amministrazioni Pubbliche e/o Stazioni Appaltanti.  Al momento stiamo mettendo a disposizione il maggior numero di nominativi adottando i criteri della rotazione e della massima pubblicizzazione. Stiamo lavorando sulla trasparenza, anche aderendo al mercato elettronico e alla Consip, ma, secondo il mio parere, va finalmente affrontato il tema della semplificazione. La corruzione, spesso, non è legata solo alla scelta di una “specifica” persona, ma anche nel costantemente non scegliere un’altra “specifica” persona. La semplificazione, quindi, è la strada che può guidarci verso un meccanismo complessivamente più trasparente».

di Angelo Morlando
Foto di Gabriele Arenare

Tratto da Informare n° 171 Luglio 2017

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