La fusione iperrealista di Giuseppe Tuzzi

Giuseppe Tuzzi, artista - Photo credit Gabriele Arenare

Giuseppe Tuzzi classe 76’ artista napoletano con una spiccata propensione per il disegno e una grande passione per la grafica, l’animazione e il fumetto. Le doti artistiche di Giuseppe sono da subito evidenti, come dimostra il premio “Comune di Napoli Assessorato P.I. – FILOS Concorso 3^ età”, vinto all’età di soli 14 anni. Negli anni ’90 collabora come grafico, illustratore e fumettista per riviste di settore, case editrici e agenzie di comunicazione, attività che Tuzzi porta avanti ancora oggi. La sua versatilità artistica gli consente di dedicarsi anche alla pittura, partecipando ad esposizioni nazionali ed internazionali, come la “Opening” di Bruxelles del 2002, nel 2013 partecipa al concorso pittorico al Palazzo Venezia di Napoli dove vince il secondo premio nella sezione pittur, mentre nell’ottobre del 2016 vince il primo posto della critica alla VII edizione del premio “Rosalba Fois”. Noi di Informare abbiamo avuto il piacere di intervistarlo.

Durante l'intervista a Giuseppe Tuzzi di Maria Grazia Scrima
Durante l’intervista a Giuseppe Tuzzi di Maria Grazia Scrima

Quando nasce il tuo amore per l’arte? Quali sono le difficoltà e i vantaggi di iniziare da autodidatta?
«Fin da piccolo ho da sempre amato l’arte in tutte le sue forme, ma tramite il fumetto mi sono avvicinato in questo mondo. Le difficoltà di iniziare da autodidatta ci sono state, ma grazie alla mia tenacia, allo studio approfondito del disegno, frequentando corsi di grafica e quindi attirato anche da altri linguaggi d’arte sono riuscito nel mio intento, iniziando a collaborare con una casa d’arte, e da lì iniziai a realizzare i miei primi quadri».

Da dove trai ispirazione per le tue opere?
«Dato che ho iniziato dal fumetto, le traggo dalla realtà, unisco arte figurativa e arte astratta. Interseco i miei personaggi con figure grottesche di sfondo, lo stacco netto tra realistico e astratto. Gli autori che adoro e da cui prendo ispirazione sono: Caravaggio, per il realismo e i suoi forti contrasti, e Picasso».

Grafico, illustratore e fumettista pittore, chi è Tuzzi?
«Sono un amante dell’arte, mi piace tutto ciò che è creativo e che mi lascia libero di esprimere. Il fumetto non l’ho mai abbandonato, mi sono iscritto alla scuola Comix, per far diventare questa mia grande passione una professione. Nonostante ciò realizzo le mie opere pittoriche, perché quando dipingo mi sento libero».

Com’è entrato a far parte della tua arte il body painting?
«Partecipai a una mostra collettiva al tunnel borbonico, e trovai molta familiarità nel dipingere su corpo. Utilizzo la figura realistica cioè la modella e la dipingo di ghirigori che uso come sfondo dei quadri. E ho notato che ce stata un’evoluzione della mia arte, poiché riportando su tela i ghirigori fatti sul corpo del modello, sono cambiati».

Passato, presente, futuro: in che tempo collochi le tue opere quando dipingi?
«Le mie opere le colloco tutte nel presente, poiché dipingo tutte sensazioni che colgo nell’istantaneo, l’emozioni che provo nell’immediato le metto su tela».

Qual è la tecnica pittorica che preferisci di più?
«L’acquerello, mi piace la pennellata, come scivola, come l’acqua ti aiuta a creare il colore, anche se io lo uso in maniera fotografica».

Quando dipingi dal vivo quanto gioca l’emozione?
«Parecchio. Dato che sono un tipo molto pignolo prima di realizzare un’opera, faccio schizzi, pach work. Quando realizzo delle performance dal vivo, e il tempo è ristretto, c’è uno stato di agitazione. Ma proprio grazie alla ristrettezza del tempo, a volte, escono opere migliori, perché mi sento più libero senza vincoli».

Quali sono i tuoi progetti futuri?
«Il mio progetto futuro è quello di specializzarmi sempre più nel fumetto e concretizzare il tutto, perché non è solo una passione ma molto di più».

Tuzzi è un artista poliedrico e un comunicatore visivo. Attraverso le diverse tecniche pittoriche che utilizza, ci fa immergere nel suo mondo iperrealista, coloratissimo, sempre più interno ed intimo delle figure e dei soggetti che ritrae per mostrarne i pensieri più nascosti e più veri. Attraverso le varie contaminazioni artistiche e il suo geniale estro, regala allo spettatore la possibilità di immergersi nell’opera stessa, interpretandola.

di Maria Grazia Scrima

Tratto da Informare n° 167 Marzo 2017

About Maria Grazia Scrima

Classe ’86. Laureata in Arti Visive (Laurea I livello) e in Fotogiornalismo (Laurea specialistica) presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Attualmente frequenta un corso in Fotografia pubblicitaria presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione Visiva). Le sue passioni sono l’arte, la musica, la fotografia, la grafica pubblicitaria, la poesia e la lettura.