A spasso nello spazio, con Panorama d’Italia e Focus

 

Panorama d’Italia e Focus hanno recentemente toccato la Costiera Amalfitana con numerosi eventi e personaggi, tutti con una storia, un viaggio o una scoperta da raccontare.

Con il direttore di Focus, Jacopo Loredan
Con il direttore di Focus, Jacopo Loredan (Ph. Raffaele Piazza)

Tra i vari, Informare ha scelto di partecipare allo spettacolare viaggio nello spazio in compagnia di Jacopo Loredan (direttore di Focus), Umberto Guidoni (fisico astronauta) e Barbara Negri (responsabile dell’esplorazione ed osservazione dell’universo dell’Agenzia Spaziale Italiana – ASI).

Un primo veloce excursus da quando l’uomo è allunato nel 1969 ad oggi, periodo in cui seguiamo il viaggio della sonda Juno attorno al pianeta Giove.

 

Barbara Negri per Informare
Con Barbara Negri per Informare (ph. R. Piazza)

Interessante è scoprire” racconta Barbara Negri, “l’utilità della sonda Juno impegnata nello studio delle caratteristiche peculiari e delle origini di Giove. Quel pianeta del nostro sistema solare a metà strada tra Mercurio, Venere, Terra e Marte (pianeti rocciosi) e Saturno, Urano e Nettuno (pianeti gassosi)Partita nell’Agosto 2011 da Cape Carnival, in Florida, ed arrivata a destinazione dopo 2 miliardi e mezzo di Km, attualmente sta virando attorno al pianeta e comincia a restituire i primi dati”.

Juno fa parte della categoria delle sonde americane News Frontieres, un avamposto selezionato dalla Nasa con unico partner, l’Italia, che ha fornito 2 dei 9 strumenti operanti sulla sonda. Uno è JIRAM, utilizzato per mappare la temperatura del pianeta con gli infrarossi; l’altro è KaT, uno strumento di radio scienza realizzati rispettivamente da Leonardo-Finmeccanica e da Thales Alenia Space Italia. Ma non sono i soli oggetti a testimoniare la presenza italiana nello spazio. Su Juno c’è una targa dedicata a Galileo, lo scienziato che nel 1600 ha studiato Giove ed i suoi satelliti, dedicati ai Medici. La targa riproduce una parte del manoscritto sulle 4 lune medicee (Io, Galimede, Europa e Callisto). E c’è anche Lego che ha realizzato tre pupazzetti in alluminio rappresentanti Giove, Giunone e Galileo.

Giove, Giunone e Galileo in alluminio realizzati da Lego
Giove, Giunone e Galileo in alluminio realizzati da Lego

Juno è una sonda ecologica, la più grande mandata nello spazio e la prima alimentata da tre grandi pannelli solari di ultimissima generazione che riesce a procurare la maggiore energia possibile anche con scarsa luce” continua la scienziata dell’ASI “e laddove occorra una spinta in più per procedere, intervengono i Flyby gravitazionali grazie a cui Juno è entrata nell’orbita gioviana. Ma siamo solo all’inizio perché nei prossimi anni altre missioni sono programmate per raggiungere Giove e studiare da vicino i satelliti Callisto, Europa e Ganimede, entrando anche in orbita intorno a quest’ultimo. La NASA è nelle fasi iniziali anche per la preparazione della missione multi-flyby su Europa, l’affascinante luna che ospita un enorme oceano di acqua salata sotto la superficie ghiacciata e che dovrebbe partire intorno alla metà degli anni ’20”.

La missione di Juno è alla fine del suo viaggio; ha rispettato i programmi dando molte soddisfazioni ma “ non potendo più tornare indietro, come un’eroina, si avvicinerà sempre più al pianeta e sacrificherà la propria vita immolandosi alla scienza con un tuffo nell’atmosfera gioviana restituendoci le sue ultime generose immagini” conclude emozionata la responsabile della missione.

Con l'astronauta Umberto Guidoni
Con l’astronauta Umberto Guidoni (Ph. R. Piazza)

Da un’emozione all’altra ed Umberto Guidoni ci accompagna sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) raccontandoci come si vive ‘a spasso nello spazio’. Astronauta, astrofisico e divulgatore scientifico, Umberto Guidoni ha partecipato a due missioni NASA a bordo dello Space Shuttle e nel 2001 è stato il primo europeo a visitare la Stazione Spaziale Internazionale. “Una volta saliti sulla nave spaziale”, ha spiegato Guidoni, “bisogna imparare ad adattarsi allo spazio, alla convivenza con i colleghi in uno spazio angusto, ci si deve misurare con l’assenza di gravità contrastando i disagi legati al vivere “sospesi”. La tuta di un astronauta pesa almeno 30 chilogrammi ed è un grande sollievo togliersela. Nutrirsi nello spazio non è un momento di felice convivialità in quanto il cibo è liofilizzato, ridotto in piccole sfere, per nulla invitante; inoltre, l’inappetenza pare essere un effetto collaterale dello sconvolgimento psicofisico subito dall’organismo durante le missioni spaziali. Ma l’esperienza dello spazio ti obbliga ad andare “oltre”. Oltre le consuetudini, oltre le barriere tanto che, quando torni, di solito “ritrovi” il senso più alto della tua umanità”.

Tramonto visto dallo spazio
Tramonto visto dallo spazio

Con l’aiuto di speciali cardboard, studiati per le conferenze di Focus, siamo a bordo con Umberto. A partire dal lancio, viviamo i momenti più delicati dalla cabina interna; lì, grati d’essere ancor vivi, mangiamo, lavoriamo, facciamo sport e dormiamo in un sacco a pelo ancorato ad una delle pareti; ci concediamo anche una attività extraveicolare, con tanto di riavvicinamento alla ISS grazie ad un jetpack di emergenza. Uno sguardo all’oblò ed ecco gli Stati Uniti, l’Europa con la Manica, la Francia, la Pianura Padana, Roma e Napoli, il nord dell’Africa col Cairo. A seconda che sia giorno o notte notiamo maggiormente i colori della terra oppure le luci. “Tra le luci la più spettacolare è il tramonto, una sottile aureola che infiamma l’orizzonte dopo che il Sole è tramontato mentre una sottile linea azzurra – quella che fa la differenza tra il nostro pianeta e gli altri del sistema solare – si frappone tra il pianeta e lo spazio”. 

Il nostro viaggio, a differenza di quello dell’eroina Juno, termina con l’entrata nell’atmosfera terrestre; a 10.000 km orari non viaggiamo più come shuttle ma come aereo ed indossiamo, come alla partenza, la tuta. Abbiamo una sola possibilità di atterrare sulla pista. Quando vai a spasso nello spazio, seppure in 90 minuti, ovunque atterri, America, Russia o Cina, ti senti comunque a casa. “Ci aspetta un futuro con meno astronauti professionisti e sempre più lavoratori cosmici in uno Spazio sempre più familiare, non meno raggiungibile di una piattaforma petrolifera o di una stazione di ricerca polare e per questo” conclude Guidoni “i giovani non devono rinunciare ai propri sogni, fosse anche quello di andare nello spazio, oggi possibilità sempre più concreta. L’importante è che ciascuno continui a vivere le proprie emozioni perché, ogni volta che si lascia la terra per l’orbita spaziale, i compiti legati alla ricerca scientifica si intrecciano con le emozioni provate dall’essere umano, la tristezza, la paura, la malinconia”.

Annamaria La Penna

Informare - n. 162, Ottobre 2016, pagina 4 A spasso nello spazio
Informare – n. 162, Ottobre 2016, pagina 4
A spasso nello spazio

About Annamaria La Penna

Pedagogista, si occupa di educazione, formazione e ricerca universitaria prevalentemente nell'educazione degli adulti e del Life Long Learning. Assistente Sociale, mediatrice familiare e consulente tecnico esperto in servizio sociale forense, è impegnata nei servizi e nelle politiche sociali dal 2001. Ha collaborato con alcune testate, tra cui Viewpoint, magazine di promozione culturale umbro (dove nasce e si forma) fino a giungere nel 2016 nella grande famiglia di Informare, dove ricopre il ruolo di caporedattore e direttore organizzativo. Iscritta agli Ordini professionali degli Assistenti Sociali e dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Obiettivo personale e professionale: con passione e dedizione, continuare a migliorare in qualsiasi cosa faccia.