Filodèmo torna a casa

Quando mi hanno detto che sarei andata a Umm, mi sono chiesta perché mai gli amici giordani dell’Università al MADQ avessero scelto un luogo “sconosciuto” e non Petra, Jerash, insomma, le solite meraviglie greco-romane che in questo bel paese non mancano. “Vedrai, ti piacerà, c’è un grande teatro romano…”: prima lampadina che si accende. “C’è un lungo colonnato quasi intatto…”, bene, bene. “Si affaccia sul Lago Tiberiade”, e allora chiedo: “Quanto è lontana dall’antica Gadara?”. Risposta soave del pro-rettore, l’amico Ali Abughanimeh: “Ma è Gadara!”.
Per uno studioso campano è un mito, anche perché i libri di letteratura greca, quelli di filosofia greca, collocano la città vagamente nella piana siriaca e, invece, eccola lì, splendente al tramonto, pietre bianche, alte colonne, capitelli eleganti, luogo natìo di un raffinato poeta e di un filosofo che volle scegliere come patria d’elezione la nostra Napoli.
Filodemo arrivò in Italia nel 75 a. c. e non è strano che si sia recato subito a Napoli, anzi ad Ercolano, grande centro di bella vita, ma anche di studi serissimi al punto che questa può essere considerata la vera capitale dell’epicureismo romano.
Qui aveva una sontuosa villa Lucio Calpurnio Pisone, suocero di Cesare, e qui Filodemo visse a lungo la vita della high society del tempo equamente dividendosi fra scritti di grande impegno filosofico e quella che oggi chiameremmo “dolce vita”, come scrive Cicerone nell’orazione “In Pisonem”.
Oggi questo luogo fortunato è conosciuto in tutto il mondo come la “Villa dei Papiri” dove con i primi scavi, fin dal Settecento, cominciarono a venire alla luce papiri su papiri, insomma la leggendaria Biblioteca di Filodemo sulla quale uno studioso del livello di Marcello Gigante ha speso tutta la vita fino ad arrivare alla costituzione del Centro Internazionale dei papiri ercolanesi. Ecco, andare a Gàdara è un po’ un pellegrinaggio: guardando questo luogo capisci bene quale follia abbia preso gli uomini di oggi.
Il Lago Tiberiade con le memorie di Gesù, dall’altra parte Israele come mi ricorda la TIM: benvenuta in Israele. Ma basta spostarsi di qualche metro e la TIM rinsavisce: benvenuta in Giordania mentre tu stai guardando le alture del Golan, la Siria massacrata dalla barbarie contemporanea.
Dico la verità: qui tutto è bellezza ed è facile immaginare le generazioni che hanno attraversato il teatro di pietra bianca con le gradinate che guardano il lago, la piana. Doveva essere uno spettacolo fantastico! Ora sono qui a pensare al viaggio di Filodemo verso Roma, la capitale di tutto, e poi via verso i luoghi del lusso dove tutti i VIP avevano o avrebbero avuto una villa: Cicerone forse nell’entroterra di Sinuessa, Agrippina lungo la costa domitio-flegrea insieme a tanti bon vivants, Pisone dall’altra parte della Nea-polis dove si era insediata una scuola di filosofi epicurei. Eh sì, Filodemo è passato di bellezza in bellezza!

di Jolanda Capriglione
m.poros@tin.it

About Redazione Informare

Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito da Officina Volturno, associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.