Festival dell’impegno civile – Le terre di don Peppe Diana: conclusa la IX Edizione, Il Coraggio delle Scelte

Storie di coraggio, storie di scelte impopolari che poi invece sono diventate popolari per coerenza e determinazione, storie di denuncia e di promozione, storie di un popolo che ha deciso di avanzare insieme.

La nona edizione del Festival dell’Impegno Civile, è terminata oggi dopo 36 tappe che in lungo ed in largo hanno toccato le province di Caserta, Napoli, Avellino, Salerno, Benevento lungo il filo rosso del tema Coraggio di fare scelte, ha raccontato la voglia di vivere che si va ricostruendo.

E non è stato un caso che questo moto crescente sia stato accompagnato dalle note del pianista Ivan Dalia che il 3 giugno a Casa don Diana, a Casal di Principe, ha fatto vibrare l’animo risvegliato dalla forza della musica. Il teatro aperto ai giovani, eliminando anche i confini delle semplici pareti è stato una scommessa vinta, grazie al Teatro Totò di Napoli che portato in scena sotto un cielo stellato lo spettacolo ‘Peppe Diana, il coraggio di avere paura’ di Ciro Villano e Gaetano Liguori. Il Festival è stato canto, ballo, spensieratezza, allegria, gioco di squadra messo in campo tra un goal di azione ed un rigore, con il mini torneo di calcio a 5 che ha visto gareggiare Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, FAI Antiracket.

Abbiamo cominciato ospitando l’Europa con il presidente Georges Dassis del Cese (Comitato Economico e Sociale Europeo), abbiamo continuato ad incontrare sguardi in feste, in convegni, in passeggiate.

Il Festival dell’Impegno è stata voglia di normalità ed è stata discussione e confronto colorato dalle maglie verdi dei volontari dei campi E!state Liberi, dai foulard degli scout, dai ventagli delle donne che continuavano a sventolare per alleviare l’arsura del caldo senza rinunciare agli incontri dei volti amici e nuovi.

E allora si è riscoperto il Gusto di stare insieme con la cena inaugurale del 10 giugno che ha visto insieme produttori profit e non profit, due mondi spesso posti agli antipodi ma decisamente più vicini di quanto si possa credere, se a valere è prima di tutto l’etica, l’uomo, i prodotti di una terra che va rispettata. Una finestra aperta anche sul biologico e sull’agricoltura sociale che è una scommessa anche per le cooperative sociale che sono riuscite a riutilizzare i beni confiscati.

E di buoni prodotti, di speranza con un occhio alla realtà criminale che deturpa ed inquina, esaminando il Casertano negli ultimi 5 anni se ne è parlato il 2 giugno con il colonnello Giancarlo Scafuri, comandante provinciale dei Carabinieri di Caserta.

Il Festival dell’Impegno Civile ha rimesso al centro l’umanità con tutte le sue fragilità ma anche con la forza del riscatto. Senso e significato sono stati compagni di viaggio attraverso testimonianze dirette che non hanno evitato di confrontarsi sull’economia sociale quale antidoto dell’economia criminale, sulle tragedie dei migranti, sulla deriva sociale sempre in agguato e sull’importanza dell’informazione, su un sistema di welfare infiltrato dalla corruzione, quale nuova strategia in uso alla criminalità organizzata. Lo hanno detto con chiarezza Giovanni Moro, Isaia Sales, Alessandro Coletti e a San Felice a Cancello con la senatrice Rosaria Capacchione, con i magistrati della DDA di Napoli, con i giudici del sistema di prevenzione senza mai stancarsi, in ogni occasione utile di rilanciare l’importanza del riutilizzo sociale dei beni confiscati. Immobili ed aziende ritornate alla collettività: un patrimonio che deve essere conosciuto, mappato e messo in luce.

Il Festival è stato tutto questo per due mesi. Due mesi intensi, nei quali ci si è tesi la mano l’un con l’altro, facendo una scelta di cuore perché con il coraggio c’è la forza di mettersi in discussione per migliorarsi e per non lasciare che gli eventi ti soggiogano.

E allora grazie a coloro che ci hanno creduto: ai volontari, ai media partner, alle istituzioni e alle autorità, ai testimoni, ai cittadini, ai giovani, ai cooperatori e anche a coloro che per un attimo ci hanno prestato attenzione. Grazie a chi ha visto gli spettacoli, a chi ha ballato, cantato, giocato, riflettuto, a chi si è confrontato. A chi non si è voltato dall’altra parte e anche a chi lo ha fatto. A settembre ci re-incontreremo per una festa di chiusura con i nostri prodotti, con la nostra gente, con il coraggio di fare scelte.