Femminicidio e disabilità mentale, Istituzioni poco attente

 

Femminicidi e disabilità della mente sono un veleno del vivere quotidiano o carenze di validi Servizi Sanitari e Sociali ? Ma dove sta andando la nostra bella Italia? Siamo ritenuti stranieri in Patria, oppure validi ed onesti cittadini ? È la domanda legittima di moltissimi cittadini.

Quanto accade quasi quotidinamente in Italia sugli omicidi di donne non ci sorprende affatto ma ci amareggia, ci lascia attoniti e sconvolti perché la continuazione di tristi episodi di questo “genere” non possono che provenire da una mente oltreché cinica ed orrenda, oltre che malata!

Ormai è quasi diventata una consuetudine l’escalation di violenze fisiche o verbali verso il mondo femminile, fenomeno poco “conosciuto” dalle Istituzioni, ancor più grave se dirette a danno di donne in condizione genetica di ritardo mentale, di disabilità fisica, di varie infermità velocemente nelle famiglie, contro coniugi, bambini, disabili, emarginati, anziani, persone indifese.

Anche se l’espressione “dignità umana” è diventata la parola corrente, essa indica l’essere insita nell’uomo il cui fine è la promozione e la difesa della stessa, di ogni uomo, dal concepimento alla morte naturale, promuovendo una cultura della vita che dia un fondamento di amore all’intera società “ per la sua realizzazione nella dignità”, come osserva giustamente Papa Francesco.

L’eliminazione della violenza contro le donne sancisce l’importanza di taluni valori fondamentali etici e sociali da ricordare da chiunque, cristiano o meno, perché dare scandalo è contro il valore della civiltà, è contro la morale e “ contrario al rispetto dell’integrità corporea della persona umana ” . La dignità umana è un grande capitale da salvare !

Questa violenza si potrebbe ritenere un disordine della mente che va offuscando il vivere quotidiano . Ma dove stiamo andando ?

Il 25 novembre 2016 sarà ricordata la 17° “Giornata Internazionale per l’eliminazione delle violenze contro le donne” voluta dall’ONU, dove è inderogabile per ogni connivenza sociale riflettere su questo ormai deplorevole fenomeno che quasi giornalmente avviene in ogni Paese compresa l’Italia.

Ancora una volta ulteriori casi di violenza sulle donne accadono sui treni, per strada, in famiglia ma non saranno ultimi se non vengono presi ulteriori seri Provvedimenti Legislativi d’ordine Civile e Sanitario e senza perdere tempo in diverbi politici inutili che fanno rabbrividire l’animo umano!

Comunque quei “gesti” non sono la strada sociale che risalta i valori della giustizia, della solidarietà, della equità, delle pari opportunità, “qualità” che dovrebbero guidare il cittadino attento ed onesto oggi avviato sulla strada dell’egoismo, della permissione più sfrenata e di un relativismo aberrante .

In una società violenta come tende divenire la n/s Italia, nella quale ormai ci sentiamo stranieri nella nostra Patria, il rispetto della dignità dell’essere umano soprattutto debole ed indifeso, rischia di sparire letteralmente dalla scena quotidiana .

Tutti siamo chiamati a tener viva la coscienza della grandezza e del valore di ogni vita umana e non solo quello della difesa, anche se giusta, dei cani e dei gatti osannati all’eccesso.

Dobbiamo allora considerare che i Centri di Salute Mentale sono necessari, ma devono essere riveduti con criteri non solo obbedienti allo spending review, ma in un contesto che tenga concretezza orientati alla sicurezza dei cittadini ed al bene dei sofferenti .

Quella “nebbia della depressione”, che ha colpito in maniera notevole l’anima di quelle “persone” è dettata da una sottile perversione, una malattia di natura psichica che va curata con prontezza, ma in maniera molto attenta e continua .

Abbiamo la responsabilità di un severo esame di coscienza, soprattutto le Istituzioni che non sanno “morire” al proprio egoismo politico per rinascere alla vita della solidarietà sociale e dell’educazione civica per non vedere più la cultura di quei “episodi” che oscurano la sensibilità di qualunque persona, perché quelle povere donne non sono morte per un delitto, rapina, abuso sessuale, ma per la noncuranza delle Istituzioni che sono totalmente disinteressate anche al problema psichico che tanto danno apporta alla società civile .

L’Associazione Cristiani per servire ha da sempre a cuore la sensibilizzazione della società e delle IStituzioni per ridare dignità a chi l’ha persa e porre l’attenzione su quei temi, poco graditi dalla maggioranza, ma molto sofferti dai tanti. A tutti loro vogliamo offrire il nostro sostegno…

About Annamaria La Penna

Pedagogista, si occupa di educazione, formazione e ricerca universitaria prevalentemente nell'educazione degli adulti e del Life Long Learning. Assistente Sociale, mediatrice familiare e consulente tecnico esperto in servizio sociale forense, è impegnata nei servizi e nelle politiche sociali dal 2001. Ha collaborato con alcune testate, tra cui Viewpoint, magazine di promozione culturale umbro (dove nasce e si forma) fino a giungere nel 2016 nella grande famiglia di Informare, dove ricopre il ruolo di caporedattore e direttore organizzativo. Iscritta agli Ordini professionali degli Assistenti Sociali e dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Obiettivo personale e professionale: con passione e dedizione, continuare a migliorare in qualsiasi cosa faccia.