Fausto Mesolella: la musica è la possibilità spirituale dell’essere umano

Chitarrista, compositore, ex membro degli Avion Travel, Fausto Mesolella dichiara di ”non sapere neanche il nome degli accordi che prendo”. Unica matrice della sua musica è il cuore, che ritiene fondamentale tanto quanto il suono, a cui si dedica nelle vesti di un fenomenale arrangiatore. Da un’assidua ricerca del suo suono, il risultato sono vibrazioni che passano necessariamente attraverso le pieghe più profonde dell’anima. Quando suona, sembra quasi che accarezzi la sua chitarra ‘’insanguinata’’, denominata così dal cantautore Samuele Bersani per via della sua colorazione rosso sangue. Se lo si guarda attentamente, si può notare uno sguardo talvolta sfuggente, perso in chissà quale dimensione che solo un artista e un uomo di una tale profondità può conoscere.

‘’Pensavo è bello che dove finiscono le mie dita debba in qualche modo incominciare una chitarra.’’ Cosa ha da dire riguardo quest’affermazione di De Andrè in ‘’Amico Fragile’’? Sicuramente quella che do io non è un’interpretazione tecnica. La chitarra in questo caso rappresenta l’arte, la possibilità spirituale dell’essere umano di far emergere dalla musica un sentimento. Dove le mie dita hanno materialmente fallito, l’arte è in grado di continuare e di aggiustare quello che di sbagliato è stato fatto. 

Mi permetta di dire che la sua è una figura singolare, non è solito vedere la chitarra come strumento protagonista di un concerto, di solito funge da accompagnamento. Certo, è vero. Tuttavia la chitarra è anche lo strumento più popolare del mondo, è raro trovare una casa dove non c’è una chitarra. Tutti riconosciamo il suo suono, è il mezzo espressivo più semplice per arrivare a chi ascolta.

E’ possibile per lei trovare una soluzione a tante cose che, ancora oggi, non funzionano? Sicuramente non è puntando il dito contro che si risolvono le cose, ma offrendo uno stile di vita. Con lo stile di vita si può essere testimoni di tutte le cose che non vanno, cercando di far capire che il modo di agire, di pensare, di muoversi dev’essere esattamente l’opposto di quello che ha procurato dei danni.

Ci parla del brano ‘’Benedetta la Sicilia?’’ E’ il mio modo di ringraziare i siciliani per aver dimostrato a tutta l’Europa il senso dell’ospitalità. Noi italiani, sia per la storia che ci accompagna sia per la nostra posizione geografica, circondati dai mari, siamo stati il popolo che ha dettato il senso dell’accoglienza. In questo momento ci viene negata la possibilità di continuare a farlo, dovremmo invece ristudiarci come l’Italia è diventata un popolo così grande, contaminato da altri. Mentre il resto del mondo innalzava muri, costruiva barriere, fermava le dogane e bloccava le persone, i siciliani hanno determinato il vero senso dell’accoglienza. In particolare mi rivolgo a Lampedusa, ‘’a cui chiediamo scusa’’.

In allegato, il testo della canzone:

Benedetta la Sicilia
Che ci fa sognare
 Benedetta la Sicilia
Che ci sa abbracciare
Benedetto Sciascia
Che la seppe raccontare
Benedetto Modugno
Che la seppe musicare
Benedetto Guttuso
Che la seppe disegnare
Benedetto Falcone
 Benedetto Borsellino
Benedetti gli eroi
Dell’infame destino
Benedetto Livatino
Il giudice bambino
Benedetta la passione
Di Rosa Balistreri
Benedetta Lampedusa
A cui chiediamo scusa

Maledetta la barca
Maledetto il sale
Maledetta l’onda
Che ci fece affogare
Maledetti i soldi
Maledetti i padroni
Maledetto l’odio
Tra le religioni
Maledetto l’odio

Benedetto Battiato
Che l’ha saputa trasportare
Benedetto Tornatore
Che tornó da vincitore
Benedetto Franco
Benedetto Ciccio
Benedetti i pupi
Di Mimmo Cuticchio
Benedetta Lampedusa
A cui chiediamo scusa

Alessia Giocondo

alessia.giocondo@gmail.com