Family day e la disabilità .

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Il Presidente

Family day e la disabilità .

 

E’sempre più intenso in Italia il dibattito politico sulle Unioni Civili, in vista dell’approdo in aula al Senato il prossimo 26 gennaio del ddl Cirinnà .

 

Ieri domenica 24 in molte piazze d’Italia si sono svolte le manifestazioni delle cosiddette “famiglie arcobaleno”, che sostengono il disegno di legge.

 

Intanto, prendono sempre più corpo le adesioni al “Family Day” convocato per sabato prossimo 30 gennaio al Circo Massimo a Roma.

 

Le ragioni di queste scelte le lasciamo ai politici od ai politicanti

 

La famiglia come è sempre stata anche da parte della n/s Costituzione resta sempre quella formata da uomo e donna, quindi difesa di quei principi e valori che sempre hanno in sé i popoli .

 

Siamo in un momento molto particolare e difficile ed in Parlamento vi sono provvedimenti legislativi che non sono proprio a difesa dei n/s valori e del concetto famiglia “guardando” altre direzioni, quali l’utero in affitto e le adozioni, che un ddl si propone di tutelare.

 

Anche Santo Padre domenica 24 gennaio nell’Angelus è stato chiarissimo su che cosa è la famiglia e sulla disponibilità non solo alla misericordia, ma anche all’attenzione ad altre situazioni, come aggiungiamo è in questo “provvedimento, il quale vuol far passare una equiparazione con la famiglia, aperta alla procreazione della continuazione dell’essere umano ..

 

Il Family Day è una occasione per ribadire come la famiglia per lo Stato rappresenti una risorsa, un investimento e quindi, in questo senso, vada anche tutelata ricordando come troppe volte siano state chieste. quelle politiche per la famiglia, specie quella dove “alberga” un disabile, che però purtroppo non sono mai state tradotte in atti e provvedimenti concreti-

 

Siamo un Paese che ormai non fa più figli e non è che il tema economico e fiscale sia indifferente rispetto a questo . E poi c’è il tema del lavoro che a noi sta particolarmente a cuore e che anche il Santo Padre ha sottolineato con forza nell’udienza che ha concesso : il lavoro di tutti, in particolare della donna, perché le sia data la possibilità di orari di lavoro particolari.

 

Pur tra le crescenti difficoltà, possibile frammentazione delle forme familiari, fallimenti, crisi con tenitrice di stress, capacità di “tenuta” che si fa sempre più labile e debole od altre anomalie, la famiglia resiste ancora con quel volto “tradizionale” malgrado la crisi incombente ed i segnali di intensa fragilità.

 

Con la dizione “tradizionale vogliamo riferirci alla famiglia, quella che continua :a mantenere la promessa di fedeltà reciproca dei coniugi,a farsi carico dei propri figli,ad aiutare i propri genitori anziani, a curare i propri membri disabili.

 

E’ fuor di dubbio, come abbiamo osservato, che la fondamentale istituzione assistenziale è la famiglia fulcro indispensabile e centrale della vita della società, specie quella dove “abbonda” la disabilità .

 

Uno dei problemi più scottanti e più difficili di maggior rilievo in questi ultimi tempi che affliggono le famiglie dei disabili è l’incertezza del “dopo”, il Dopodinoi, cioè del “dopo la morte” di colui/colei che sostiene il peso dell’assistenza, soprattutto per non avere ancora una ragionevole sicurezza o certezza sui vari tempi assistenziali che il proprio familiare malato dovrà affrontare :

http://media01.radiovaticana.va/audiomp3/00347048.MP3    Intervista Radio Vaticana dottoressa Masotti .

 

La dignità umana va rispettata nella sua essenza, perché il livello di civiltà si misura nel rispetto della persona : di ogni persona e non da “ necessità politiche”!

E’ augurabile che nel Family Day venga ricordata la famiglia dove insiste il disabile, sia fisico che psichico.

 

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza”!

 

Previte

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