Famiglia : cellula primaria della società anche quella dove insiste un disabile. E’ quanto raccomandiamo al Sinodo del Vescovi.

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Il Presidente

Famiglia : cellula primaria della società anche quella dove insiste un disabile. E’ quanto raccomandiamo al Sinodo del Vescovi.

 

Nel giorno della Festa di San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia, a sostegno dell’unità della Famiglia, in comunione con tutte le famiglie del mondo, il popolo cristiano sarà in Piazza San Pietro in preghiera con Papa Francesco .

 

La famiglia, composta da uomo e donna, che la Chiesa Cattolica ha sempre sostenuto quale cellula primaria della società a fronte delle “nuove concezioni” , è stata “concepita” come una società originaria le cui basi sono per la creazione della prole anche se derivano da aggregazione di persone sviluppate attraverso un processo millenario di libertà .

 

Per il Sinodo dei Vescovi, come ha detto il Pontefice nella Lettera indirizzata alle famiglie il 2 febbraio scorso, sarà un tempo che porterà letizia alla Chiesa, la quale ha l’intento di salvare e tutelare la famiglia.

 

Però ancora una volta la n/s Associazione rivolge un appello al Sinodo perché non può non tenere in evidenza quanto siano drammatiche le situazioni nelle famiglie in cui “vive” un disabile fisico, soprattutto psichico, quest’ultimo “titolare” di pietose vicende quasi giornaliere, sia in famiglia che nella società .

 

Le sfide che oggi sono sottoposte le famiglie dalla società in generale e dalla politica in particolare in Italia e nel mondo, non sono molto coerenti, reali, imperiose e tutto questo ci spinge alla ricerca di provvedimenti chiari, umanistici, concreti, ben definiti perché molto importanti .

 

E’ necessario, nonché imperioso, che le situazioni delle famiglie in cui insiste un sofferente ed un disabile siano rispettate e valorizzate perché costituiscono la cultura del rispetto della persona umana .

 

Due proposizioni si presentano imperanti nella n/s  società : etica morale e bene comune.

 

Queste si trovano là dove sono difesi e tutelati i diritti della persona umana, specialmente quando entrano nel gioco della socialità i portatori di handicap di salute e di povertà, “soggetti” più colpiti da sventure del genere umano i cui i “diritti dei deboli, non sono diritti deboli”come dice il Cardinale Dionigi Tettamanzi, il grande difensore degli ultimi fra gli ultimi assieme a Papa Francesco .

 

E’ quanto anelano dal Sinodo dei Vescovi le famiglie del mondo della sofferenza e della disabilità.

 

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° : “ Andiamo avanti con speranza!”

 

Previte

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