ESCLUSIVA – Stadio San Paolo nuovo nel 2016. Ciro Borriello, ass. allo Sport: “Ecco gli accordi raggiunti con la SSC Napoli”

Lo Stadio San Paolo è un crocevia di sentimenti tra il Comune di Napoli e la SSC Napoli. De Laurentiis se ne vuole appropinquare del tutto, ma l’abilissimo Avvocato Cecere deve ricordargli qualche normativa che va obbligatoriamente rispettata; Palazzo San Giacomo ascolta le richieste dei tecnici della SSCN per chiudere il tutto in una cornice d’intenti: la volontà comune per entrambe le parti è quella di ottimizzare e valorizzare l’impianto di Fuorigrotta, ma ciò è possibile solo attraverso un piano di fattibilità, un progetto convincente ed una riqualificazione del territorio che circonda il San Paolo, affinchè si crei un’isola felice per i tifosi ma soprattutto per i bambini. Ci spiega tutto nei dettagli il neo assessore allo sport e al decoro urbano del Comune di Napoli, Ciro Borriello, uomo di grande disponibilità e cordialità, con la passione per la politica che gli traspare negli occhi e le idee ben chiare circa il suo già attivo ed impegnativo operato._MG_0904

  • Si è discusso molto circa il futuro dello Stadio San Paolo, ma qual è la natura reale del progetto? Ed inoltre quali saranno i risultati che potremmo constatare a breve termine e quelli a lungo termine?

Intanto, è una grande opportunità per la città, ma bisogna prima chiarire un concetto fondamentale: non è che De Laurentiis viene, si prende lo stadio e se ne va. Lui usufruisce di una normativa nazionale, la legge sugli stadi, la 147 del 2013, che stabilisce un principio fondamentale: i grandi impianti sportivi, la cui gestione diventa troppo onerosa per i Comuni, si possono affidare a società sportive, associazioni, ecc. Ciò può avvenire attraverso uno studio di fattibilità che consta di due parti: un aspetto progettuale-architettonico ed uno economico. Si sottopone all’amministrazione l’ipotesi di come gestire e migliorare l’impianto sportivo e poi noi ci muoviamo in questa cornice. Inizialmente, fu affidato alla SSCN il terreno di gioco a prezzi molto politici; oggi invece DeLa si candida alla gestione dell’intero impianto: ciò potrebbe avvenire fatto salvo di alcuni paletti imposti da noi, come la continuazione di altre attività sportive che vengono fatte all’interno dello stadio. Riteniamo inoltre che non è giusto che Napoli sia fuori dal circuito internazionale dei concerti. Non deve accadere che Napoli neghi determinati servizi. In un incontro tra noi e la SSCN è stato racchiuso il progetto in una cornice d’intenti, ma non c’è stata ancora una documentazione ufficiale, che il Napoli dovrà presentare al più presto. Bisogna eseguire una serie di interventi necessari, ossia rendere più funzionale la vita del tifoso all’interno dell’impianto, sistemare i bagni, i sediolini, gli intonaci, i parcheggi e la copertura; per la pista d’atletica, s’intende ancora tenerla ma non è detto che in futuro non si possa levare. Infine, per intervenire, bisogna attenersi ai tempi della legge: 90 giorni per lo studio di fattibilità e in 180 giorni deve concludersi l’intero iter dei permessi, e non ci sono proroghe. I primi cantieri non apriranno a breve in quanto devono trascorrere prima questi 270 giorni di burocrazia. L’anno prossimo potremo vedere un San Paolo diverso. Magari i sediolini, con una deroga, cercheremo di farli sostituire prima dell’inizio di una nuova stagione.

  • La volontà del Comune è quella di mantenere la pista d’atletica per non perdere un servizio?

Dobbiamo tutelare anche gli altri sport, dato che ci sono 5 palestre e circa 2.000 atleti che usufruiscono della pista d’atletica all’interno del San Paolo. Se questa opportunità deve essere persa, il Napoli si deve impegnare a cercare una collocazione limitrofa per questi servizi che a loro poco interessano.

  • Negli ultimi faccia a faccia quali sono state le richieste di De Laurentiis e quali le vostre controproposte? Inoltre, quando parla di regole e leggi ovviamente da rispettare, a cosa si riferisce precisamente?

Se per noi tutto si chiude in un fatto normativo chiaro non ci sono problemi, senza dimenticare che il proprietario dello Stadio è e resterà il Comune. impianto sportivo.

  • Qual è il suo piano circa il recupero e l’utilizzo degli impianti sportivi presenti in città e quali le iniziative che metterà in campo?

In città contiamo 120 palestre e 80 tra piccoli, medi e grandi impianti. Questi sono frutto del flusso di denaro proveniente dalla legge 219 dell’81 del dopoterremoto che permise la ricostruzione della città. A causa degli scandali degli appalti e subappalti, oggi i nostri impianti sono straordinari nell’aspetto urbanistico ma con una qualità edilizia molto mediocre. Oggi però non è facile intervenire perché le proprietà e le necessità della cittadinanza sono ben altre e più importanti.

 

  • Quali sono i suoi progetti in qualità di assessore al decoro urbano?

In questa città non si fa decoro urbano da 10 anni. È stata idea del sindaco sviluppare la delega del decoro urbano, il che è un ruolo che adoro. Con circa 2 milioni di euro riqualificare piccoli spazi per dare grandi segnali alla cittadinanza.

Fabio Corsaro

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!