ESCLUSIVA Luigi De Magistris: “Napoli sta cambiando. Vogliamo diventare il punto di riferimento per città europee ed asiatiche”

_MG_2987IL SINDACO DI NAPOLI IN ESCLUSIVA AD INFORMARE: “CI ASPETTA UN’ESTATE RICCA DI EVENTI. LA CITTÀ METROPOLITANA SARÀ LA SOLUZIONE A MOLTI PROBLEMI MA L’ITALIA DOVRÀ STABILIRE LE SUE PRIORITÀ”

di Fabio Corsaro

Quanto sia bella Napoli il mondo lo sa dai tempi di Goethe, ma ancor prima dalla nascita di questa città che rappresentava uno dei centri culturali, artistici, commerciali e religiosi più importanti al mondo. Oggi Napoli è contrasto. Manifesta difetti e mancanze, ma al contempo può vantare un’umanità unica, una creatività geniale e le potenzialità di ritornare ai fasti borbonici. Serve però un cambiamento, culturale e di mentalità, come afferma il Sindaco Luigi De Magistris, che ha accolto noi giovani di Officina Volturno presso Palazzo San Giacomo e riservatoci un’intervista in esclusiva. Tanti temi affrontati: dall’estate da vivere in città ad un’attenzione mediatica già vergognosamente calata sulla Terra dei Fuochi, dalla normativa della “città metropolitana” alla presenza attiva della sua figura istituzionale a Castel Volturno, dall’enorme potenziale artistico e culturale di Napoli a certe stragi che non dovrebbero mai accadere…

Estate a Napoli, 72 giorni di eventi. La Cultura come volano di sviluppo e come momento di riflessione. Che estate ci aspetta in città?
Abbiamo fatto un programma molto fitto da un punto di vista culturale, in particolare si incentra sull’estate e sul forum delle culture. Ci sono innanzitutto eventi culturali in tutta la città e alcuni punti su cui si insistono la maggior parte delle iniziative come il lungomare, il centro storico, il Maschio Angioino ma la cosa che ci ha fatto più piacere è di aver organizzato eventi in tutte le municipalità. Ci sono tanti concerti, tanti spettacoli teatrali, tante iniziative. Abbiamo un calendario molto fitto. Il programma non è solo l’estate perché il forum prosegue fino a Natale. Da qui alla fine dell’anno, Napoli si riempie di iniziative culturali di prim’ordine, sia legate alla tradizione napoletana sia per un’offerta culturale più vicina al mondo giovanile e dell’innovazione. Quindi, tradizione e nuova generazione: siamo molto soddisfatti di questo programma.

Napoli città metropolitana: ci illustra cosa accadrà e cosa cambierà per la_MG_2926 città e i cittadini?
Il pieno delle funzioni della città metropolitana si avranno dall’1 Gennaio 2015, quando la città capoluogo entrerà in tutti rapporti attivi e passivi della provincia di Napoli. È una riforma importantissima dopo l’entrata in vigore delle Regioni negli anni Settanta. Si crea la più imponente e concentrata area metropolitana d’Europa, considerando il rapporto tra kmq e abitanti, perché 3 milioni e mezzo di abitanti sono circoscritti in un’area molto delimitata. Con 92 Comuni si comincerà a ragionare in un ambito metropolitano: penso ai trasporti, all’acqua, ai rifiuti, al territorio, l’urbanistica, la scuola e ovviamente si andrà a toccare anche l’area casertana: si andranno a rafforzare i legami tra Napoli e aree come ad esempio la stessa Castel Volturno, quindi che sono al confine con la città metropolitana di Napoli.
Lei è già stato ospite tempo addietro nella sedi di Officina Volturno. Crede di ritornare a Castel Volturno, in virtù della situazione della città metropolitana, in quanto sarà o in parte compresa o prima città di confine?
Sono assolutamente convinto che il rapporto tra l’area metropolitana di Napoli e una parte della provincia di Caserta si debba consolidare. Sono stato a Castel Volturno recentemente per un’iniziativa molto interessante presso il bene liberato “Jerry Masslo” dove c’erano Dimitri Russo e Renato Natale, (rispettivamente Sindaci di Castel Volturno e Casal di Principe ndr). Abbiamo deciso di mantenere un contatto forte, fare insieme iniziative alcune pratiche importanti come lotta ala camorra, legalità, beni confiscati, il territorio, l’integrazione degli immigrati. Credo che la città metropolitana avvicini ancora di più i nostri territori.

L’attenzione mediatica sulla Terra dei Fuochi è già calata. Sperando che non sia calata anche quella istituzionale, come si sta muovendo l’amministrazione e chi se ne interessa?
Se pensiamo alla città di Napoli, l’interesse lo teniamo alto sin dal momento del mio insediamento. Sulla nostra città abbiamo messo in campo azioni importanti ossia finanziamenti per la bonifica delle discariche, il NO agli inceneritori, la programmazione per un’impiantistica alternativa. La città metropolitana è una grandissima occasione anche perché bisognerà ragionare su un’area più vasta. Noi a Napoli abbiamo fatto l’acqua pubblica ma in altri comuni della città metropolitana questa non c’è. Adesso si dovrà ragionare in ottica metropolitana. Potremmo allargare queste pratiche e inoltre i sindaci della terra dei Fuochi potrebbero fare maggiormente rete, entrare in sinergia e non rimanere isolati.

_MG_2928Quanto accaduto giorni fa a Galleria Umberto è storia triste per tutti. Ha dichiarato che c’è un problema di manutenzione e che 100 milioni per il risanamento del centro storico non bastano. Ne vale non solo dell’immagine della città, ma anche e purtroppo e soprattutto della vita delle persone. Allora, cosa serve all’amministrazione affinché tragici eventi non ricapitino più?
È una tragedia per cui non ci sono parole, al di là se l’edificio fosse privato o pubblico, chi fosse il responsabile e chi no: queste sono tematiche importanti che attengono alla Magistratura e al fatto di rendere giustizia ad una famiglia che ha avuto una tragedia così immane. Si pone invece un problema a Napoli, ma non solo qui, di quali siano le priorità: la sicurezza a mio avviso è una grande priorità e quando leggo i dati della Protezione Civile a livello nazionale che dice che l’80% delle scuole italiane non sono a norma antisismica ci interroga tutti, quando tantissimi edifici privati non vengono restaurati, quando non ci sono fondi per mantenere edifici pubblici… L’ho detto e scritto negli anni precedenti che l’Italia ha bisogno di un “Piano Marshall” per la sicurezza, deve mettere a norma i suoi territori, i suoi boschi, i fiumi, le scuole, gli edifici e quindi decidere quali siano le priorità. Per troppi anni, si è preferito investire in opere pubbliche faraoniche, secondo me inutili, come la Val di Susa, la progettazione del ponte dello Stretto, il Mose ed altre, mentre si è perso di vista il finanziamento per la sicurezza. Noi sindaci rimaniamo col cerino in mano perché, siccome ci tagliano tutto e governiamo senza soldi, non abbiamo la possibilità di investire: si possono a stento pagare gli stipendi, accendere l’illuminazione, accendere i riscaldamenti nelle scuole e mantenere i servizi minimi ma non puoi investire per avere strade migliori, scuole ed edifici più sicuri. Quindi, questa tragedia deve interrogare tutti noi e si deve fare un lavoro di squadra, di unione, ognuno deve cercare di fare il massimo ma soprattutto a stimolare il governo a non tagliare più alle comunità altrimenti i sindaci rimarranno ad assumersi responsabilità pesanti senza riuscire a risolvere molti problemi. 100 milioni per il centro storico UNESCO che erano della programmazione europea che noi abbiamo salvato e che stiamo utilizzando con l’attuazione delle gare, sicuramente è una base economica importante, perché ristruttura alcuni monumenti, sistema alcune strade ma rispetto al centro storico di Napoli è assolutamente una cifra minimale rispetto a ciò di cui abbiamo bisogno.

Napoli difficilissima come gli amori più belli è quanto da Lei scritto su Twitter. Napoli è contrasto, eppure perché vengono sempre prima a galla le problematiche che affliggono questa città? Napoli, se potesse, riuscirebbe a vivere di sola Arte, Cultura e ricchezze naturali…
Appartengo alla schiera dei pensatori che credono che problemi non si debbano mai sottacere, non bisogna mai censurare, non bisogna non parlare della camorra. Sono altrettanto determinato, e forse lo sono ancora di più, a raccontare le cose belle che si fanno. Se racconti solo cose brutte, non solo fai un’operazione falsa, perché chi fa informazione deve fare un racconto a tutto tondo. Inoltre, se non vengono raccontate le cose belle non si dà speranza. Se non racconti che a Scampia ci sono le piazze di spaccio ma anche quelle di Legalità, che hanno sostituito le piazze di spaccio, tu ai ragazzi di Scampia non puoi fargli capire di avere un’alternativa, una scelta tra la piazza di spaccio e quella della legalità. Se non lo racconti, favorisci proprio la camorra. Io credo che i napoletani, e i meridionali in generale, debbano cacciare fuori la loro forza, il loro orgoglio di appartenenza e terminare la stagione della lamentala fine a se stessa e dello stare col cappello in mano a chiedere qualcosa a qualcuno. Dobbiamo raccontare le nostre terre perché possiamo vantare bellezze incommensurabili, abbiamo un’umanità che in altre parti del Mondo e d’Italia non hanno: la creatività, la fantasia, la capacità di soffrire. Poi, in un altro posto ti vendono cose che rispetto alle bellezze nostre non c’è nulla di paragonabile. Però ci dobbiamo credere noi prima ancora di crederci gli altri: capire che il turista è una persona su cui investire e non un pollo da spennare, amare di più i nostri territori, non gettare le carte per terra, rispettare, non imbrattare. Tutto ciò significa creare lavoro, economia, attrattiva: abbiamo tutte le carte in regola. È una mentalità che deve un po’ cambiare ed io sto a fare anche una lotta forte contro, da un lato, il pregiudizio del Sud e della città di Napoli che c’è e non lo si può nascondere, dall’altro, c’è un bombardamento ancora più forte nei confronti miei e della mia amministrazione che non appartiene a partiti forti, non ha legami con lobby, apparati e poteri forti. Questi non è che stanno a guardare bensì si saldano a quella contro-informazione ed hanno cominciato con l’acqua: “Bevi Napoli e poi muori”, poi hanno detto che il caffè faceva schifo, che Napoli è la città più insicura d’Italia e del Mondo ma, nonostante i problemi enormi di sicurezza, statisticamente vengono prima altre città d’Italia per insicurezza e con questo lavoro io sono incoraggiato perché per la prima volta vedo turisti in quantità enorme nella nostra città. Ciò vuol dire che se si costruisce un’immagine diversa, il Sud è un grande attrattore e la gente qua vuole venire perché alla fine trova cose che in altri posti è impossibile trovare. Abbiamo grandi ragioni di speranza, perché anche nei giovani vedo un livello di partecipazione importante, la città sta reagendo: è una lotta complicata, difficile, ma credo che dobbiamo sconfiggere questa costruzione che ci portiamo negli anni di un’immagine di Napoli e del Sud che fa notizia solo per le cose negative.

Quando si aspetta di vedere una Napoli diversa, nuova? _MG_2977
Ci vuole tempo, si tratta di una rivoluzione culturale. Se analizzo quelle che ascolto e vedo nelle scuole, penso che questa rivoluzione sarà più rapida di quanto si possa immaginare. Posso registrare quello che ho visto in questi 3 anni: governare una città senza soldi, prendere una città che era in emergenza rifiuti, non c’era un turista, non si riusciva ad organizzare un concerto; chiamavo amici miei cantanti, musicisti, attrici, attori e non volevano venire perché Napoli aveva un’immagine pessima. Adesso, noi abbiamo la fila di persone che vogliono venire ed esibirsi qui e il turismo non manca. Ci sono ancora molti problemi ma abbiamo un po’ cambiato passo, nel senso che l’immagine della città è cambiata. Abbiamo una credibilità internazionale, la città comincia ad avere la sua forza, sta credendo che può essere la capitale del Mediterraneo e può diventare non solo un punto di riferimento per l’Italia e per l’Europa, ma anche per i popoli del Nord Africa, Medioriente, del Sud Est Asiatico e credo che da questo punto di vista è già cambiata la storia. Nel momento in cui migliora la situazione economica possiamo intervenire maggiormente su quella che è l’ordinarietà, quindi avere strade migliori, un trasporto pubblico un po’ più efficiente e finora, nonostante avessimo fatto tanto, non siamo riusciti a dare le risposte che volevamo perché non avevamo le risorse economiche a sufficienza. È stato molto duro finora perché governare una città come Napoli senza risorse economiche e cercare di sopravvivere e addirittura cambiare è un’impresa difficile ma io dei segnali li vedo e vedo una città, rispetto a 3 anni fa, diversa non solo esteticamente ma anche nella convinzione dei napoletani.

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!