ESCLUSIVA Ciro Sciallo: “Traghetto con innovazione la musica della tradizione napoletana ai giovani d’oggi”

10172715_10151963857160826_1107219326085714502_nLa sensazione è quella di ascoltare un uomo che fa della musica la voce della sua umiltà e dell’amore per la sua terra. Ciro Sciallo è un cantautore, nato a Napoli, che rispolvera la tradizione canora napoletana, riproponendola con passione e innovazione. Le sue canzoni, spesso, sono mezzi di solidarietà, riuscendo a far del bene con un’arte che non passa mai di moda. Infatti, il 5 maggio sarà protagonista al Teatro Diana di Napoli per una raccolta fondi pari a € 15.372,00 affinché possano essere acquistati isteroscopi, pinze e forbici operative prodotte dall’azienda “Richard Wolf” e destinate al reparto di ginecologia dell’Ospedale San Paolo di Napoli. Ringraziando l’Ev Group per averci ospitato nei loro uffici, per stavolta siamo riusciti a contattare Ciro telefonicamente da cui è nata una lunga ed interessante chiacchierata che ha dato voce alla passione di uomo che non smette di sognare per amore della musica napoletana.

Spesso la solidarietà interviene dove le istituzioni non arrivano. Non pensi che dovrebbe essere il contrario? La solidarietà attraverso gli spettacoli è utile unicamente per scuotere le coscienze delle istituzioni, le quali dovrebbero essere meno assenti e più attivi. Il 5 maggio daremo voce a certe inadempienze con un concerto ma credo che la solidarietà vada fatta in “privato”.

Quanto conta associare l’arte, in questo caso la musica, ad atti di solidarietà? Molto, forse è quasi un obbligo. Chi fa l’artista ha un dono che non hanno tutti ed è giusto mettere questo dono a disposizione per gli altri. Gli artisti a livello internazionale dovrebbero farlo almeno una volta al mese.

EsSendo un cantautore napoletano, ci si può sentire privilegiati di essere napoletani e quindi conoscere una lingua, e non un dialetto, amata in tutto il mondo? La napoletanità viene un po’ fraintesa lontano da Napoli. Napoli è rappresentata da Eduardo, Pino Daniele, Massimo Troisi, Ranieri, De Filippo, Totò. Questa Napoli è stata portata in alto e ci fa onore. Nella napoletanità, specialmente nell’arte, c’è una marcia in più. Poi l’aggettivo “napoletano” è appropriata a molta gente che non rappresenta questa parola.

Cos’ha la musica napoletana in più rispetto ad altri generi? La musica classica napoletana appartiene ad uno stile dove c’è un cliché: un certo tipo di strumenti, un gorgheggiare ed un certo modo di cantare. Non c’è una lingua nella musica bensì  un genere di come viene suonata. Ho voluto traghettare la musica napoletana, quella di fine ‘800 alla metà del ‘900, per renderla accessibile ad un pubblico giovanile, dandole una veste estetica diversa. Non esiste al mondo un’altra città al mondo etichettata col nome della sua città. Abbiamo un patrimonio inestimabile della canzone napoletana che rappresenta un genere. Prendere una canzone che si presta e dargli un arrangiamento di spessore può servire a farla traghettare da un secolo all’altro e da un pubblico all’altro, senza snaturare l’anima della canzone. Purtroppo oggi si sta perdendo l’originalità nella musica. Cantanti come Pino Daniele descrivevano la realtà sotto forma di poesia. Bisogna ritrovare la nostra originalità in quest’arte.

Cosa Ciro Sciallo esprime attraverso la sua voce, la sua musica e quali emozioni intende trasmettere? Semplicemente cerco di porgere, come fossero doni, le emozioni che la musica che canto riesce ad avere su di me.

Fabio Corsaro

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!