ENRICO DE CRISTOFARO. L’ARCHITETTO E IL SUO RUOLO SOCIALE

È stato un privilegio poter intervistare l’Architetto Enrico De Cristofaro Presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Caserta, Presidente del Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi professionali della Provincia di Caserta (C.U.P.) e Presidente della Federazione degli Ordini degli Architetti PPC della Campania. Tutti conosciamo l’impegno profuso per la Real Casa di Carditello affinché venisse acquisita dallo Stato. In via di sviluppo il progetto per il quale il Sito possa diventare un centro di cultura e di rapporti tra tutti i Paesi del Mediterraneo, ma affinché questo avvenga è necessario un serio rilancio del territorio con una riqualificazione a scala vasta che va dai Regi Lagni al litorale domitio.

 

Quali sono i risultati raggiunti di cui va più fiero?

In questi anni con l’Ordine Professionale assieme ai miei consiglieri ho garantito gli interessi generali e mai quelli particolari, ci siamo resi disponibili per dare un contributo culturale a servizio della società e delle amministrazioni, tutto fatto con spirito di sacrificio affinché potesse primeggiare la categoria degli architetti.

Abbiamo contribuito all’istituzione del CUP in provincia di Caserta, il Comitato Unitario Permanente degli Ordini e Collegi professionali.

Ricordo quando fu organizzato il programma Italia by Night dove molti monumenti italiani, per la precisione 16, furono inseriti in un percorso notturno per la visita e la valorizzazione. Bene, fu esclusa la Reggia di Caserta!  Immediatamente convocammo una conferenza stampa, ero io presidente del CUP, chiedemmo al Ministro Veltroni il prezioso impegno di far rientrare la Reggia di Caserta nei percorsi della manifestazione ed ottenemmo quanto chiesto. Ci siamo battuti molto, siamo stati precursori per quelle che sono le norme “morali” che interessano la categoria professionale, avevamo un regolamento che abbiamo abrogato, approvammo un provvedimento per il quale la carica del presidente non poteva essere assunta per più di due mandati consecutivi, io sono stato Presidente dell’Ordine dal 1998 al 2002, allo scadere del mio mandato anche se primo eletto rinunciai nonostante fossi stato designato, proprio per rispetto del regolamento. Abbiamo dato quindi esempi di etica e comportamenti deontologici corretti. Ci battiamo molto per la qualità dell’architettura, vero è che il Manifesto dell’Architettura, che ha visto il contributo di grandi Archi star come Pica Ciamarra, Andreas Kipar, Alessio Princic, Vittorio Gregotti, Franco Purini, Mario Cucinella, Riccardo Dalisi ed altri, fonda proprio sulla qualità. Raggiunto anche l’interesse dell’onorevole parlamentare Serena Pellegrino Vicepresidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, abbiamo presentato il Manifesto alla Camera dei Deputati il 17 maggio (evento al quale ho ritenuto non partecipare per non strumentalizzare la mia posizione). Quest’ulteriore passo mira ad un dibattito che porti all’approvazione di una legge per la qualità dell’Architettura in Italia così come già presente in Francia e altri Paesi del mondo.

 

Ci sono ancora delle difficoltà da abbattere tra Architettura e Pubblica Amministrazione? E quanto è collegato l’architetto alla politica?

Dico sempre che siamo in una babele normativa incredibile, servirebbe una riformulazione di tutto l’assetto dei lavori pubblici con norme semplici ed utili alla garanzia dei diritti del cittadino.

Penso che tutte le professioni siano collegate alla politica e ognuno per la propria parte potrebbe dare un contributo significativo, sicuramente l’architetto ha una responsabilità maggiore rispetto agli altri, avendo la competenza di essere pianificatore e progettista. L’architetto può dare ottimi contributi a quello che è lo sviluppo sociale, economico, territoriale di una città: i nostri progetti segnano in maniera irreversibile o reversibile interi territori e la loro vivibilità. Gli architetti svolgendo di per sé un ruolo sociale sono più sensibili verso alcune problematiche. Provo a mettere la mia esperienza al servizio dei cittadini coinvolgendo le diverse competenze sempre basandomi sulla qualità sociale, ambientale, amministrativa e territoriale elementi essenziali per la vivibilità di un territorio.

 

La sua idea sulla città di Aversa?

Aversa si trova in uno stato di criticità che è sotto gli occhi di tutti, non si può abbandonare per tanti anni quello che è il centro storico di Aversa, non si può trascurare quella che è la situazione ambientale di Aversa, oltre i monumenti e le opere d’arte che formano il patrimonio culturale della città. Ovviamente sono pianificate soluzioni a breve, medio e lungo periodo. Di prioritaria importanza è il PUC, il Piano Urbanistico Comunale, infatti nel 2016 la città di Aversa non può avere un Piano Urbanistico scaduto! Un piano partecipato questo, che va affidato tramite concorso pubblico a professionisti di livello nazionale ed internazionali che lavorerà assieme ad una amministrazione attenta alle esigenze del territorio. Punto cardine è il Piano di Recupero per il Centro Storico, che dovrà fungere come attrattore per il turismo ad Aversa; abbiamo dei monumenti notevoli, vanno immediatamente restaurati e messi a disposizione della collettività. Ci sono tutti i servizi da creare per le Università, per il Tribunale; abbiamo l’Ex-Maddalena, l’Ex-OPG, il Complesso del Carmine, tutte queste insule messe assieme potrebbero dare luogo – a mio avviso – ad un Parco Urbano, la qualità della vita otterrà sicuramente un salto in avanti anche nelle statistiche nazionali dove attualmente ci collochiamo nelle posizioni più basse. Miriamo a ristabilire il giusto equilibrio tra la vivibilità, la serenità e la qualità della vita dei cittadini.

 

L’idea di Aversa provincia?

In un contesto in cui si parla di abolizione delle province dobbiamo occuparci di Area Vasta, Aversa deve ritagliarsi un ruolo proprio tra l’Area Metropolitana di Napoli e l’area della Provincia di Caserta. Deve essere protagonista tra queste due aree e ritornare al suo splendore!

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