L’EDITORIALE – Macerie

Quando la terra trema, la natura ricorda all’uomo della sua fragilità. Macerie. Come nodi che si sciolgono e labili piccioli che si staccano dagli alberi; come una guerra, e come Ungaretti in Soldati ha saputo raccontarcela in quattro versi. Macerie. La morte, cieca, ha strappato la vita a donne, uomini e bambini; spietata, li ha soffocati con polvere e calcinacci, nel cuore della notte e al cuore di un Paese ancora ferito dall’ennesima tragedia sismologica. Silenzio, rispetto e, laddove sia possibile, giustizia. Meriterebbero questo le vittime del terremoto, eppure non sono mancati sciacalli e voci di troppo, organi di stampa e politica senza scrupoli: la macchina della propaganda si è subito messa in moto per provare a deviare la pubblica opinione in un momento di grande sensibilità generale con argomentazioni, tuttavia, inappropriate e fuori luogo. Si speculano e strumentalizzano la morte e la tragedia, le si provano a monetizzare. Le belle notizie, invece, non fanno rumore.

Le istituzioni non verranno salvate da inutili e formali passerelle. Entra in gioco ora la credibilità della politica che ha il dovere di agire, investire sulla prevenzione, il vero tallone d’Achille di questo Paese, e soprattutto ricostruire. Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto e tutti quei borghi scossi dal sisma meritano una seconda vita. Il loro destino non può essere di sole macerie. L’abbraccio di Mattarella con i familiari delle vittime nasconde un’umana drammaticità, emozionante e straziante. Il dolore di una nazione e la solidarietà di un popolo. Siamo un Paese strano, difficile e spesso spaccato ma in questi momenti ritroviamo uno spirito unitario che ci contraddistingue. L’intervento immediato dei soccorsi, i movimenti di volontari giunti da tutta Italia, gli atti di solidarietà a distanza: gli italiani si sono mossi come un’unica e grande comunità al servizio dei propri connazionali.

Un sussulto della terra può cambiare in un attimo la vita. Ora la sfida è non dimenticare affinché il dolore sia un’emozione intima e reale e non relativa al grado di notiziabilità dell’evento.

di Fabio Corsaro

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!