È PASSAT ‘A NUTTATA – L’incompletezza della squadra e la logica delle statistiche fermano il Napoli al Castellani

Premessa: “È passat ‘a nuttata” è il nuovo editoriale del mattino di informareonline, il day after di ogni partita del Napoli, curato da Fabio Corsaro, direttore responsabile di Informare, dove spulciare curiosità, statistiche e condividere (speriamo più) gioie e (meno) dolori. [divider]  

Era il 14 settembre del 1997, 18 anni e 4 giorni2015-09-13_14-05-03 fa, quando Claudio Bellucci ed Igor Protti firmarono i 2 gol che valsero da allora l’ultima vittoria del Napoli contro l’Empoli in A, guidate rispettivamente da Bortolo Mutti e da un giovane Luciano Spalletti, agli albori di una carriera segnata. Da quella seconda giornata della stagione ’97/98, per il Napoli l’Empoli è diventato un incubo: 3 sconfitte e 2 pareggi, ai quali si aggiunge il terzo di ieri. Sarà per mezzo della logica delle statistiche o per l’incompletezza tattica e psicofisica della squadra di Mister Sarri, ma intanto il tabù si protrae ancora.

In 3 giornate abbiamo visto due Napoli. Uno che ha giocato i primi 55 minuti contro la Sampdoria e l’altro sceso in campo a Reggio Emilia per la prima di campionato, per gli ultimi 35 minuti al San Paolo contro i blucerchiati e quello di ieri, dove al Castellani la squadra ha palesato le consuete difficoltà sul piano tecnico e tattico nel reparto difensivo e un centrocampo sporco di un lubrificante che deve ancora scivolare negli ingranaggi per poterli rendere rodati ed efficienti. Quale sarà il vero Napoli? La risposta è conservata nel tempo e soprattutto nei prossimi risultati.

Di quei 4 davanti a Reina qualcuno sarà pur cambiato ma la “canzone” è sempre la stessa: reparto in tilt totale, gaffe e goffe situazioni ad ogni azione creata dall’avversario. Albiol è il capogruppo di un quartetto disunito negli schemi e sicuramente il primo responsabile di un fallimento di reparto che persiste da 3 anni. Lo spagnolo, così come Maggio, bolle negli anni della sua esperienza, senza stimoli e purtroppo senza più neanche troppe capacità. Sono eccessivi i suoi errori di movimento, in marcatura e negli uno contro uno. La piazza ne è stufa della sua presenza ma a quanto pare Sarri, come Benitez, lo considera insostituibile. Insistere poi con Hysaj sulla sinistra per far giocare Maggio sulla fascia opposta è un diabolico perseverare che lascia un handicap su entrambi i lati… chi per inadeguatezza, chi per incapacità.

2015-09-13_15-04-50Nel bel mezzo del campo, Valdifiori patisce l’emozione e pure la stanchezza, lasciando strascichi di una partita nella quale non è mai riuscito ad incidere. Si denota la lenta ma presente ripresa fisica di Allan che trova l’inserimento giusto per firmare il 2-2 definitivo. Maluccio Hamsik che, oltre ad aprire l’azione che ha portato l’ex Udinese a segnare, ha fatto poco e niente.

Fanno mirabilie, invece, lì davanti. A parte un Higuain che gioca in ombra, Gabbiadini firma i due assist decisivi, di cui il primo per un gol di Insigne mozzafiato. Quest’ultimo si esalta da trequartista ma l’egoismo rischia di frenarlo. Indicente, per esempio, il tentativo di segnare quasi da centrocampo. L’ex Samp, invece, pare essere in questo schema il compagno migliore per il Pipita per questioni fisiche e tecniche, ed è paradossale sostituire l’assistman di giornata, in grado di cambiare la partita anche da fermo. Certe scelte, a volte, sembrano fatte non con gli occhi della logica.

Partenza di stagione a rilento: una sconfitta e due pareggi, 6 gol subiti e 5 fatti. Il timore per i napoletani è che nulla sia cambiato e la pazienza, come la speranza, serva a poco.

Appuntamento a giovedì sera alle 19.00 al San Paolo contro il Club Brugge per vedere questo nuovo Napoli in versione Europa League, dove l’anno scorso ha sfiorato la finale. Con un allenatore come Sarri, inesperto in campo europeo, fare meglio quest’anno significherebbe arrivare fino in fondo, a Basilea, e magari alzare una Coppa rimasta tra i rimorsi più sentiti dai napoletani negli ultimi anni. Missione difficile. Se non impossibile.

di Fabio Corsaro

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!