E. Marinella Napoli: passato, presente e futuro della celebre cravatteria napoletana

Maurizio Marinella - E. Marinella Napoli

Eccellenza partenopea nel mondo

Due illustri blasoni affiancano il marchio E. Marinella Napoli sin dalle origini, a testimonianza del prestigio che il negozio acquisisce da subito: quello dell’Ordine della Giarrettiera, quale fornitore ufficiale della Casa Reale Inglese, e lo Stemma Borbonico. Nel corso di più di un secolo di attività, molti sono stati i riconoscimenti e gli attestati di merito ricevuti, culminati lo scorso 2 giugno 2011 con il conferimento, da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro a Maurizio Marinella, esponente della terza generazione della famiglia fondatrice. Gli sono stati insigniti altri prestigiosi premi: l’Internationalisation Business Award e il Premio Leonardo Qualità Italia 2011.

Il primo riconoscimento gli è stato conferito per il contributo all’innovazione e all’internazionalizzazione dato dall’azienda napoletana al sistema produttivo britannico. Il Premio Leonardo Qualità Italia 2011, ricevuto ancora una volta dal Capo dello Stato, è stato accordato per la “qualità e l’eccellenza espresse dal suo lavoro e dalla sua azienda che può essere considerata altamente rappresentativa del made in Italy e che condivide la responsabilità di sostenere la posizione e l’immagine dell’Italia nel mondo”. Quello che colpisce profondamente del dr. Marinella è l’amore per la sua città. Quello che lo rende una persona speciale è la sua straordinaria umiltà, che appartiene solo a chi è in grado di innovare e di competere a livello internazionale, senza temere nessuno, e il profondo e sincero amore per il proprio lavoro.

Qual è la più grande soddisfazione che si è preso nel corso della sua gloriosa carriera?
«La mia soddisfazione la vivo ogni giorno nel mio lavoro. Ogni singolo cliente con la sua soddisfazione mi rende orgoglioso. Sono felice quando un turista mi racconta che un amico, sapendo della sua venuta a Napoli, gli chiede di prendere una cravatta e non importa il colore o la tipologia, basta che sia Marinella. E ovviamente, mi ha dato soddisfazione essere arrivato al collo di moltissimi personaggi famosi, come i presidenti americani, da John Fitzgerald Kennedy in poi. Tutto partendo da Napoli, ma soprattutto restando a Napoli. Grande soddisfazione è stato anche raggiungere il traguardo dei cento anni, onorando il lavoro di mio nonno, di mio padre e di tutta la mia famiglia».

Visto il suo impegno culturale per la città, secondo lei Napoli è una città internazionale? E se sì, perché?
«Napoli è una città con una grande aspirazione internazionale. Abbiamo certamente tutti gli elementi per poter essere una città internazionale, ma con rammarico devo riconoscere che non sappiamo valorizzare le risorse che abbiamo. Siamo stati molto affossati nel tempo da cattive gestioni della città, ma anche noi cittadini spesso non sappiamo valorizzarci e credere nelle nostre potenzialità. Fortunatamente, oggi abbiamo un’inversione di tendenza. Napoli è ritornata nella considerazione dei turisti e mi pare stia ben rispondendo alle loro richieste».

Cosa consiglierebbe a uno studente di moda per affermarsi in realtà lavorative che sembrano apparentemente complesse come quella partenopea?
«Dedizione, sacrificio, impegno. Credo che queste siano le parole chiave per emergere. É necessario avere una buona preparazione, magari fare esperienze anche all’estero e poi tornare e dare valore alla propria realtà. Mio nonno un giorno mi disse “Maurizio dobbiamo far passare il messaggio che si possono fare cose eccellenti partendo da Napoli ma, soprattutto, restando a Napoli”. Ecco, io invito i giovani a portare avanti questo messaggio».

Il brand ‘Marinella’ ha avuto difficoltà per affermarsi a Napoli? Sarebbe stato più semplice in città come Parigi o Londra?
«Noi siamo estremamente legati al territorio e alla città di Napoli. Sono solito dire che io non sono nato a Napoli, ma a Piazza Vittoria, dove il negozio è ubicato. Forse in un’altra città non saremmo stati noi. Credo che, al di là delle difficoltà, noi siamo legati al nostro essere napoletani che ci ha dati una marcia in più e ci ha caratterizzato per tutta la nostra storia. E, come dico spesso, laddove finisce la logica, lì inizia Napoli. Questo non vuol dire che è stato facile nascere e restare qui, come lo sarebbe stato in città come Parigi o Londra, ma io non ho mai pensato di trovarmi altrove».

Definisca il brand ‘Marinella’ con tre aggettivi
«Familiare perché nasce da una famiglia, dove il cliente viene accolto come parte integrante; emozionante perché il nostro obiettivo è far provare un’emozione al cliente sin dalla scelta del tessuto, e distintivo perché il nostro stile è riconoscibile».

di Alessandro Ciambrone
alessandro.ciambrone@gmail.com
Foto di Antonio Ocone

Tratto da Informare n° 167 Marzo 2017