Dopo l’allarme lanciato sul “Punteruolo Rosso” e il batterio killer “Xylella fastidiosa” arriva in Italia un nuovo invasore la “Cimice Asiatica”

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 ”, ricorda Giovanni D’Agata che ne è il presidente, risulta impegnato in campagne per sensibilizzare le pubbliche amministrazioni e i privati nella lotta contro le cause di devastazione del paesaggio e del decoro urbano. Ora, dopo i ripetuti avvisi in questi anni dell’emergenza nazionale del “Punteruolo Rosso” ed i rischi economici che questo piccolissimo, ma temibilissimo insetto, rimasti purtroppo senza riscontro tra l’indifferenza delle pubbliche amministrazioni che hanno omesso di intervenire sul Territorio con massicce campagne di debellazione del coleottero, è la volta di un nuovo invasore.Pochissimi avranno sentito parlare dell’ Halyomorpha halys, mentre molti ne hanno sentito il nome comune, la famigerata ” Cimice Asiatica ” ma ne hanno sempre sottovalutato l’impatto sul verde pubblico o privato che sia, assieme a tanti amministratori locali, perché forse sino ad oggi non si era parlato troppo degli effetti devastanti che questo parassita delle piante sta iniziando a produrre su vaste aree del Mediterraneo. Questa cimice, nuova per i nostri ambienti, può provocare seri danni a molte piante coltivate. Nel nord-est degli Stati Uniti la cimice asiatica o cimice marmorizzata grigio-marrone, specie Halyomorpha halys, anche conosciuta come Brown marmorated stink bug, originaria dell’Asia orientale, sta creando gravi danni all’agricoltura a causa della sua notevole polifagia. Presente anche in alcuni Paesi europei, tra cui l’Italia, è in grado di provocare seri danni a piante da frutto, ortive e ornamentali. Nel settembre 2012 è stata trovata in alcune aree di pianura delle province di Modena e Bologna, e anche in Lombardia e Piemonte, dove desta preoccupazione principalmente per la melicoltura.Per questo motivo il suo arrivo in Italia e a Modena, in una zona di frutticoltura intensiva, è visto con una certa apprensione. Negli Stati Unitti però, H. halys sta creando anche un forte allarme fra la popolazione per le massicce migrazioni di centinaia di migliaia di esemplari adulti che, dai campi in cui vengono coltivate le piante ospiti, a fine estate si spostano nelle abitazioni limitrofe. Come tutte le altre cimici anche H. halys, se minacciata, emette un odore sgradevole ma, a parte il fastidio non punge e non trasmette malattie all’uomo. Giovanni D’Agata, sottolinea che è innocua per le persone e gli animali, ma può creare allarme per la sua abitudine di ripararsi in massa nelle case. L’unica soluzione che appare possibile per evitare la diffusione della cimice nel Nostro Paese e nel resto del Bacino del Mediterraneo, passa attraverso un monitoraggio certosino e capillare del territorio che solo i singoli comuni sarebbero in grado di realizzare se tutti fossero dotati di strutture in grado di farlo e che in molti di questi Enti Locali esistono già, conosciuti con il nome “Uffici del Verde”. Come è stato per l’ Emilia Romagna che ha attivato un monitoraggio con lo scopo di delimitare la zona di presenza del fitogafo in modo da delineare la potenziale incidenza economica.E’ quindi di grandissima importanza ed utilità la collaborazione di cittadini e agricoltori che, in caso di rinvenimento di cimici sospette, possono inviare segnalazioni contattando il Servizio fitosanitario o l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia a questi indirizzi mail: mbariselli@regione.emilia-romagna.it elara.maistrello@unimbre.it.

Lecce, 7 giugno 2014                                                                                                                                                                                            

                                                                                                                                                                                        Giovanni D’AGATA

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