Don Luigi Ciotti: «Abbiamo fame di cultura»

Il fondatore di “Libera” è intervenuto in memoria di Don Peppe Diana

L’iniziativa

Alla XIV edizione del premio letterario “Don Peppe Diana”, il tema assegnato alle scuole è stato la fame. La cerimonia di chiusura e premiazione del concorso si è tenuta presso la sede del Corpo forestale dei Carabinieri, intitolata proprio al celebre sacerdote a Castel Volturno. Per il quattordicesimo anno consecutivo alunni e professori del nostro territorio si sono cimentati nella creazione di componimenti artistici, dalla pittura alle canzoni, atti a sensibilizzare la società verso determinati argomenti che possano tenere in vita il ricordo di chi ha lottato fino alla fine. Fino a morire.
Tra gli ospiti figurava Don Luigi Ciotti, fondatore e presidente dell’associazione nazionale anticamorra Libera nonché amico intimo di Don Peppe Diana. Un simbolo della società civile impegnata che non risparmia attacchi e denunce contro corruzione e collusione, portando avanti da più di 30 anni una vera battaglia a favore della legalità. Concretizzando, probabilmente, il proprio status di uomo di fede.

“Don Peppino Vive”

In sala erano presenti anche i familiari del sacerdote che quel 19 marzo fu sparato per fargli chiudere la bocca, per sempre. «È un dono essere stato a fianco di un uomo così attento e coraggioso» lo ha ricordato Don Ciotti. «A lui sono dedicate sale, vie, chiese. Era capace di saldare la terra con il cielo, ricordandoci che è proprio questa la vera chiesa: guardare verso il cielo senza distrarci dalle responsabilità che ci impegnano quaggiù. Il suo messaggio è presente sul territorio, adesso ancora più di prima. Oggi, Don Peppino Diana, vive».
Ricordare una vittima di camorra con ispirazioni artistiche può sembrare un controsenso, qualcosa che cozza con la tragica morale di questa vicenda. Don Ciotti è di un altro pensiero e in merito ha chiarito: «l’arte può contribuire alla lotta alla corruzione? Sì. Il cinema, il teatro, la musica, possono portare un contributo per porre domande, invitandoci ad essere più attenti. L’arte salda l’etica e l’estetica, il bene ed il bello. Vi auguro di continuare a cantare nella vostra vita. Vivete di significato, non sopravvivenza».

L’augurio di Don Ciotti

Negli ultimi anni, dopo un periodo di terrore, abbiamo assistito ad una concreta reazione istituzionale diretta verso l’antistato.
Don Ciotti fa parte della società civile che decide di unirsi e fare rete contro il nemico comune perché, come lui stesso afferma «nel nostro paese non bisogna mai abbassare la guardia. La presenza criminale, corruzione e mafia, sono due facce della stessa medaglia. Ben venga il lavoro della magistratura e della polizia ma deve essere ben chiara a tutti la giustizia sociale. C’è un impegno che deve crescere sempre di più, che ci vede protagonisti, responsabili». Tra questi c’è sicuramente Roberto Saviano, personaggio molto vicino a Don Ciotti e protagonista di recenti polemiche. «Roberto ha portato un grande contributo» ha affermato il presidente di Libera. «Ha permesso di conoscere al mondo una realtà difficile, scomoda. Gli si deve questo, augurandogli che possa continuare nella sua professione ad aiutare la gente a riflettere».
Allacciandosi alle storie che devono ancora essere raccontate Don Ciotti ha voluto fare il suo personale augurio a chi si impegna. «Io mi auguro che si possano incoraggiare tante persone a raccontare, oggi più che mai, le cose belle e positive, senza mai dimenticare il male. Questo, soprattutto, va sempre chiamato per nome».

di Savio De Marco
Foto di Carmine Colurcio

Questo slideshow richiede JavaScript.

About Salvatore De Marco

Salvatore De Marco nato il 18/10/1992 a Napoli. Tutti lo conoscono come Savio De Marco. Diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Napoli. Laureando presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Scienze Politiche. Ama l’arte, la filosofia e la scrittura e il teatro, appassionato di cinema e fumetti. Coordinatore e Regista di una compagnia amatoriale teatrale “Pazzianne & Redenne” formata totalmente da giovani. Milita in un’associazione culturale “ViviQuartiere Napoli” attiva nella riqualificazione del nostro territorio.