Recensione del libro “Domina in Somnia” di Osvaldo Frasari

Copertina Domina in somnia

Trenta secondi d’eternità, oltre il confine dei generi

«Ho incontrato tante persone nella mia vita, eppure mi sono sempre sentita sola. Sa, noi siamo state ingannate. Ci hanno convinto fin da bambine che dovevamo salvarci da qualcosa. Che qualcuno avrebbe dovuto salvarci. Arrivare col cavallo bianco e tirarci fuori dalla torre stregata e tutte queste robe qui. Che noi da sole non bastiamo». Così si esprime la protagonista di “Domina in Somnia”, in un passo tratto dal nuovo romanzo di Osvaldo Frasari, giovane scrittore casertano.

Il testo non è altro che la registrazione di trenta secondi di un sogno, diventati poi la trama del romanzo stesso. L’universo onirico, però, è un mero espediente per affrontare tematiche delicate come la violenza di genere e la costruzione dell’identità e del ruolo della donna nella nostra società. Ce lo spiega lo scrittore stesso: «Domina in somnia è una pillola amara, un romanzo crudo, a tratti violento, che non accetta nessun compromesso con la cultura maschilista e la denuncia col suo stesso linguaggio, evitando con attenzione tutte quelle pericolose meccaniche di giustificazione e di edulcorazione di tali questioni. È un romanzo che contiene in sé anche la speranza che la costruzione della propria identità, del proprio percorso e della propria ricerca dell’amore possa slegarsi dalla dimensione del sogno per realizzarsi in quella della realtà».

Domina in somnia ha ricevuto anche l’attenzione delle istituzioni territoriali: in particolare, il sindaco di San Cipriano d’Aversa, Vincenzo Caterino, e gli assessori Stefania Parola e Mena Zippo, si sono dimostrati molto sensibili alle tematiche relative alla figura femminile, organizzando un seminario di discussione legato al ruolo della donna nella società contemporanea. Chiediamo a Frasari quali siano stati i riscontri più comuni, nel recepire il testo: «Molte donne, diverse tra loro per età e per personalità, si sono identificate in qualche modo nella protagonista, ma in generale devo dire che le donne hanno saputo comprendere meglio questo lavoro, probabilmente perché è stato concepito essenzialmente per loro. Alcuni maschietti invece, hanno reagito storcendo un po’ il naso, qualcuno durante un reading si è addirittura sentito male».

Il giovane scrittore casertano ha incontrato notevoli difficoltà nella stesura di “Domina in Somnia”: «Questo romanzo è stato molto faticoso per me, ma sono contento di aver raggiunto l’unico obiettivo che avevo realmente a cuore e che tutt’ora perseguo nei miei piccoli lavori letterari: ottenere quella comunicazione necessaria a farci riflettere  su noi stessi e sul rapporto con gli altri, e a ricostruire, nonostante i continui smottamenti delle circostanze, il luogo più accogliente che abbiamo dentro: l’empatia». Basterebbe un po’ di attenzione reciproca in più per ritrovare sé stessi e la propria libertà, dissolvendo qualsiasi stereotipo, oltre i confini tra un genere e un altro.

di Teresa Lanna

About Teresa Lanna

Laureata in "Lingue e Letterature Straniere" nel 2004, nel 2010 ha conseguito la Laurea Magistrale in "Arte Teatro e Cinema" presso l'Università degli Studi di Napoli "L'Orientale". Tra le sue più grandi passioni, l'Arte, la Fotografia, il Cinema, la Letteratura, la Musica e la Poesia. Grande sostenitrice dell'Art.3 della Costituzione Italiana, è da sempre allergica ad ogni tipo di ingiustizia sociale. In vetta alla classifica delle città che ama di più ci sono Napoli e Firenze.