Domenico Brillantino, maestro e missionario del pugilato italiano

Il pugile Domenico Brillantino

Domenico Brillantino viene definito un missionario della realtà pugilistica italiana. Allenatore di campioni europei, mondiali e olimpici, un importante punto di riferimento nella nota palestra Excelsior Boxe di Marcianise dove per tutti è “il maestro”, colui che ha allevato generazioni di pugili giunti ai massimi livelli. Lo incontriamo proprio qui, nella sua palestra che definisce un “tempio”, in una delle capitali mondiali del pugilato, un’eccellenza tutta campana.

In che cosa consiste la bellezza della boxe?
«La boxe dà ai giovani una dimensione di vita e dà l’idea della strada giusta da seguire. Il corpo viene educato contemporaneamente alla mente. Le difficoltà che si incontrano in questo sport danno ai giovani una grinta in più per poter affrontare le difficoltà che ci saranno poi al di fuori della palestra».

Quali valori si trasmettono a chi pratica questo sport?
«I valori principali sono il rispetto, la disciplina e la cura del proprio corpo. Fare sport in generale è importante per tutti perché la gente attraverso lo sport trova nuove dimensioni. Le famiglie non ci sono più o quando ci sono vengono messe da parte, c’è la ribellione. L’unico luogo in cui nessun ragazzo si ribella è la palestra. Qui la legge è una sola: c’è il maestro che detta le regole e sono regole di vita sana. Quindi o si “piegano” a queste regole, o se ne vanno».

Si dice che la boxe in Italia non sia molto pubblicizzata. Cosa servirebbe per farla conoscere di più?
«Non è proprio così, la boxe non sarà seguita tanto quanto il calcio, ma comunque molti pugili sono conosciuti a livello nazionale se non addirittura mondiale. Ultimamente, per pubblicizzare prodotti sportivi si utilizza sempre l’ambito della boxe, con delle modelle sul ring o che indossano guantoni. Certo non è uno sport per tutti, non è uno sport di massa. Il pugilato, proprio perché è pieno di sacrifici e di rinunce, ha pochi seguaci. A Marcianise è uno sport seguitissimo, direi che quasi tutti i ragazzi di Marcianise, anche per un solo giorno, sono stati qui dentro. Questo è accaduto forse perchè i ragazzi cercavano proprio di capire quale fosse la strada da seguire».

É dura essere un allenatore?
«No, io personalmente non prendo soldi, questa è una mia decisione. Mi sono dedicato a questi ragazzi, ho rinunciato alla mia carriera di militare, ovvero Maresciallo dell’Aeronautica. A 46 anni ho preso questa decisione molto importante, quella di scegliere fra continuare a fare il Maresciallo dell’Aeronautica oppure dedicarmi ai ragazzi di Marcianise. Io non cercavo glorie, campioni, io cercavo di aggregare in un luogo tanti ragazzi per potergli dare un idea migliore della vita. Molti alla fine non riescono a sostenere i ritmi degli allenamenti, forse perché le imposizioni che io do, non sono gradite da tutti. Qui si fa solo sport e crescita sana».

La soddisfazione più grande che abbia mai avuto?
«Ne ho avute tante, dire più grandi o meno grandi dà un senso di limiti. Io ho un figlio campione europeo e questa già è una grande soddisfazione. Ho avuto come allievo il grande Angelo Musone delle Olimpiadi di Los Angeles, Clemente Russo, il più fresco e noto atleta pugile. Tutti frutti di questa palestra, l’Excelsior Boxe Marcianise. Qui sono stati proprio scoperti i valori della boxe. Le ragazze le ho prese dal 2005 in poi, mi hanno dati grandi risultati, come il vice titolo mondiale, una cosa non di poco conto».

di Flavia Trombetta

Tratto da Informare n°164 Dicembre 2016