Diletta Allegra Mazza, “La storia di D.”

Diletta Allegra Mazza Storia di D.

Diletta Allegra Mazza: «Ho scelto la fotografia per raccontare questo cambiamento»

Diletta Allegra Mazza è una fotografa Napoletana. Laureata in linguaggi multimediale informatica umanistica, si specializza in fotografia come linguaggio d’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Il mezzo fotografico e quello che lei utilizza per esprimere i suoi pensieri, le sue riflessioni. Tutti i suoi progetti fotografici sono autofinanziati, perché non ha trovato ancora una gallerista che possa credere nel valore dei suoi progetti. Lavora come fotografa e assistente fotografa di still-life pubblicitario. Ha partecipato a diverse mostre collettive in Italia. Noi di Informare abbiamo avuto il piacere di incontrarla durante il vernissage della sua ultima mostra “La storia di D.”.

Diletta Allegra Mazza - La Storia di D.
Diletta Allegra Mazza – La storia di D.

Come inizia il tuo percorso artistico?
«Il mio percorso artistico iniziò diverso tempo fa, dopo la laurea in lingue e letterature straniere, con un percorso inerente alle arti visive, ho deciso di specializzarmi in fotografia all’Accademia di Belle Arti, poi da li ho iniziato a lavorare, essenzialmente con l’arte, e capendo che l’arte deve essere qualcosa che comunica la realtà, ho cercato di fare dei reportage ed elevarli a opera d’arte, il mio mezzo per comunicare è quello fotografico. prima lavoravo in camera oscura, adesso per esigenza di tempo è stato necessario lavorare con il digitale. Le fotografie di questa mostra sono state realizzate tutte in digitale, per questione di tempi».

Ci racconti la “Storia di D”, da dove è partito il tuo progetto e qual è stata la tua esigenza iniziale?
«L’esigenza iniziale nasce da fatti di cronaca successi a Napoli, un paio di estati fa quando delle persone trans gender hanno subito discriminazioni anche a livello fisico, non sono state accolte in strutture ospedaliere, hanno subito minacce ecc. quindi ho pensato il modo migliore di raccontare sia quello attraverso il mezzo fotografico, che invece quello verbale o giornalistico non era il modo per comunicare una realtà. Una realtà che ci appartiene, forse pochi sanno che Napoli è la comunità più numerosa di transgender dopo Rio de Janeiro, vuol dire che qui esiste una realtà che presente da anni e anni, quindi nasce l’esigenza di parlarne e farsi sentire. Poi ho lavorato a Trieste, ho fatto una mostra fotografica con un altro progetto e mi hanno chiesto se avessi qualche idea sul mito della sirena, grazie alla galleria di Trieste C01 ho lavorato su questo percorso, ho contattato decine di persone che però non facevano a caso, fino a che non ho incontrato lui D. ci siamo guardati negli occhi, e abbiamo deciso di lavorare insieme su questo progetto perché c’era un idea unica, quella di parlare di un percorso pulito, non diverso da quello degli altri, perché ognuno ha il suo vissuto, e il suo modo di raccontare, abbiamo cercato di raccontare qualche cosa che fosse quanto più vero e pulito possibile. Anche perché ci sono molte persone che hanno l’esigenza di fare questo percorso di transizione, e non sono aiutati soprattutto dall’informazione. Attraverso la fotografia ho voluto comunicare una vita qualunque, con qualche problema in più, qualche attesa in più. È un progetto a lungo termine, iniziato nel 2016 ma continuerà, questo che sto presentando è il secondo step perché è stato presentato in anteprima internazionale a Trieste, dopo di che lo stesso progetto è stato selezionato ed esposto a Castel dell’ovo per “Mediterraneo Fotografie” e “sguardo sulle donne di donne” e adesso è un percorso più ampio, più allargato di quello che è il suo percorso di vita».

Discriminare è un gesto molto usato in questi tempi, e l’ignoranza dilaga in certi contesti. Attraverso la tematica della transizione sessuale Diletta Allegra Mazza ha voluto raccontare una semplice, ma bellissima storia di una ragazza che ha capito di voler essere un ragazzo, per sua scelta, e sta affrontando questa battaglia nel migliore dei modi. Attraverso questi scatti fotografici, si percepisce un animo profondo quello di Diletta, e la volontà di sensibilizzare gli animi, in una società ancora chiusa nel muro dell’ignoranza.

di Maria Grazia Scrima

Tratto da Informare n° 173 Settembre 2017

About Maria Grazia Scrima

Classe ’86. Laureata in Arti Visive (Laurea I livello) e in Fotogiornalismo (Laurea specialistica) presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Attualmente frequenta un corso in Fotografia pubblicitaria presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione Visiva). Le sue passioni sono l’arte, la musica, la fotografia, la grafica pubblicitaria, la poesia e la lettura.