DECRETO APPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA DELLE PRESTAZIONI SANITARIE

In un silenzio mediatico ‘assordante’, sulla GU del 20 gennaio 2016 è stato pubblicato il Decreto 9 dicembre 2015 sulle “Condizioni di erogabilità e indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale”.
Dopo il rumore che giornali e telegiornali hanno sollevato alla proposta, la scorsa estate, oggi l’entrata in vigore del decreto è ignota ai più. Sono volutamente ricorsa ad un ossimoro (silenzio assordante) perché tale mi pare essere la stravagante illusione di tagliare le spese pubbliche con i tagli alle prestazioni sanitarie. Duecentotre prestazioni tra Odontoiatria, Radiologia diagnostica, Dermatologia allergologica, Esami di laboratorio, Medicina nucleare e Genetica saranno erogabili nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale solo in determinate condizioni di salute e rischio di vita. Il medico colpevole di mancato rispetto delle limitazioni imposte, seppure perché convinto della necessità della prestazione, sarà sanzionato. Ciò metterà i cittadini nella condizione di dover pagare privatamente accertamenti di controllo che sono la base di una suggerita e auspicata prevenzione, anche in caso di familiarità positiva. E promuove una privatizzazione della Sanità, contravvenendo all’art. 32 della Costituzione che cita testualmente: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
Sono certa che medicunzoli di bassa lega, in combutta con centri convenzionati, tendano a effettuare l’abuso della propria professione, ma è sugli stessi che dovrebbero essere effettuati controlli, ricorrendo persino a radiazioni dall’albo ove necessario. Non si può pensare che come sempre sia il comune cittadino, che non richiede di sottoporsi a TAC o Risonanze magnetiche, a essere penalizzato non solo nelle tasche, ma pure sulla propria salute. E mi chiedo: la signora Lorenzin o il sig. Renzi quando devono effettuare un penoso controllo che canali utilizzano? I pubblici? I privati? Quelli privilegiati dei parlamentari? Sanno che genere di danno stanno arrecando ai cittadini, in uno Stato che trascura il significato di servizi pubblici?

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Barbara Giardiello