Decervelage: la mostra casertana di Paolo Ventreglia

Decervelage
Paolo Ventreglia

Fino al diciotto ottobre, dalle ore 18:00 alle 20:00, è ancora possibile visitare la mostra Decervelage di Paolo Ventreglia. L’esposizione è stata inaugurata lo scorso lunedì, presso il centro espositivo Spazio 17, ubicato a Caserta, in via San Carlo.

Le opere esposte dialogano apertamente con la poetica di Alfred Jarry, padre della patafisica, ma si collegano anche alla storia e alle tradizioni locali.

Il percorso comincia con un opera dove è riportata su tela la macchina decervellatrice ideata dal drammaturgo francese. Jarry in una delle sue scenografie portò il congegno in scena, rendendolo idealmente utilizzabile. Chi andava decervellata, secondo il poeta, era la borghesia.

Ventreglia fa suo tale congegno e ne riprende le forme e l’ideologia. Nel trasporre la macchina sulla tela l’artista la immagina circondata da nuvole di cervello spappolato, soldati e papere. Il “mazzamauriello” che si ripete con fare spasmodico in tutte le opere, viene fuori da un soldato dipinto a testa in giù accanto alla macchina decervellatrice . Il “mazzamauriello” nella tradizione popolare è assimilabile al ben più noto “monaciello”. Anticamente gli adulti utilizzavano queste figure per spaventare i bambini quando combinavano una marachella.

Ventreglia immagina il “mazzamauriello” come una sorta di insetto con le ali. Riprendendo il filo conduttore che parte dalla trasposizione della macchina di Jarry, l’artista accosta tale essere a figure di papere, soldati e ciclisti. Quando chiediamo all’artista il perché di un simile accostamento lui ci risponde: “Le papere marciano senza pensare, sempre in fila, come i soldati e i ciclisti”. le papere sono i borghesi di Jarry.

Questi simboli vengono utilizzati da Ventreglia per lanciare il suo messaggio personale. Un messaggio che si scaglia, contro le atrocità della guerra, ma anche contro le tendenze che portano seguire la massa.

In una tela esposta, realizzata a quattro mani, sono messi a confronto un ritratto di Pasolini con gli abiti di San Rufo, Palazzo Alois a Casola, e la chiesa che reca il nome del santo. Notiamo un gruppo di papere che si dirige verso il luogo sacro. Ventreglia si ferma e con un sorriso, ci dice: “Quelle sono le signore della domenica”; poi aggiunge: “Nella mia arte tratto temi importanti, ma mi piace giocare, non prendere nulla troppo sul serio”.

About Grazia Martin

Studente presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali della Seconda Università degli Studi di Napoli. In precedenza ha fatto parte della redazione di un'altra testata online. Personalità poliedrica, dai molteplici interessi, ha cominciato a scrivere da giovanissima ricevendo anche diversi riconoscimenti, è appassionata di musica; si occupa di musealizzazione delle strutture ex manicomiali e di turismo for all. Guarda con notevole interesse alla storia e alle attuali vicende della città d'Aversa. Per contatti: martin.grazia@hotmail.it