DATE A CESARE QUEL CHE E’ DI CESARE (MALDINI)

Siamo rimasti a guardare, ancora. Come si osserva un malato in un incubatrice vecchia di quarant’anni. Abbiamo visto un soprano del nostro calcio in panchina per il suo ultimo derby: “Edin riscaldati, entri tu” avrà detto Spalletti e metà Tevere si è riempito di vergogna. L’ultimo saluto (probabile) ad una città a cui ha dato il cuore (non gratuitamente sia chiaro). Il risultato prima di tutto, ci siamo, ma per me il tempo poteva prolungarsi di dieci minuti per permettermi di vedere il sinistro di Francesco a Genova, il suo calcio di rigore contro l’Australia; il pallonetto a Milano con le coordinate di un Brunelleschi dei giorni nostri.

-Nostalgia portami via-, lessi proprio a Roma, tempo fa su di un muro in Via Tuscolana. La stessa nostalgia che ti lancia il cuore oltre qualsiasi colore abbia la tua maglia.

In questa domenica la serie-A italiana perde un colosso del calcio alla lavagna: Cesare Maldini. Come lo abbiamo salutato? Come per Totti: con la mano sbagliata verrebbe da dire.

Con lo stesso benservito con cui Maldini figlio venne salutato dalla sud nel giro di campo per il suo addio.

Le stesse mani che diciotto anni fa applaudivano una formazione di giovani campioni (sei di questi saranno anche campioni del mondo nel 2006). Francia 98′ e la delusione dal dischetto con Di Biagio.

Che strano modo, abbiamo noi italiani, di salutare.

 

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno. Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli. Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II. Entra nell'associazione "Officina Volturno" nell'agosto 2013. Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, "Leggi che ti passa". "Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall'interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita"