Dalisi è stato tra i primi artisti a formulare il concetto di sostenibilità applicato al design industriale.

Dalisi è stato tra i primi artisti a formulare il concetto di sostenibilità applicato al design industriale.

Giovedì 3 maggio alle 18,30, nella Galleria Paolo Bowinkel è stata presentata un’esposizione di varie opere dall’antologia di Riccardo Dalisi a cura di Carla Travierso e Andrea Nuovo. Le opere da ammirare, un piccolo popolo di angeli, innamorati, vesuvi, crocifissi, destrieri, madonne/donne/guerriere, sono state raccontate dall’artista presente nell’occasione. Classe 1931, architetto, designer e artista, insignito di due compassi d’oro e con opere acquisite dai musei più prestigiosi del mondo, è una figura di spicco nel panorama internazionale dell’arte e dell’architettura contemporanea. La sua ricerca espressiva spazia nel mitico, nell’arcaico, nel sacro entrando nella storia e nella memoria della città e del suo popolo attraverso un processo di analisi storica e sociologica. Precursore nell’applicare i concetti di riciclo, decrescita e eco-compatibilità, tanto attuali nei nostri tempi, Dalisi è stato uno dei primi artisti italiani a formulare il concetto di sostenibilità applicato al design industriale. Il lavoro di ricerca dell’architetto napoletano si è   sempre concentrato sul “design povero”, lavorando materiali comuni con manualità artigiana – nel quotidiano rapporto con i ramaioli di Rua Catalana – e tecniche antiche a sottolineare lo scarto fra la loro povertà e la persistenza e vitalità di un patrimonio inestimabile.

 

Con il Direttore della Reggia di Caserta Felicori

Il suo universo onirico e ludico, in questi ultimi tempi, ha coinvolto Mimmo Paladino la cui filosofia artistica, a differenza di Dalisi non si basa su una tempesta poetica ma “procede intorno al linguaggio dei segni”. Dall’incontro artistico tra due giganti della cultura visiva internazionale sono nati i “Paladisi”, sculture in ferro, “Signum”, ovvero la rappresentazione dell’uomo e della sua realtà. Per raccontare il lungo carteggio intercorso tra Dalisi e Paladino è nato il volume d’arte dal titolo “PALADISI” edito da Vittorio Avella dell’antica e artigianale stamperia di Nola (NA).

Il volume è una sorta di “diario” a due voci per parole ed immagini che i due artisti hanno tenuto per alcuni anni nel corso dell’elaborazione e della realizzazione di un’opera intorno alla quale hanno sviluppato un dialogo che si è spesso trasformato in dibattito e talvolta in confronto – scontro tra due menti geniali sulla base di un amorevole senso dell’ “artigianalità” che diventa alla fine la piattaforma comune per esprimere ancora più intensamente l’individuale ed eccelsa creatività.

 

E, come sottolinea Trimarco, nell’arte di fine millennio, specchio dolente e terrifico della drammatica condizione del mondo contemporaneo, l’opera di Dalisi, le sue statue, i suoi disegni, le decorazioni, gli oggetti d’uso emanano messaggi di serenità e speranza, di gioia di vivere, di fiducia nelle possibilità dell’Uomo, nella religiosità da cui si genera limpida intelligenza.

 

La Redazione