#CUOREDINAPOLI, il simbolo dell’amore per Napoli e i napoletani

Camminando per la città certamente vi sarà capitato di vedere questo simbolo attaccato alla vetrina di qualche locale, o incontrare dei ragazzi che vi chiedono di fare una foto con il “cuore” in mano. È il logo del #CUOREDINAPOLI, l’evento che si è tenuto il 13 maggio 2017 ideato e realizzato dal corso di Nuove Tecnologie dell’Arte dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, la Municipalità 4 del Comune di Napoli e alcune associazioni e privati che agiscono sul territorio. Su Porta Capuana, è stata installata “Cuore”, scultura pulsante e luminosa, composta da 27 pixel e segno di accoglienza. Proprio l’antica porta della città, è stato il centro focale dell’evento, per poi allargarsi per cerchi concentrici, inglobando Via Carbonara, Via Poerio, il primo tratto di Via dei Tribunali e tante altre strade in base alla risposta dei commercianti e dei cittadini.

«Cuoredinapoli è un’azione artistica sul territorio per mettere in relazione le persone tra di loro, e per questo agiamo già da due mesi prima dell’evento per creare una rete sociale – spiega Lorenza, una dei 200 studenti organizzatori del progetto – nati come Festival del bacio e ormai giunti alla quinta edizione, abbiamo deciso di portare avanti solo il #Cuoredinapoli, un hashtag che nacque lo scorso anno, in quanto permette alle persone di riconoscersi attraverso un simbolo. L’idea è che qualsiasi espressione artistica debba costruire un flusso relazionale generato dal coinvolgimento delle persone». Il territorio è stato assunto come campo di azione in cui realizzare una grande scultura antropologica relazionale, che si muove all’interno del percorso urbano e che vive di relazioni. Ci sono state performance artistiche e musicali di band itineranti, mentre gli oltre 200 esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa hanno vestito a festa le proprie vetrine con shopper e vetrofanie del Cuoredinapoli. La comunità è stata coinvolta attivamente trovando lungo il percorso dispositivi estetici acceleranti e installazioni interattive con cui il pubblico è stato partecipare all’immensa opera collettiva, diventando attore e spettatore al tempo stesso, come ad esempio la panchina sonora, con cui ogni persona sedendosi attiva uno strumento musicale e solo occupando tutta la panchina è stato possibile ascoltare la sinfonia, o il tocca e scatta, un’installazione che ha permesso di fare una fotografia di gruppo, ma per azionarla bisognava toccare contemporaneamente i due interruttori ben distanti e usare i corpi come conduttori di fotoni. «Vogliamo valorizzare le persone, i volti di questa città, vogliamo che Cuoredinapoli sia il punto di partenza per costruire un sentire comune, che perduri tutto l’anno in un solidale legame tra tutti i napoletani –  conclude Lorenza – vorremmo che questo segno viaggiasse da solo, che un giorno questo evento sia una festa riconosciuta da tutti i cittadini».

Noi napoletani non dovremmo mai dimenticare, come chiosa il video della campagna commerciale “Cos’è per te il cuore di Napoli?”: “Quello che il napoletano chiama ‘a fine d’o munn, il resto del mondo lo chiama Napoli”.

di Fulvio Mele

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno. Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli. Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II. Entra nell'associazione "Officina Volturno" nell'agosto 2013. Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, "Leggi che ti passa". "Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall'interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita"