Cultura e qualità per l’olio casertano

Giovanni Petrazzuoli -Azienda Olivicola Petrazzuoli

Ruviano – Ai piedi del Parco Regionale del Matese nell’alto casertano, nel comprensorio delle Colline Caiatine, troviamo un’area d’eccellenza per la produzione di Olio extra-vergine d’oliva, rientrante nel progetto delle “Città dell’Olio” e “Olio di Alta Qualità” promosso dall’Unione Europea. Tra queste, l’Azienda Olivicola Petrazzuoli.

Si estende su oltre 70.000 mq coltivati esclusivamente ad ulivi, appartenenti ad una qualità autoctona denominata “caiazzana”, che colorano e profumano il paesaggio. Questa azienda ha una storia antica che risale al 1200 circa, epoca in cui il Principe di Capua affidò la cura dei propri terreni ad alcuni componenti della famiglia Petra, il quale con riconosciuta maestria, iniziarono la produzione dell’olio d’oliva.

L’olio dei Petra, rinomato già all’epoca, contribuì alla modifica del nome della famiglia, da Petra in Petra-zzu-Oli, racchiudendo nel nome la tradizione olivicola della famiglia per sempre.
Oggi il dott. Giovanni Petrazzuoli, pediatra, discendente della famiglia, ha recuperato e rilanciato la rinomata produzione olearia, adottando antiche tecniche di coltivazione dell’epoca come il “sovescio”, metodo efficace e naturale per fertilizzare il terreno tramite l’azoto di leguminose interrate, che permette di rispettare la filosofia consolidata di attenzione alla natura e all’ambiente nell’intera filiera dell’olio e garantisce genuinità e freschezza al prodotto.

Le piante d’olivo sono quindi nutrite e coccolate, al pari di una donna in gravidanza che nutre e coccola nel grembo il suo bambino, ottenendo una crescita vigorosa e sana della pianta e che naturalmente, senza manipolazioni artificiose, donano il loro frutto permettendo la produzione di un alimento prezioso: l’olio extra vergine d’oliva. Lui stesso esprime il concetto che l’oliva nasca dalle sue ceneri, nel senso che quando per condizione pedoclimatiche trova un determinato clima, una determinata temperatura, un qualcosa di particolare, non muore mai. Precisa inoltre che negli ultimi dieci anni c’è stata una grande evoluzione nel mondo olivicolo e in modo particolare in quello della produzione dell’olio extra vergine di oliva.

A Caiazzo si parlava molto poco di olio, grazie al suo spirito e quello di alcuni suoi amici, tra medici e professionisti, nati nella terra di Ruviano, è stato rivalorizzato questo prodotto riuscendo a sfiorare la DOP, comunque sono riusciti ad ottenere la denominazione di Presidio Slow Food per l’oliva caiazzana e quindi è cambiato anche il modo di valorizzare a livello chimico e fisico l’olio, passando da una produzione e lavorazione grossolana a qualcosa di più fine e più salutare per chi lo consuma.

«Seppure orgoglioso di aver ottenuto le due foglie d’oro dal Gambero Rosso, registro carenza di cultura da parte di organismi istituzionali in modo particolare della Camera di Commercio che detiene tutti i dati per fare cultura sull’olio e sulla produzione che esiste in questa Provincia – lamenta Petrazzuoli, e precisa che – basterebbe molto poco a preparare persone specializzate nell’assaggio dell’olio al contrario di quanto accade nel mondo del vino. Tuttavia, ringrazio le attività commerciali, come le pizzerie, che stanno valorizzando quest’olio apprezzandolo molto più che nel campo della ristorazione, dove i consumi sono maggiori».

Per il Dottore, un altro campo da sviluppare e che invece è quasi completamente assente sull’olio, riguarda l’aspetto nutritivo e salutistico dello stesso, rifacendosi anche a una sua ricerca genetica discussa in una conferenza di pediatri nella quale ha riportato i dati ottenuti, facendo confluire l’esperienza medica e di produttore di olio.

Con l’intento di migliorare la qualità del proprio prodotto, ha partecipato a concorsi, si è confrontato con altri produttori per capire dove si può migliorare. Così facendo è entrato nel mondo Slow Food ed ha deciso di mettersi in gioco. Con l’aiuto del suo agronomo, ha inviato campioni d’olio e documenti ad hoc per il riconoscimento dal Gambero Rosso. Dopo il primo accesso che segnalava la necessità di miglioramento in alcuni aspetti, il secondo anno hanno ottenuto due foglie da quella Istituzione e sono stati inseriti nella guida 2017 degli oli extravergini di oliva d’Italia.

Sogno nel cassetto? «Obiettivo principale è quello di portare l’azienda ad un livello quantitativo abbastanza buono rispettando sempre la qualità, considerando che allo stato attuale si producono circa 5000 litri di olio. Inoltre, mantenere sempre lo spirito di fare le cose con qualità e bene, anche perchè questo prodotto lo mangio io e tante altre persone. Questa è la vera cultura, questa è la vera qualità».

di Antonino Calopresti

Tratto da Informare n° 174 Ottobre 2017