CORRADO GABRIELE CONDANNATO A TRE ANNI E DIECI MESI IN SECONDO GRADO PER VIOLENZA SESSUALE SU MINORI

Era l’aprile del 2011 quando i giudici del collegio C della Terza Sezione Penale di Napoli condannarono Corrado Gabriele a quattro anni e tre mesi di reclusione per violenza sessuale (senza violenza fisica) nei confronti delle due figlie di primo letto dell’ex compagna. I fatti erano accaduti tra il 1999 e il 2005, quando una delle due ragazze era ancora minorenne. Gabriele, che è stato assessore al Lavoro della Regione Campania dal 2005 al 2010 nella giunta di Antonio Bassolino, all’epoca della condanna era consigliere regionale del Pd. Condannato al pagamento di una provvisionale di 10.000 euro a ciascuna delle vittime, il consigliere piddino si è sempre dichiarato vittima di un equivoco.

Oggi i giudici della Corte d’Appello di Napoli hanno ritenuto attendibili i racconti delle parti offese che si sono costituite in giudizio, condannando Corrado Gabriele a 3 anni e 10 mesi di reclusione, contro i quattro anni e tre mesi del 2011. Un episodio accaduto nel 1999 risulta infatti prescritto, determinando una riduzione della pena. La difesa, curata dall’avv. Marcello D’Auria, ha dichiarato che intende impugnare la sentenza dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione.
All’epoca dei fatti le due ragazze non confidarono le molestie sessuali alla madre, perché temevano di ferirla dopo il naufragio del matrimonio col padre e la nascita del figlio avuto con il patrigno. Dunque solo qualche compagna di scuola e un fidanzato furono informati degli episodi in bagno e nella camera da letto, in una casa sottratta di chiavi alle porte. Sette lunghi anni di molestie sessuali, sino a che nel 2009 le due sorelle decisero di sporgere denuncia.

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Nonostante l’accusa di violenza sessuale, Corrado Gabriele ancora recentemente è apparso tra gli aspiranti candidati a pubbliche funzioni politiche. Dirigente del Psi, il suo nome è apparso nelle liste di Vincenzo De Luca alle recenti Regionali in Campania. Dura è stata la reazione di Mara Carfagna, che in quell’occasione si è rivolta a Renzi e a De Luca perché prendessero le distanze da Gabriele. “La mia storia personale, le mie battaglie mi impongono un intervento. Non posso tacere. Devo però fare una premessa: sono garantista e non cambio idea. Nelle liste di Vincenzo De Luca – queste le parole della deputata di Forza Italia – c’è un condannato in primo grado per violenza sessuale su minori.

Gabriele non è illibato nei suoi rapporti con la giustizia.
E’ stato indagato per abuso di ufficio insieme all’ex amministratore unico dell’Astir spa, società a capitale pubblico della Regione Campania operativa nelle bonifiche ambientali, e ai beneficiari di contratti a tempo determinato biennale che violarono il patto di stabilità della Regione solo due giorni prima delle elezioni del 2010. Trentotto assunti senza colloquio, senza aver presentato una domanda, persino ‘a loro insaputa’.
Ma non solo, pochi giorni fa è stato inserito tra i sette rinviati a giudizio della prima parte dell’inchiesta sulle presunte irregolarità concernenti i rimborsi erogati ai consiglieri regionali in Campania.
Adesso se la Suprema Corte di Cassazione confermerà la condanna, Gabriele dovrà scontare la sua pena in carcere e, in caso di colpevolezza conclamata al terzo grado di giudizio, sarebbe pure ora.

Barbara Giardiello