COPERTINA – Se Napoli avesse una faccia avrebbe quella di Alessandro Siani

Alessandro Siani: «Noi napoletani non siamo santi ma dobbiamo fare miracoli tutti i giorni»

Uomo del Sud, con gli occhi del mare e i riccioli di Maradona. Icona di Napoli, volto consacrato dalla sua città, di cui racconta porto e collina, luci ed ombre, bellezze e luoghi comuni. Lo fa con l’irriverenza e la comicità di chi è cresciuto nel cabaret napoletano ed è arrivato a recitare e a riempire i teatri d’Italia. Siani, anche in questo, riesce a rappresentare un intero popolo: l’autoironia. Essere così innamorati della propria terra, al punto di notarne i difetti e riderci su, è il segno di un attaccamento profondo, che non si rinchiude in una difesa disperata e, a tratti, ridicola.

 

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Poi la TV, il grande schermo, i ciak dietro una telecamera, i libri. La poliedricità di Alessandro Siani ha sempre però lo stesso volto allegro con cui diventa narratore di quotidianità di una Napoli teatro a cielo aperto. Vive perseguitato dall’ombra di Massimo Troisi ma preferisce tenersi lontano dalle responsabilità che comporta l’eredità di una leggenda della comicità partenopea e italiana. Eppure oggi sembra essere la voce e l’immagine più accreditata per chi associa Napoli moderna alla risata.

Alessandro Siani al San Gennaro Day - Photo credit Gabriele Arenare
Alessandro Siani al San Gennaro Day – Photo credit Gabriele Arenare

La comicità è una dote. La puoi costruire, studiare, interpretare. Rimane però una dote la capacità di improvvisare o quantomeno indurre in uno specifico pubblico ciò che esiste di più spontaneo e impegnativo: ridere. Siani conosce chi lo ascolta, si interfaccia spesso con un suo pubblico ideale ma diventa contagioso anche quando è lontano da casa.

L’umorismo esige tempi e linguaggio, verbale e del corpo, e a Siani non mancano. Chiosa i suoi monologhi con strofe di romanticismo, versi d’amore che contengono un messaggio. Ha la battuta sempre pronta e anche la frase che lascia riflettere. Alessandro Siani è a tratti un poeta contemporaneo, altre volte il comico di sempre, quello venuto alla ribalta con “Fiesta”, “Tienimi Presente” e “Più di prima”. Il lavoro, limpegno e il sacrificio fanno di questo personaggio un vero esempio nella comicità odierna, fatta di battutacce, di personaggi costruiti e ripetitivi. Non dimentica mai quel “Tatore” che lo ha accompagnato per tutta la gavetta, caricatura di se stesso e di una giovane Napoli discotecara e superficiale. Trova sempre posto nei suoi spettacoli e nelle sue battute, come se ogni applauso fosse un “grazie” a questo storico personaggio che lo ha accompagnato prima nei laboratori della citta poi nelle tv private. Al cinema esordisce con “Ti lascio perché ti amo troppo” e in 10 anni registra grandi successi come “Benvenuti al Sud” e “Il Principe Abusivo”, sbancando il botteghino e diventando l’ottavo film di sempre col maggiore incasso in Italia, pari a circa 30 milioni di euro. Anche nel cinema, però, la strada è lunga e, dopo piccoli flop iniziali con i suoi primi lavori, decide di presentarsi al pubblico nazionale con i cinepanettoni dei fratelli Vanzina, ereditando il posto napoletano che prima fu di Nino D’Angelo e poi di Biagio Izzo. Sembra che Alessandro Siani abbia appreso dovunque sia sbarcato, dal proprio background popolare, quindi dalla tradizione della comicità napoletana, fino all’affrancamento di grandi personaggi come Claudio Bisio e Cristian De Sica, con i quali, ancora oggi, intrattiene forti sodalizi artistici. Un comico, un artista completo che ha lavorato sempre con grandi registi, Francesco Ranieri Martinotti, Neri Parenti, Luca Miniero e Alessandro Genovesi, fino ad affermarsi con 3 opere in regia. Si cimenta anche nella produzione e nel doppiaggio di alcune pellicole, ma sembra che sia maggiormente a suo agio su un palco, tra la sua gente, nella sua Napoli. Così com’è accaduto in occasione del San Gennaro Day 2017, sul sagrato del Duomo di Napoli, premiato per essere un’eccellenza artistica della città, dove Alessandro Siani ci ha rilasciato qualche battuta in esclusiva.

 

 

Alessandro, dopo quello di San Gennaro, qual è il vero miracolo di questa città e dei napoletani?
«La verità è che noi napoletani non siamo santi ma dobbiamo fare miracoli tutti i giorni. Ogni mattina dobbiamo svegliarci sempre con la speranza di risolvere tanti piccoli problemi».

Regista, attore e produttore: cosa dobbiamo aspettarci dal prossimo film?
«No, che so sti cos? Una cosa è certa: il prossimo film, che sto scrivendo in questo periodo, adda fa’ ridere!».

Simpatico, irriverente, giovane figlio di questo Meridione: e forse è vero, come dice Maurizio de Giovanni, che «se Napoli avesse una faccia avrebbe quella di Alessandro Siani».

di Fabio Corsaro
Foto interne a cura di Gabriele Arenare
Foto Copertina di Angelo Orefice

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!