Controllo del territorio e propaganda globale: alla Summer School il Califfato del terrore ai raggi x

Debutto al Teatro della Legalità di Casal di Principe, nel casertano, per la Summer School Ucsi-Agrorinasce, quest’anno dedicata al “Giornalismo investigativo al tempo del califfo”. L’esordio venerdì 9 settembre, della seconda edizione, che si è conclusa domenica 11, è stato caratterizzato da due “lectio magistralis”: una tenuta da Paolo Messa, direttore del Centro Studi Americani e Consigliere di Amministrazione della Rai; l’altra da Stefano Dambruoso, magistrato in aspettativa, deputato e Questore della Camera. Messa si è intrattenuto a lungo sul rapporto tra “I mass media e il terrorismo islamico”, tracciando un profilo dettagliato dell’Isis, l’autoproclamato Stato Islamico. «Si tratta – ha spiegato Messa – di un gruppo jihadista salafita, che, nel giugno 2014, ha unilateralmente proclamato la nascita di un califfato nei territori caduti sotto il suo controllo, in una fascia di territorio compresa tra la Siria nord-orientale e l’Iraq occidentale». Per Messa questo ha rappresentato un cambio di paradigma nella strategia del terrore. «L’aspetto, però, più innovativo e inquietante – ha aggiunto Messa – è proprio l’uso dei mezzi di comunicazione; un uso che farebbe invidia a qualunque Paese occidentale: l’organizzazione, benché si ispiri a un’interpretazione del Corano che è di stampo medievale, si è dotata di una propria agenzia di stampa, con diversi centri di produzione e di diffusione di video, è presente sulle piattaforme sociali e dispone di un ufficio propaganda che è stato in grado di veicolare messaggi anche attraverso le Play Station». Stimolato da Ottavio Lucarelli, Messa ha, poi, risposto alle domande degli studenti. A seguire, è stata la volta di Stefano Dambruoso, magistrato in aspettativa, deputato e Questore della Camera; Dambruoso, moderato da Claudio Silvestri, ha parlato delle prime indagini antiterrorismo, dell’11 settembre e dell’evoluzione della legislazione italiana». «Una delle differenze tra Al Qaeda e Isis è che la prima aveva un’organizzazione gerarchica. Questo significava che se si individuava una cellula, con un po’ di fortuna, si poteva arrivare al vertice. Oggi non è più così: esiste una parcellizzazione del terrorismo, con la quale bisogna fare i conti. Per fortuna, esiste una legislazione, anche in Italia all’avanguardia, che in Parlamento stiamo addirittura cercando di migliorare. Quando ho cominciato a occuparmi di questo tema – ha rivelato –, non vi erano fondi per le indagini, scarseggiavano i consulenti e gli interpreti, mancavano persino il reato di terrorismo internazionale e le procure antiterrorismo». Sul finale, Dambruoso, rispondendo a una domanda dalla platea, ha espresso la sua opinione su come fare prevenzione. «Il dialogo interreligioso, più formazione negli inquirenti, più informazione e una normativa attenta ai cambiamenti repentini del fenomeno terrorismo ci possono aiutare». Coì ha risposto.  Il pomeriggio di studi è iniziato con il saluto di benvenuto da parte del comitato organizzatore, composto da Giovanni Allucci, amministratore delegato Agrorinasce, Luigi Ferraiuolo, direttore della Summer School, Ottavio Lucarelli, presidente Ordine dei Giornalisti della Campania, Claudio Silvestri, Segretario FNSI Campania, Pino Blasi, presidente Ucsi Campania. A questi si sono aggiunti saluti istituzionali di Renato Natale, sindaco di Casal di Principe, Immacolata Fedele, viceprefetto e presidente di Agrorinasce, e Antimo Cesaro, sottosegretario di Stato al Mibact.