COISP (Sindacato di Polizia): “Cautela nello sbattere i mostri in prima pagina”

Nei giorni scorsi su ordine del GIP del Tribunale di Nola, tredici Poliziotti della Sezione Polizia Stradale di Napoli, indagati per reati di una certa gravità, sono stati sottoposti a misure cautelari personali e sospesi dal servizio.

Sull’episodio è intervenuto Giuseppe Raimondi, Segretario Generale Regionale del Sindacato Indipendente di Polizia COISP, il quale ha dichiarato: “ E’ stata una notizia che ci ha colpiti come un fulmine a ciel sereno. Tredici poliziotti indagati per reati molto gravi e per tale motivo sottoposti a misure cautelari personali con la conseguenza di essere sospesi dal servizio con tutte le ripercussioni che ciò comporta sulla vita familiare. In primis intendo ribadire per l’ennesima volta che riponiamo nella Magistratura la massima stima e fiducia per il lavoro svolto. Esprimiamo però anche la massima solidarietà ai colleghi per questi momenti difficili che stanno attraversando insieme ai loro cari.“

“Non dobbiamo dimenticare – prosegue Raimondi – che in Italia vige il principio della presunzione di innocenza, con tre gradi di giudizio ove prima che la sentenza passi in giudicato, nessuno è colpevole dei reati contestati. Se la Cassazione dovesse dichiarare colpevoli i tredici colleghi indagati, saremo i primi a chiedere per loro pene esemplari, in quanto un episodio non può e non deve mettere in secondo piano i continui sacrifici (che spesso portano anche alla morte) delle donne e degli uomini della Polizia di Stato e del Comparto Sicurezza in generale che quotidianamente lavorano con alto senso di responsabilità per bene collettivo . Tuttavia, sento il dovere morale di fare una considerazione: sulle pagine dei quotidiani locali e nazionali sono pubblicate le generalità complete dei poliziotti indagati e lascio a tutti voi immaginare le conseguenze sulla vita familiare, sui figli, sulle mogli che vedono sbattuto alla mercé di tutti, i propri cari, quasi additati come mostri. Orbene, spesso assistiamo a queste cose, poliziotti o carabinieri condannati dalla giustizia sommaria popolare, per poi essere assolti al termine dei giudizi senza però che il loro nome venga rinfrancato. “

“Chiedo perciò – termina il leader regionale campano – agli organi di stampa che, in caso di assoluzione degli indagati, i loro nomi vengano riproposti in prima pagina ma riabilitati.”