CI SI UNISCE CIVILMENTE, SENZA PREGHIERA, SENZA GUERRIGLIA

#BENVENUTACIVILTA’

pic by Robert Gonsalves

Ma poi di queste unioni civili – sentivo – cosa importa, per noi etero è tutto così “naturale”. Lo capisco, anche il virgolettato. La natura è importante, immaginiamoci un mondo dove ti svegli e non trovi più sensata la conformazione di un albero o la stupidità umana, da impazzirci. Io, invece, più mi siedo sul mondo più lo trovo innaturale, a tratti poco sensato. Trovo poco sensato aspettare quasi mezzo secolo per veder sorridere la mia ex vicina di casa che da adolescente nascondeva un bacio a Mary sull’arco della porta, così poco sensato da creare il disgusto di riflesso di un ragazzino come me che di certo non aveva scoperto la sessualità. Trovo abbastanza poco ragionato, invece, il disprezzo verso chi ha remato contro le conquiste delle unioni civili; il diverso fa sempre paura, in qualsiasi stato, forma, paese, religione, appunto, investigazione, scoperta. Vanno solo messi dei bei guanti in lattice e infilate le mani nella melma che ricopre tutto lo splendore di un torso di libertà che ancora ci resta da condividere: lo stare insieme a chi si ama.

In un paese così cosa conta chi non sa decidere se vuole partecipare o no, se vuole decidere o no le sorti della sua gente? Meno della percentuale di persone che è pacificamente sacrificata all’appiattimento del proprio paese sui temi che dovrebbero farli scendere a battere pugni in petto definendo il confine della dignità che non va maltrattata.

Non ci è mai stato chiesto di pregare per una cosa che ci spetta, non ci è mai stato chiesto di fare guerra per questo ma ci è stato chiesto di schierarci dalla parte giusta, quella della libertà di scegliere.

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno. Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli. Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II. Entra nell'associazione "Officina Volturno" nell'agosto 2013. Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, "Leggi che ti passa". "Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall'interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita"