CHUCCI: I LIVIDI CHE NON VI HANNO MOSTRATO

Ho lanciato contro il divano del soggiorno la mia tazza e anche tre-quattro occhiate per rendermi conto del danno prima di capire che la mia reazione ha ceduto all’incoerenza della lontananza. Altro paese, altre realtà, altro mondo, qui a Napoli viviamo la Camorra, l’inadempienza di alcuni corpi statali dinanzi a questo gigante provoca rabbia ma non è distruttiva, è frustrata, quasi maniacalmente soggiogata dall’abitudine. Qui lo stato ha fallito, molto tempo fa.

Con Cucchi lo stato ha fallito, ancora. Perchè dietro questi gip, questi processi lunghi, c’è tutta la premeditazione di un corpo preparato e disposto a tutto pur di non infangare il nome di un istituzione. Lo spavento del “non siamo al sicuro” cede il posto al famoso “chi giudica chi ci giudica?” (come dice tra l’altro la nota colonna sonora della serie Gomorra).

Per epilessia sarebbe morto Stefano Cucchi, la Diaz è stato solo uno scherzo e le bombe lasciate da quel carabiniere nella scuola erano solo dei fuochi d’artificio per tenere alto l’umore dei partecipanti al massacro, lo stato non ha alcun contatto con la mafia e l’agenda rossa di Borsellino la possiamo ritrovare nei cassetti di Palazzo Chigi con una matita colorata per riscrivere insieme la storia di anni di bugie.

“allo stato attuale non è possibile formulare alcuna causa di morte, stante la riscontrata carenza documentale. Tutte le cause prospettate in atti non trovano, a nostro avviso, pieno soddisfacimento per poter giustificare la morte del sig. Stefano Cucchi”. Non era abbastanza averlo picchiato selvaggiamente. I perditi guidati dal dottor Introna

hanno anche affermato che le cause possibili della morte del sign. Stefano Cucchi (bisognava accorgersi che prima di chiamarlo signore si doveva dare l’opportunità di vivere da essere umano) sarebbero essenzialmente due: una riconducibile all’epilessia e l’altra alla frattura alla vertebra sacrale. 

Nel caso dell’epilessia i medici hanno tirato in ballo, nuovamente, la storia della tossicodipendenza:

“è rappresentata da una morte improvvisa ed inaspettata per epilessia per la quale la tossicodipendenza di vecchia data può aver svolto un ruolo causale favorente per le interferenze con gli stessi farmaci antiepilettici, alterandone l’efficacia e abbassando la soglia epilettogena”

Nel frattempo il generale del Coisp e del Sappe richiedono le scuse da parte dei familiari e di tutti coloro che hanno solo ipotizzato questo reato, perchè il rispetto è importante, il valore e la legge quasi quanto una vita umana, se ha pagarne sono gli altri.

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno. Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli. Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II. Entra nell'associazione "Officina Volturno" nell'agosto 2013. Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, "Leggi che ti passa". "Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall'interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita"