Una cucina come laboratorio di creatività e ricerca

Chef Nino Cannavale

Questa la filosofia dello Chef Nino Cannavale che nasce ad Aversa nel 1963. La passione e l’amore per la cucina gli si presenta come dono di natura all’età di 5 anni. Terminata la scuola dell’obbligo, frequenta con successo l’Istituto Alberghiero della sua città natale, per intraprendere le nozioni basilari della sua professione che poi diventerà la sua arte, quella di cucinare. Di seguito si specializza nella cucina di tradizione mediterranea rivisitata in chiave moderna, nella cucina a base di pesci e crostacei nonché nella lavorazione di pasticceria e panificazione.

Per un quarto di secolo ha girato il mondo, cimentandosi in diversi ruoli legati al mondo culinario, iniziando nel 1985 col progetto culinario “Nino Cannavale” portato avanti sino al 1992, anno in cui diventa Capo Chef dell’Hotel “Serena” di Ogliastro Marina; nel 1993 si trasferisce al Ristorante “La Maison de Jean” di Pila in Val d’Aosta dove arricchisce il suo bagaglio culinario con la traduzione della cucina valdostana.

Lasciata l’esperienza di Pila, nel 1995 decide di tornare nella terra di origine per cominciare una nuova esperienza nella direzione del ristorante “Charly e Angel”, rendendolo in pochi anni un punto di riferimento per tutta la provincia e non solo.

Nell’arte della sua cucina, nell’ispirazione della preparazione dei suoi piatti ha sempre guardato ai prodotti di Terra di Lavoro.

Otto anni fa fonda l’Associazione Cuochi Normanni di cui ne è anche Presidente. Da circa tre anni e mezzo ha deciso di stabilizzarsi ad Aversa per regalare un sogno ai suoi figli e ai tanti giovani del posto desiderosi di abbracciare l’arte della cucina, giovani che oggi sono delusi da tutto; con questa grande opportunità gli si dà speranza di poter fare qualcosa e soprattutto di farla per il prossimo al fine di poter garantire un futuro al nostro territorio. A Carditello ha realizzato un Laboratorio, guidando un team di Chef che fanno ricerca gastronomica attraverso la valorizzazione dei prodotti tipici di Terra di Lavoro, cercando di tenere fede a quello che era il vero laboratorio della Reggia perché il Real Sito era il cuore pulsante dell’enogastronomia locale, dove si sperimentavano le diverse produzioni, dove si producevano vino, formaggi e venivano coltivate diversi tipi di piantagioni. I Borbone avevano correttamente individuato la vera vocazione della Campania Felix, quella agricola.

Tra le sue creazioni dolciarie di successo ricordiamo “La dolce Bufala Aversana” e tra le sue degustazione di successo non può venir meno dimenticata “a purpetta con la pummarola e vic” (una polpetta composta da maiale nero casertano, manzo caiatino, uva passa, pinoli e pane, condita con degli eccezionali pomodorini di Villa Literno, conserva artigianale prodotta in aridocoltura dalla ditta Barricella Conserve).

Da qualche tempo impegnato nel sociale con continue partecipazioni a serate organizzate da Nuova Cucina Organizzata, Cantine Vitematta e Fuori di zucca, tutte associazioni operanti nell’agroaversano a cui sono stati dati in assegnazioni beni confiscati al crimine organizzato.

di Antonino Calopresti