Castel Volturno, la nostra “città”, ancora al tg!

Federica ci fornisce degli spunti di riflessione molto importanti. Noi vogliamo aggiungere alle sue le nostre considerazioni, perché la stessa tocca argomenti molto delicati e che meritano un ulteriore approfondimento.  I problemi di Castel Volturno sono tanti, e riguardano la vita quotidiana, le concrete esigenze dei cittadini, come i servizi, i trasporti, l’approvvigionamento dell’acqua, l’utilizzazione degli spazi comuni. Voler sempre, e con strumentalizzazione, identificare i problemi di Castel Volturno soltanto con l’immigrazione e le difficoltà di integrazione, riteniamo sia sbagliato. La triste e drammatica vicenda della bambina deve essere considerata per quello che è, ovvero il gesto criminale di un folle e la morte di un’anima innocente, senza voler ricercare altro. E’ assolutamente inopportuno accostare passate e note vicende a questo episodio. Bisogna darsi da fare per rendere la nostra cittadina più vivibile, per risolvere i tanti problemi del territorio,  deponendo le armi e smettendo di fare sempre la caccia alle streghe.  La redazione

Castel Volturno, quella che si ostinano a chiamare città, è stata di nuovo argomento dei Mass Media. Se ne è parlato a livello nazionale e purtroppo anche questa volta per un episodio di cronaca nera: la morte di una povera bambina per mano di un extracomunitario con problemi psichici. Ancora una volta ci tocca ascoltare le solite parole: “Castel Volturno è una polveriera; la situazione è esplosiva; si teme una rivolta della comunità africana per le condizioni di disagio in cui sono costretti a vivere e si teme anche la rabbia dei residenti italiani perché non ce la fanno più!”

Ma questa costrizione e mal di vivere per ambedue le comunità da chi viene imposta?

All’indomani di gravi episodi verificatesi sul territorio sembrava d’esser in un paese in guerra. Tanti erano i controlli fatti dalle forze dell’ordine, peccato che però man mano che passavano i giorni, gli stessi sono andati scemando, riportando la nostra cittadina in uno stato di rassegnazione, con un’unica certezza: “Le cose non cambieranno mai!”

Si dice che quando si raggiunge il fondo, l’unica soluzione è riemergere, ma quanto è profondo questo fondo? Forse gli extracomunitari attecchiscono bene nella nostra terra perché, sotto certi aspetti, è molto simile a quella che hanno lasciato. A noi cittadini per migliorare la nostra qualità di vita, e affinché Castel Volturno si meriti l’appellativo di città, basterebbero cose molto più semplici come: avere il gas di città in tutte le case, invece usiamo ancora le bombole come 30 anni fa, avere sempre e comunque l’acqua potabile nelle case senza far ricorso a pozzi, serbatoi, autoclavi con un enorme aggiuntivo di consumo di corrente elettrica e relativi aumenti in bolletta. Avere più mezzi pubblici per gli spostamenti verso i paesi limitrofi, per le persone che si recano a scuola, o al lavoro, invece c’è solo il famoso M1, se passa, se rispetta le fermate e sperando non si rompa per strada facendo scendere tutti. Avere più spiagge libere, soprattutto tra un lido e l’altro, poiché non è giusto che chi abita di fronte al mare, subendo i vari disagi invernali come allagamenti, dune di sabbia che ricoprono la litoranea e le loro casa, sia poi costretto a fare tanta strada per raggiungere un tratto di spiaggia libera, ma soprattutto, se vogliamo paragonarci ad altre città rivierasche, bisogna dire “ Basta al mare in gabbia”. Nessun altro luogo di villeggiatura ha recinzioni chilometriche e cancelli,  chiusi anche d’inverno, vietando ai residenti di godere di una semplice passeggiata sulla battigia, il mare e le spiagge non hanno padroni, sono un bene comune, o forse non è così?!?

Concludo dicendo che i nostri motivi di scontento, come ho elencato, sono ben altri e per questo motivo basta parlare delle tensione tra bianchi e neri! E’ vero, c’è poca comunicazione tra noi, ma siamo altamente tolleranti e rispettosi verso di loro, e tutti hanno espresso dolore e solidarietà per il lutto che ha colpito la comunità africana, ed io mi associo di vero cuore.

Federica Sacco


About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda il "Centro studi officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani...ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.