Castel Volturno, il decreto per il Sud tra speranze e interrogativi

Sala consiliare del comune di Castel Volturno (CE)

D’improvviso, i riflettori dello Stato sono puntati su Castel Volturno. Dopo decenni d’indifferenza e amare menzogne che la cittadinanza ha ingoiato in silenzio, il Governo centrale ha deciso di varare un decreto-legge, volto all’adozione di politiche e misure straordinarie per 3 comuni del Sud Italia: Castel Volturno in Campania, Manfredonia in Puglia e San Ferdinando in Calabria, riconosciute come “situazioni di particolare degrado”, per le quali possono essere istituiti uno o più commissari straordinari di Governo.

IL DECRETO 

Disposto lo scorso 20 giugno, l’art. 16 del decreto-legge n°91/2017 “Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno” prevede misure per affrontare situazioni di marginalità sociale che coinvolgono, tra le altre, la cittadinanza castellana. Dal decreto si evince che i compiti del commissario riguarderanno “l’elaborazione di un piano di interventi per il risanamento delle aree interessate, anche al fine di favorire la graduale integrazione dei cittadini stranieri regolarmente presenti nei territori”. In base all’attuazione dei commi citati nel decreto, per il risanamento delle aree interessate non sono previsti particolari fondi ministeriali, bensì la possibilità di attingere alle risorse economiche delle amministrazioni comunali (Castel Volturno è un Comune in dissesto finanziario, dal quale è impossibile trarre fondi, ndr), oppure con il contributo di fondi regionali e/o europei, in collaborazione con le organizzazioni del terzo settore. Per l’integrazione degli immigrati, il Governo autorizza la spesa di 150 milioni di euro, probabilmente da dividere in maniera proporzionata tra i 3 Comuni, per il 2018 e per il 2019. Ed è proprio questa forbice economica che ha fatto sorgere i tanti interrogativi, molti ancora senza risposta. Come cambierà Castel Volturno? O semplicemente, cambierà? Intanto, entro il 19 agosto il decreto dovrà essere convertito in legge, affinché non perda la sua efficacia.

IL PD

Il Sindaco di Castel Volturno Dimitri Russo si è subito detto «commosso nel constatare che la “filiera istituzionale” del PD ha finalmente portato un grande risultato». Siamo, secondo Russo, passati da una “fase di consapevolezza” ad una “fase di intervento”: «sappiamo i problemi e le necessità di questo territorio. È per noi un grande traguardo, anche se non sapremo precisamente quali potranno essere gli sviluppi di questo decreto». Sulla questione immigrazione, il sindaco ci risponde: «Il commissario avrà l’obbligo di stabilire un piano di risanamento che non è finalizzato solamente agli immigrati regolari: si potrà pensare, per esempio, ad un censimento degli immigrati che ci permetta di contare fisicamente gli irregolari, dando loro diritti e doveri».

Nella conferenza stampa convocata dal Comune di Castel Volturno, è intervenuto anche il Sen. Franco Mirabelli, il quale ha affermato che «finalmente Stato e Regione riconoscono di dover lavorare su Castel Volturno per renderla un fattore di sviluppo. Castel Volturno è un patrimonio e un’occasione per questo Paese e il governo ha deciso di investirci. Il decreto mette a disposizione degli strumenti e da qui si parte. Intervenire sull’immigrazione significa agire sulla struttura e la qualità del territorio, sull’abusivismo, sulle aree franche. Questo lavoro sarà verificato periodicamente con i cittadini per capire quali sono le questioni più urgenti. Ci sarà, inoltre, un intervento di €400.000 per il ristoro del bilancio comunale». 

L’OPPOSIZIONE

Luigi Umberto Petrella rappresenta la minoranza nel Consiglio comunale di Castel Volturno: «Il sindaco e il suo partito non hanno esposto il decreto in maniera esaustiva. L’amministrazione poteva aspettare per dare notizie certe e concrete alla cittadinanza. I fondi stanziati servono per l’accoglienza dei migranti e non per altro. Per questo territorio sarebbe necessaria una legge speciale per favorire delle soluzioni globali oltre l’immigrazione. Non vorrei che Castel Volturno fosse utilizzata come tramite per poter far circolare dei fondi di cui non ne beneficiano i cittadini bensì esclusivamente quelle cooperative che assistono gli immigrati, necessari di assistenza».

L’OPINIONE

La senatrice Rosaria Capacchione, presente alla conferenza stampa utile ad illustrare i contenuti del decreto, si dice soddisfatta di questa misura governativa: «è un passo importante perché si è compreso che questo comune ha una sua specificità e non è assimilabile a un altro comune d’Italia. Il decreto – afferma la Senatrice – introduce un principio che per la prima volta va oltre l’ordine pubblico. Riconoscere che il comune ha una sua specificità significa iniziare anche un nuovo percorso culturale».

IL PARERE

Antonio Casale, direttore del Centro Fernandes, il più importante centro di accoglienza del territorio castellano, afferma: «Dobbiamo prepararci per avere un piano su cui basare scelte concrete. 
Da adesso vanno preparati meccanismi di partecipazione democratica per l’elaborazione di questo. Mettiamo in essere gli strumenti che consentano di sentire la voce dei cittadini e delle associazioni. Fare questo non è facile ma bisogna rendere il piano qualcosa di veramente partecipato».

di Fabio Corsaro

Tratto da Informare n° 171 Luglio 2017

About Fabio Corsaro

Ho 22 anni e da quasi 3 primavere sono giornalista pubblicista. Dirigo la splendida redazione di Informare, di cui faccio parte dai miei teneri 16 anni. Sono laureato presso l’Università di Salerno in Scienze della Comunicazione e, in virtù della specialistica, mi appresto a fare esperienze internazionali (non ricordatelo a mia mamma). Per il resto avanti con un detto che non muore mai... Per aspera ad astra!