Casertana verso il baratro. Cessione quote a titolo gratuito.

Quale futuro aspetta i falchetti della casertana dopo che la Società ieri sera ha annunciato che cederà le proprie quote a titolo gratuito?

Nel pomeriggio di ieri, dopo l’ incontro tra il Presidente Corvino e l’azionista  di maggioranza Lombardi, è stata diramata questa nota:

“L’Assemblea dei soci della Casertana F.C., riunitasi nel tardo pomeriggio odierno, ha manifestato la volontà di cedere l’intero pacchetto di quote a titolo gratuito. Nell’incontro si è preso atto della fine di un ciclo di quattro anni, caratterizzato da grandi successi e  innumerevoli soddisfazioni sportive. Un lungo percorso che ha visto la Casertana risalire la china dopo lustri di dilettantismo, centrando vittorie che resteranno per sempre nella storia rossoblu ed arrivando a disputare per la prima volta i play-off per l’accesso alla serie B. Un patrimonio dal valore inestimabile, frutto del grande lavoro svolto dai soci tutti e da chi ha dato il proprio contributo alla causa rossoblu.

Un bilancio assolutamente positivo che, però, in particolar modo nell’ultima stagione, non ha trovato il giusto riscontro: i numeri tutt’altro che esaltanti registrati allo stadio ‘Pinto’ lasciano senza dubbio l’amaro in bocca. Così come non possiamo che essere dispiaciuti per i toni accesi usati in più occasioni nei confronti di questa società.

Un grazie va a chi ci è stato sempre vicino ed ha fatto in modo che il nostro progetto potesse crescere di anno in anno. Grazie alle Istituzioni cittadine, alla Prefettura, alla Questura, sempre disponibili al confronto.

La Casertana F.C, dunque, ribadisce la volontà di passare la mano, augurandosi che un’eventuale operazione riesca a concretizzarsi nei tempi tecnici richiesti dalle scadenze che la società sarà chiamata a rispettare. Qualora questo non dovesse essere possibile, i soci tutti valuteranno la situazione e il da farsi.”

Chissà cosa penserebbe oggi Mimì Bluette di questa decisione. Probabilmente nessuno a Caserta ricorda più quel cameriere del Circolo Nazionale di piazza Margherita che, dopo aver organizzato una sottoscrizione popolare in favore del calcio in città, fondò la “Robur Caserta”. Correva l’anno 1908. Il “Pinto” non esisteva ancora e il campo di calcio era quello della Reggia vanvitelliana.

Da quella data ad oggi la Casertana calcio ha dovuto affrontare vari scogli. E’ sopravvissuta a due guerre mondiali ed ha attraversato molti “periodi bui” come quando negli anni ’20 la formazione rossoblù fu espulsa dal torneo perché al termine di una gara i tifosi assalirono l’arbitro, “reo” di aver concesso tre calci di rigore alla squadra ospite.

Nel 1937, la costruzione di una struttura adeguata “il Pinto”, riaccese gli animi dei suoi tifosi.

Oggi la Casertana manca di strutture adeguate, basti pensare alla mancanza di centri sportivi di allenamento per il settore giovanile al punto che i giovani falchetti sono costretti a girare l’intera provincia per allenarsi.

Ed anche il Pinto versa in condizioni disastrose. Nello stadio non vi sono i bagni, le poltroncine si presentano sporche e la cosa più grave è l’inagibilità delle due curve, la nord e la sud, perché questo determina la mancanza di un settore popolare, con prezzi più accessibili. Di conseguenza, lo stadio non si riempie.

Inoltre, dopo 25 anni tra Serie d ed Eccellenza, la società non ha saputo fare il salto di qualità e molti tifosi si sono “disinnamorati” della squadra.

I tifosi della casertana, quelli più tenaci, i sopravvissuti all’emorragia che ha portato molti di loro a spostare il proprio sostegno verso la squadra del Napoli, sperano ancora, forse invano, in un appoggio da parte delle istituzioni.

La casertana tra pochi giorni rischia di scomparire se nessuno sarà in grado di mantenere la squadra in Lega pro e la città di Caserta rischia di perdere sempre più la propria identità anche a livello calcistico, come già sta succedendo in altri settori.

Caserta non può e non deve diventare la periferia di Napoli.

Mina Iazzetta

info: minaiazzetta@libero.it