Caserta, l’opera di Luigi Toro alla Reggia di Caserta

"La morte di Pilade Bronzetti a Castel Morrone" di Luigi Toro alla Reggia di Caserta

«Il corpo del maggiore mantovano Pilade Bronzetti campeggia, occupa il terreno, non come un vinto, ma come un vincitore… Tutte le figure impallidiscono davanti a lui. Soltanto la grandezza della campagna è uguale alla grandezza dell’eroe. Guardando, si vede lo spazio, l’aria libera, quasi la fragranza terrestre …una nobiltà severa di linee che si succedono gridanti sino all’orizzonte chiarissimo. Le colline sono immerse in leggeri vapori e lontanano con un gusto di prospettiva veramente bello e giusto»

Con queste parole Gabriele D’Annunzio commenta l’opera di Luigi Toro (Sessa Aurunca, 1835 – Pignataro Maggiore, 1900) “La morte di Pilade Bronzetti a Castel Morrone”, 1885, olio su tela, 400 x 610 cm , durante la visita all’atelier del suddetto pittore, il 10 luglio 1885.

L’opera di Luigi Toro, artista patriota ancora poco noto, combattente nelle fila garibaldine prima dell’Unità d’Italia, sarà ceduta in comodato gratuito alla Reggia di Caserta dall’Intesa Sanpaolo, la quale raffigura un episodio significativo della battaglia del Volturno, ultimo e strategico scontro che vide schierati ai ponti di valle i garibaldini contro i soldati borbonici al seguito di Francesco II.

Oggetto del dipinto è la morte di Pilade Bronzetti (Mantova, 1832 – Castel Morrone, 1860), l’eroe mantovano alla guida del 1° battaglione bersaglieri della I brigata, che combatté il 1° ottobre del 1860 per quasi 4 ore a Castel Morrone in Terra di Lavoro contro i soldati del Regno guidati dal maggiore Domenico Nicoletti. Il combattimento ebbe il merito di ritardare l’arrivo della brigata borbonica guidata da Ruiz a Casertavecchia, consentendo così la difesa dei garibaldini.

L’opera  fu precedentemente esposta nel Palazzo Reale di Caserta in occasione della mostra “Il Risorgimento in Terra di Lavoro” nel primo centenario dell’Unità d’Italia, il 1° ottobre 1961 e rientra a pieno titolo nella migliore produzione post-unitaria di carattere eroico.

Al centro dell’opera possiamo ammirare il cadavere dell’eroe Bronzetti – celebrato nelle sue Memorie dallo stesso Garibaldi – con una mano sul petto ferito e con l’altra che stringe una sciabola spezzata. La camicia rossa brilla sotto gli occhi dei due ufficiali borbonici, a cui una guida indica il corpo colpito da una palla, rappresentato in modo così realistico da far svenire la sorella per l’impressione. Più in là altri soldati borbonici spogliano i garibaldini.

Il trasferimento dell’opera di Intesa Sanpaolo alla Reggia, in programma a breve, intende portare idealmente a compimento il desiderio dell’artista e realizza finalmente la volontà della comunità morronese. Il dipinto verrà esposto negli ambienti della ex Scuola Nazionale Amministrazione adiacente alla Cappella palatina. La tela vede in alto raffigurate le alture di Castel Morrone come tuttora si possono ammirare dal vero proprio dalla finestra della sala in cui sarà collocato il dipinto, a testimonianza dell’estremo realismo con cui il pittore ha saputo rappresentare i luoghi nei quali si svolse il combattimento del primo ottobre 1860.

L’opera è stata sottoposta ad un impegnativo intervento conservativo realizzato dal restauratore Vincenzo Centanni con l’alta sorveglianza dei funzionari della Soprintendenza competente per territorio. Il restauro ha rivelato la qualità pittorica dell’opera e ne ha evidenziato l’interesse storico-documentario, con riferimento alle origini dell’autore e al “racconto” di un momento importante della storia risorgimentale italiana e del territorio casertano.

di Flavia Trombetta