CASERTA. PRIMA EDIZIONE DEL FESTIVAL LETTURE DI GUSTO CON PASQUALE IORIO E DANIELA BORRELLI.

CASERTA. Ai nastri di partenza la Prima Edizione del Festival ” Letture di gusto. Libri, cibo e territorio” patrocinato dal Comune di Caserta – Assessorato alla cultura.
Il prossimo 28 settembre, a partire dalle ore 16.00, nella Sala Chiostro S.Agostino in Via Mazzini sara’ presentato il libro APPIA di Paolo Rumiz presso la sede della Feltrinelli su Corso Trieste.

L’evento si aprira’ con i saluti di Carlo Marino Sindaco di Caserta. Con l’autore interverranno
Daniela Borrelli, Assessore alla Cultura del Comune di Caserta, e Maria Luisa Chirico, MILBEC SUN.

All’ evento e’ stato invitato anche il V.E. Monsignor Raffaele Nogaro di cui si attende la conferma di partecipazione.

Coordinera’ l’intera ma nifestazione Pasquale Iorio, Le Piazze del Sapere.
Letture di brani a cura studenti del Liceo Classico P. Giannone

Paolo Rumiz ha percorso a piedi, con un manipolo di amici, la prima grande via europea, l’Appia, e ce ne riconsegna l’itinerario perduto, da Roma fino a Brindisi, “più per dovere civile che per letteratura”. Lo ha fatto spesso cavando dal silenzio della Storia segmenti cancellati, ascoltando le voci del passato e destando la fantasia degli increduli incontrati durante il viaggio. E ora ci chiama come un pifferaio magico a seguirlo con le gambe e l’immaginazione lungo la via del nostro giubileo, la nostra Santiago di Compostela, della quale viene restituito l’itinerario dopo un secolare abbandono.Da Orazio ad Antonio Cederna (appassionato difensore dell’Appia dalle speculazioni edilizie), da Spartaco a Federico II, prende corpo una galleria di personaggi memorabili e, mentre si costeggiano agrumeti e mandorleti, si incontrano le tracce di Arabi e Normanni. Intanto le donne vestite di nero, i muretti a secco, la musicalità della lingua anticipano l’ingresso nell’Oriente. Per conquistarsi le meraviglie di un’Italia autentica e segreta è necessario però sobbarcarsi anche del lavoro sporco – svincoli da aggirare, guardrail, sentieri invasi dai canneti, cementificazioni, talvolta montagne intere svendute alle multinazionali dell’acqua e del vento – e affrontare la verità dei luoghi pestando la terra col “piede libero”. “È nei villaggi più remoti,” ha scritto il “New York Times” dell’opera di Paolo Rumiz, “tra i laghi e i boschi, in mezzo alla gente comune, che la vera vita delle nazioni rivela la sua trama di colori.”
Al racconto fanno da contrappunto le mappe disegnate da Riccardo Carnovalini, che ha trovato il percorso sulle carte, nelle foto aeree e sul terreno, e che ha descritto l’itinerario nel libro: un contributo prezioso e uno strumento utilissimo – considerata l’assenza di segnaletica – per chi volesse seguire le orme di questa marcia d’avanscoperta.
La scommessa era l’Appia, quintessenza di un’Italia minore di meraviglie nascoste.