CASERTA Cara maestra…GRAZIE!

BORGHESE MARIA PIA Dirigente Scuola S. Anna CENell’ambito della buona collaborazione fra genitori e docenti alla Scuola Sant’Anna

CASERTA: CARA MAESTRA… GRAZIE!

                            La lettera di una mamma per esprimere gratitudine alle insegnanti di suo figlio                  

 

CASERTA – La vera gratitudine non va in vacanza: è la ragione per cui – a più d’un mese dalla festa di “fine anno” e di “fine ciclo” alla scuola dell’infanzia e primaria “Sant’Anna” di Via Renella – sembra opportuno, emblematicamente, tornare sulla lettera scritta da una delle mamme alle maestre, per ringraziarle. Comincia così: “Quando si inizia un nuovo percorso, sono tante le paure e le preoccupazioni di una madre che affida il proprio bambino alle cure di altre persone”. E’ soltanto la premessa, per molti versi comprensibile e generalizzabile. Infatti, ad itinerario compiuto, ecco, in metamorfosi corale, la felice constatazione: “Ma la fortuna che noi oggi possiamo raccontare è quella d’aver incontrato un’insegnante, un’educatrice e soprattutto una donna che ha avuto la capacità di accoglierli così come avrebbe fatto una madre. Fra un abbraccio e un rimprovero, i nostri figli hanno acquisito più sicurezza e responsabilità. Decisamente bella la loro crescita, sia dal punto di vista emotivo che mentale! Tutto questo è stato possibile anche grazie al clima sereno e familiare che regna in questa scuola e che si è percepito fin dal primo istante”. Sincero omaggio, insomma, per la direttrice Maria Pia Borghese, naturalmente esteso alle altre insegnanti – Angela, Carla, Marinella, Eleonora, Loredana, Paola – nonché alla signora Carmela “che coccola i nostri piccoli con tanto amore”. Tutte destinatarie d’un saluto che va ben al di sopra di un semplice riconoscimento: “Non finiremo mai di ringraziarvi per aver avuto un ruolo così importante e determinante nella vita dei nostri figli”. Espressioni che fanno bene al cuore e che potrebbero essere dedicate ad ogni insegnante che lavora con serio impegno, in qualunque scuola dove le relazioni interpersonali viaggiano, nella distinzione e nel rispetto dei ruoli, sulle ali della reciproca fiducia. In controtendenza netta, tale atmosfera, a confronto con le realtà scolastica per le quali, invece, la cronaca ordinaria conta più “lettere di protesta” che “messaggi di stima”. Vecchia storia delle …“bisacce di Giove” che inevitabilmente si ritorce sugl’incolpevoli alunni, seminando zizzania a bizzeffe. C’è inoltre un dato oggettivo di enormi proporzioni e che dovrebbe far riflettere: per vari motivi soffre, nell’epoca in cui viviamo, la tradizionale “funzione docente” ed è progressivamente compressa dall’incredibile superaffollamento di tantissimi nuovi “educatori” che popolano, h24, televisioni, smartphone, Internet… Di qui un interminabile “bombardamento” di messaggi, nel cervello e nell’animo dei fanciulli, dalle conseguenze incalcolabili. Comprendere e fronteggiare tutto ciò è la sfida maggiore che genitori ed insegnanti ormai non possono più schivare. E non si tratta solo di reintrodurre nei circuiti intellettivi ed affettivi dei pargoli un insieme di concreti e coerenti esempi, regole del buon vivere civile, semi di tensione morale e ideale. Bisogna far leva sulla ragione, chiamata ad esplorare incessantemente l’esperienza. E’ necessario contribuire ad affinare gli strumenti coi quali i piccoli debbono, col tempo, “imparare ad imparare” da soli. Occorre man mano “addestrarli” ad osservare, discernere, scegliere, senza stupide anticipazioni, ma anche senza rinviare alle calende greche la giusta direzione che, di volta in volta, devono pure assumere i virgulti. Questa lucida coscienza traspare dalla lettera della mamma della scuola “Sant’Anna”, che comunque verdeggia d’antica “poesia della maternità”. Non a caso ella cita infine la Montessori: “Una prova della correttezza del nostro agire educativo è la felicità del bambino”. D’accordo, a patto che la si consideri punto d’arrivo e – s’intende – di continua ripartenza, sull’onda della gioia e dell’ottimismo, inseparabili compagni d’ogni vero educatore.

Raffaele Raimondo