Casal di Principe- A Casa don Diana una mostra dedicata alla resistenza contro le mafie

Casal di Principe – “Io Resisto”: A Casa don Diana una mostra dedicata alla resistenza e all’impegno contro le mafie

Foto Marco Cantile/LaPresse28-09-2013 Casal di Principe - Caserta - ItaliacronacaProtesta dei cittadini di Casal Di Principe, dell'Agro Aversano ed in generale della "Terra Dei Fuochi" per chiedere la bonifica della loro terra che le ecomafie hanno avvelenato
Casal Di Principe, dell’Agro Aversano ed in generale della “Terra Dei Fuochi” per chiedere la bonifica della loro terra che le ecomafie hanno avvelenato

 

Questa mattina presso il bene confiscato Casa don Diana, gestito dal Comitato don Peppe Diana, è stato presentata  “Io Resisto – Mostra della resistenza e dell’impegno civile”.

Attraverso un gioco di luci e ombre, circa 250 ritratti realizzati dal fotografo Mauro Pagnano raccontano l’altra storia del territorio: non solo “Terra dei fuochi e di camorra”, ma sempre più “Terra di Resistenza” alla criminalità e al malaffare. Gli scatti ritraggono i volti di una selezione di cittadini esemplari e gente comune che, giorno dopo giorno, hanno dato il proprio contributo alla costruzione di comunità alternative e solidali.
Studenti, operatori di cooperative sociali e associazioni del territorio, ma anche personalità come Don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera, Federico Cafiero De Raho, Procuratore di Reggio Calabria, Catello Maresca, Procuratore della Dda di Napoli, Sandro Ruotolo, giornalista.
Inoltre nella mostra sono stati installate anche foto di documenti, selezionati dall’archivio della Mediateca “Don Peppe Diana”, che narrano alcune fasi della “Resistenza” alla criminalità avvenuta sin dagli anni ’80 sul territorio casertano: manifesti, volantini e articoli di giornali, atti concreti e di denuncia. Tra i documenti: il volantino che indiceva una delle prime manifestazioni anticamorra a Casal di Principe nel 1983, una serie di documenti-denuncia sul mercato dei rifiuti tossici risalenti già al 1988, alcuni articoli di giornale che raccontano la rinascita del territorio nell’esempio di don Peppe Diana.
Tutto ciò per ricordare che il crimine organizzato non è arrivata su questa provincia senza trovare resistenze, ma negli anni è cresciuta una comunità che vive il territorio in modo diverso, dimostrando alle nuove generazioni che si può costruire qualcosa di importante e alternativo alle mafie.
Una comunità non fatta di eroi ma di semplici cittadini che hanno ritrovato il coraggio di aver paura, di denunciare, di fare delle scelte.
All’incontro moderato dalla giornalista Alessandra Tommasino erano presenti, fra tutti gli intervenuti, Renato Natale, Sindaco di Casal di Principe e Presidente dell’Associazione Sinistra Duemila, Valerio Taglione, Coordinatore del Comitato don Peppe Diana, Rosaria Capacchione, giornalista e membro della Commissione Parlamentare Antimafia, Giovanni Conzo, Procuratore Aggiunto di Benevento, Antonio Picascia, imprenditore antiracket, Massimiliano Noviello, cooperativa Ventuno.

La mostra è stata promossa nell’ambito del programma “Identità in rete”, sostenuta dalla Fondazione CON IL SUD, dall’associazione di volontariato Sinistra Duemila, in partnership con le associazioni Jerry Essan Masslo, Arciragazzi Caserta, Foro di Giano e Scuola di Pace don Peppe Diana.
L’iniziativa, inoltre, si colloca all’interno dei più ampi percorsi sviluppati dalla rete facente capo al Comitato don Peppe Diana e in particolar modo, il Museo diffuso della Resistenza alla camorra: il primo spazio a cielo aperto, in Italia, costituito da percorsi di memoria storica e realtà socio-culturali da visitare e conoscere.
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