CAPUA Il sogno dei volontari che oggi hano giurato fedeltà alla Patria

Due diverse ed eloquenti espressioni del viso dei volontari protagonistiEntusiasti e speranzosi i familiari dei giurandi accorsi da ogni parte d'ItaliaIl col. Mingione nell'attimo in cui rende gli onori al gen toscani De ColL'istante del GiuramentoRaffaele Raimondo

cronista free lance

e-mail: raffaeleraimondo1@virgilio.it                           COMUNICATO-STAMPA del 7 novembre 2014 bis

 

                All’invito rivolto dal colonnello di Cavalleria Pasquale Mingione, comandante del 47° Rav Ferrara

CAPUA: OTTOCENTOQUARANTASETTE VOLONTARI IN FP1 HANNO GIURATO

           Cerimonia svoltasi nella Caserma del Rua, al comando del gen.di Brigata Toscani De Col

 

CAPUA (Raffaele Raimondo) – Sotto un cielo plumbeo, ma in assenza di pioggia, nella mattinata odierna, presso la Caserma “Salomone” – sede centrale del Raggruppamento Unità Addestrative (RUA) dell’E.I., al comando del gen. di Brigata Gabriele Toscani De Col – s’è snodato solennemente, come avviene quattro volte all’anno, il Giuramento dei volontari in ferma prefissata di un anno. All’ambìto appuntamento si sono presentati, stavolta, soldati e soldatesse del 3° Blocco 2014. Erano esattamente in 847 (di cui 295 campani così rappresentativi delle 5 province: NA 140 – comprese 10 di sesso femminile – ; AV 19 – 2 -; BN 14 – 2 -; CE 94 – 7 -; SA 28 – 1 -; dunque tutti gli altri, circa 550, provenienti dalle altre 19 regioni dello Stivale). I dati numerici appena riportati, per gli appassionati dell’aritmetica e della statistica, han confermato l’antica linea tendenziale dell’accesso in prevalenza meridionale alle FF.AA. e alle Forze dell’Ordine. Dati che – è ovvio – fanno riflettere sulle perduranti differenze economico-sociali fra il Nord e il Sud dell’Italia ed invocano, per imprescindibile conseguenza, interventi seriamente strutturali, da parte del Governo, al fine di ridurre, se non colmare, il gravissimo divario.

Al cospetto della gloriosa Bandiera di Guerra del 47° Rgt “Ferrara, delle massime autorità provinciali (il presidente Zinzi, il questore Gualtieri, il delegato del perfetto Pagano…), dell’arcivescovo Visco, del sindaco Antropoli e di tanti esponenti di primo piano delle istituzioni civili e militari attive nel casertano e in Campania, i giovani in armi han risposto decisi “Lo giuro!” all’invito rivolto dal comandante del 47°, il col. di Cavalleria Pasquale Mingione, al termine di un vibrante discorso di ammirazione ed incoraggiamento cui ha fatto seguito, dopo il clou della manifestazione, la fiera allocuzione del generale Toscani De Col, conclusasi con una paradossale ma rincuorante frase di A. Einstein: “La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progresso. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere superato”. Davvero una supevitaminica pillola di saggezza che, in questi tempi di pur comprensibilissime ma interminabili geremiadi, traccia la strada per ciascuno di noi …e per gli Stati, sorgendo dalla mente di un genio dell’umanità. Un’articolata riflessione che comunque non riuscirà a far smaltire lo scontento dell’alta percentuale di volontari che purtroppo, a conclusione dell’anno di ferma, saranno costretti a tornare a casa. Abbiamo infatti incontrato due di loro, a cerimonia conclusa e colpiva, dalle loro parole, la forte scommessa esistenziale ed occupazionale che hanno espresso nel momento in cui hanno inoltrato domanda di partecipazione al concorso. Per entrambi e per tutti gli esclusi che si conteranno, non sarebbe facile digerire la scongiurata delusione. E’ pur vero, tuttavia, che deve/dovrebbe sempre prevalere la qualità dell’identità personale e delle prestazioni, in un’epoca come la nostra che richiede alta professionalità in tutti i campi lavorativi.

Il Giuramento del 3° Blocco 2014 è stata intitolato al colonnello Luigi Beretta per l’eroismo dimostrato nella battaglia di San Martino del 24 giugno 1859, nel corso della Seconda Guerra d’Indipendenza. E quando, lo speaker ha declamato la “motivazione” dell’onorificenza a lui assegnata, il saluto militare e la compostezza degli astanti hanno reso il giusto omaggio al merito.