Capitale italiana della cultura: Caserta esclusa, Ercolano promossa

Napoli
Tra le 21 città nominate a Capitale italiana della cultura 2018, nella fase di selezione delle 10 finaliste, Caserta è stata esclusa e dunque l’unico Comune rappresentativo della Campania resta Ercolano.
Molti di voi ricorderanno il Comune di Comacchio, da me ripetutamente nominato a cavallo della scorsa estate per un prestito di reperti alloggiati nei depositi del Mann, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e che la città lagunare esporrà a Palazzo Bellini in attesa del costituendo Museo del Delta Antico. L’accordo siglato tra il direttore Paolo Giulierini e il sindaco Marco Fabbri ha rivelato, dopo approfondimenti, che il prestito riguarderà 19 oggetti che avranno come tema la Scuola e la Scrittura, di provenienza varia (Pompei, Ercolano, lastre di rame settecentesche). Come da Protocollo d’intesa cron. 966, 20 luglio 2016, prot. 2 agosto 2016, l’evento espositivo si sarebbe dovuto tenere tra ottobre 2016 e febbraio 2017, almeno per il primo anno (ricordo pure che alla scadenza l’accordo potrà essere rinnovato dalle parti per un altro biennio).
Mi sono allora affacciata sul sito del Comune di Comacchio per comprendere se la mostra fosse già allestita e ho preso atto che non si terrà nel periodo indicato, bensì dal 17 dicembre 2016 al 2 maggio 2017.
Ho dato allora uno sguardo al dossier di presentazione alla candidatura di Comacchio, reso pubblico martedì 22 novembre nella sala polivalente San Pietro a Palazzo Bellini e disponibile in rete.
Il dossier è ricco, articolato ed espone minuziosamente un impegnativo lavoro di rilancio di un Comune del Ferrarese che solo nell’agosto 2014, secondo quanto denunciato dal coordinatore comunale Oscar Menegale, Forza Italia, e da Antonio Di Munno, Il Faro,rimaneva sistematicamente isolato, data la sintonia di interessi che univa gli altri Comuni: Codigoro rivendicava, in forza di una presunta centralità geografica, la rappresentanza dell’intero basso ferrarese e non nascondeva le ambizioni di accorpare al proprio territorio comunale la parte del Lido di Volano in territorio comacchiese. Lagosanto rappresentava velleità circa un proprio sbocco al mare e pensava a qualcosa che avesse riguardato il Lido delle Nazioni. Goro metteva in risalto l’importanza, forse anche strategica, dell’industria della vongola. Gli altri Comuni non erano esenti da altre rivendicazioni e desideri”.
Un dossier sviluppato su tre cardini principali: paesaggio culturale, identità ed innovazione e che svela l’ambizione della città lagunare di “ricoprire un ruolo importante nel panorama culturale italiano”, secondo quanto dichiarato dal dirigente del settore cultura, turismo e sport, Roberto Cantagalli. La gemma del documento è rappresentata naturalmente dal Museo Delta Antico, in fase di allestimento. Sessanta pagine di descrizione puntuale, invitante, convincente, arricchita di immagini.
Mi sono poi recata sul sito del Comune di Ercolano: una mezza pagina informa l’utenza del prestigioso ingresso tra i 10 finalisti (ricordo che, come da pubblicazione sul sito del Mibact, “alla vincitrice verrà assegnato un contributo di 1 milione di euro e l’esclusione delle risorse investite nella realizzazione del progetto dal vincolo del patto di stabilità”), con una avara dichiarazione del sindaco Ciro Bonajuto.
Riporto le 10 città finaliste, la cui vincitrice sarà nominata martedì 31 gennaio 2017, ore 15.00.
Alghero
Aquileia
Comacchio
Erice
Ercolano
Montebelluna
Palermo
Recanati
Settimo torinese
Trento

Barbara Giardiello
barbara.giardiello05@gmail.com